Archivio per Aprile, 2008

strange and beautiful

Posted in canzone del giorno con i tag , , on 28 Aprile, 2008 by cloudintheocean

oggi è il giorno di una canzoncina d’amore. è primavera, sbocciano nuovi amori e si è sempre ben disposti a sognare..e questa è una canzone davvero dolce e romantica. massì, per un giorno, per 3 minuti abbandoniamoci ai romanticismi e smettiamo un pò di essere cinici. I’ll put a spell on you

I’ve been watching your world from afar,
I’ve been trying to be where you are,
And I’ve been secretly falling apart, unseen.
To me, you’re strange and you’re beautiful,
You’d be so perfect with me but you just can’t see,
You turn every head but you don’t see me.

I’ll put a spell on you,
You’ll fall asleep and I’ll put a spell on you.
And when I wake you,
I’ll be the first thing you see,
And you’ll realise that you love me.

Sometimes, the last thing you want comes in first,
Sometimes, the first thing you want never comes,
And I know, the waiting is all you can do,
Sometimes…

I’ll put a spell on you,
You’ll fall asleep,
I’ll put a spell on you,
And when I wake you,
I’ll be the first thing you see,
And you’ll realise that you love me.

I’ll put a spell on you,
You’ll fall asleep ‘cos I’ll put a spell on you,
And when I wake you,
I’ll be the first thing you see,
And you’ll realise that you love me, yeah…

p.s. dimenticavo: è dedicata al fede e alla marti e ai loro amori che sono così dolci e perfetti che non puoi non sorridere col cuore ogni volta che li senti parlare o che vedi i loro occhi brillare

(e tra parentesi…ottimo video e da lui sai com’è…mi farei fare ogni sorta di incantesimo ;) )

Berlin

Posted in canzone del giorno con i tag , , , on 25 Aprile, 2008 by cloudintheocean
Here they are
the dried out walls
with lonely cracks
and dusty floors

here I turn
the day to night

here my veins
are drained for life

find me something
for a day, for a while
for lifetime
shine me a lonesome ray
finally something
for a day, for a while
for lifetime
help me find my sleep

hand me stones
to break these walls
hand me grief
and I'll change it all

with a dried-out tounge
I stand to shout
today you'll hear
the words out loud

find me something
for a day, for a while
for lifetime
shine me a lonesome ray
finally something
for a day, for a while
for lifetime
help me find my sleep

dedicata a.
ma soprattutto a me e al mio bisogno di ricominciare.e a questa canzone che passa proprio nel momento giusto.
spero di poter ripartire con, ma non so quanto crederci

le cronache di Milano

Posted in serate con i tag on 25 Aprile, 2008 by cloudintheocean

questo fine settimana ho ben pensato di immergermi nel mood “Salone del mobile”, che si è sempre riassunto nella mia mente con i seguenti fotogrammi:

-molti party con cocktails e musica da densfloor

-tanta creatività

-tanta gente tirata a lucido

ed in effetti le cose non sono andate molto diversamente: giovedi al Pig Party la gioventù nuravercarlettopastoriana si è radunata ai magazzini generali per spintonare allegramente nella fila cercando un metro cubo d’aria per imbottigliarcisi; e una volta dentro spintonare per raggiungere…beh. in realtà non credo che nessuno cercasse di arrivare a nulla dato che era una specie di flusso perpetuo in cui era impossibile fermarsi. fortuna che due rinunciatari in balconata ci hanno permesso di sopravvivere fermamente salde alla ringhiera. a parte il contesto della milano cool, i crookers e i 2many djs in un bel back to back ci hanno fatto sculettare ben bene, con la complicità di un paio di vodka e martini che non bevevo dall’alba dei tempi.grazie gaia, le serate con te non sono mai sobrie.

dopo un panino dal lurido “CON DENTRO TUTTO, TUTTO!!!!” -ma gaia, anche le cipolle e i peperoni?- “TUTTO!”, si torna a casa.

ma no. l’aver visto i party e la gente cool non mi è bastato, in fondo era un party della rivista per cerebrolesi Pig. non un vero party del salone del mobile. ergo, quando leggo della festa di chiusura del salone organizzata da esterni decido che forse questa è un’occasione ghiotta per respirare del design e della creatività spruzzata di modelle anoressiche e maschi gay.

dopo un viaggio in treno accanto a:

-la classica sedicenne che un genitore d’oggi non vorrebbe con mutande in vista (non scherzo, la gonna non le copriva proprio niente, nemmeno quelle cosce da gallina in brodo che si ritrovava) e reggiseno di pizzo all’attenzione di tutti, scarpe col tacco dodici. perfetta per uomini e donne insomma.

-il classico vecchio sbavoso che ogni votla che la classica sedicenne si alzava le guardava sotto la gonna

-l’italiano medio con maglietta di playboy e nell’ipod selezione di Elisa, Eros e Pussycat Dolls

-la ragazzetta hiphop col mac che temeva leggessi quel che stava scrivendo (cosa che sinceramente non poteva tangere il mio interesse nel modo più assoluto) quindi stava su itunes e alzava sempre di più il volume dei mattafix

insomma. dopo tutto ciò arrivo in milano, faccio un’oretta di viaggio sul tram (quelli vecchi che io adoro, se poi hai anche la colonna sonora giusta e c’è il tramonto di una bella giornata di sole la città sembra affascinante) raccolgo amica e collega destinazione via tortona, non prima però di raccogliere anche amici di collega e colleghi di amici di collega insomma. ci ritroviamo in dieci in un monolocale dove la questione da risolvere era se una maglia a maniche corte fosse troppo poco sotto un giubbotto di pelle: ci si appella come sempre a gaia la quale sfoggiava vestitino senza maniche scollato e collana con finto gigafiocco.

-gaia c’è freddo fuori?-

-macchè, ho il fiocco che mi copre!- per fortuna che c’è il fiocco.

dopo questa parentesi durata all’incirca mezz’ora ci ritroviamo a truppa tra i navigli dove si trovava parcheggiato uno yacht. uno yacht, proprio così. ma dannazione, uno yacht in mezzo al naviglio? ah già. ecco la creatività che stavo cercando!

nel mentre scopro che mangeremo qualcosa, al messicano. in questa via tortona che per me provinciale non significa nulla, ma che in realtà è il fulcro del salone del mobile. o almeno, uno dei tanti. faccio amicizia con i colleghi degli amici dei colleghi della gaia e predico piedi nelle fosse a destra e a manca, arriviamo ad un ponte che -a detta dei milanesi- ci porterà nel favoloso mondo del design.

peccato per la fila.

non ho mai agognato il primo scalino di un ponte così a lungo. ma successivamente, tra una fila per entrare in un negozio fichissimo e una fila per vedere dei tappeti (se così si potevano chiamare), inizio a prenderci gusto e a scoprire che anche le file possono diventare interessanti.

come le attese di tre quarti d’ora, e lo spintonare altra gente in attesa di un tavolo per andare in bagno, se poi innaffi la mia persona fisicamente provata di mojiti allora parlo a vanvera. credo di aver parlato molto a vanvera sabato sera, certo che ero convinta che mi si stava ascoltando mi stava SERIAMENTE ascoltando.

in ogni caso.

3 ore e 500 pannocchie dopo ci troviamo di nuovo nella notte milanese indecisi sul da farsi: esterni o tdk? o ddt? o csi? insomma…alla fine è via tortona 35. un luogo ameno pieno di divano a nido e a serpentina rossa, peccato che metà del gruppo era al numero 1. e che dopo 20 minuti i divani non sono più allettanti (tranne uno su cui a mio parere avrei dormito benissimo), a parte una cosa nera..credo un cerbiatto con delle perle al collo per esprimere desideri. che cosa romantica! altro che aladin e il genio della lampada!!!

ma questa festa piena di vips per la chiusura del salone?

ok. capisco che ci stiamo dirigendo alla macchina di un nuovo acquisto della comitiva per recarci al party, e non ci stiamo allenando per la maratona di milano nonostante i chilometri macinati (grazie signore, oggi ho deciso di mettermi comoda). e per addentrarci nel clima saliamo in 7 su una macchina: una performance per celebrare questa edizione del festival.

un vero peccato che alle ore 3.30 la festa fosse finita da un’ora e che l’unica cosa da fare era tornare mestamente a casa pensando al brunch domenicale (che mi ha definitivamente uccisa di diabete).

però ho una fantastica spilletta con la scritta : via tortona che mi servirà come monito per l’anno prossimo. quando tornerò e comodamente mi rimetterò in fila

in compenso questa settimana si torna a piacenza. la triste piacenza che per una volta si da una botta di vita e ospita ex-otago, canadians, my awesome mixtape, kstore, annie hall, fake p e chipiùnehapiùnemetta per il WELCOME TO THE JINGLE FESTIVAL, di cui non mi è permesso postare flyer pena lo strangolamento da parte di gaia.

però il mio appello è: io sarò la, chi mi ama mi segua!!!…(coffcoff)

paris, mon amour

Posted in si viaggiare! con i tag on 25 Aprile, 2008 by cloudintheocean

per chi ha letto (e chi non ha mai letto) i post precedenti in cui sognavo un bel viaggio a Parigi, bene. finalmente sono riuscita a togliermi lo sfizio di girovagare per la città più romantica d’Europa.

no, non crederete che sia andata con la mia dolce metà??beh, se con dolce metà intendete la mia compare di viaggi e sventure martina allora avewte indovinato, ma non pensate che a parigi io ci andassi con un moroso qualsiasi. per principio rifiuto l’idea del weekend romantico/smieloso a dirsi Ti amo sulla tour eiffel (che poi, chissà che emozione a 300mt d’altezza mentre pensi a non morire di vertigini). chiudendo questa parentesi, il viaggio si prospetta da subito precipitoso: treno per milano delle ore 6.44, la marti mette piede in stazione alle 6.43. siamo riuscite per grazia di dio a salire prima che si chiudessero le porte.

dopo esserci fatte fregare 50cent in stazione per il biglietto del malpensa shuttle, che poi non era quello figo ma quello scasso occupato da immigrati di nazionalità varie ed eventuali arriviamo all’aeroporto (ah, mi raccomando NON prendete MAI il biglietto del malpensa shuttle i stazione, sono pullman fasulli-_-). ok la marti non aveva mai volato, e io ho capito che sono brava a rassicurare tanto quanto sono brava a farmi prendere dal panico altrui, soprattutto se il capitano annuncia che ci saranno molte turbolenze su parigi dato che è appena NEVICATO. nevicato, il 6 d’aprile, e io sto indossando delle caldissime all star bianche. beh, l’ottimismo è il profumo della vita!

l’aeroporto di charles de gaulle a detta di molti è il più scomodo d’europa, a ben detta visto che dopo un’ora stavamo ancora cercando di orientarci in direzione dei treni verso il centro. capisco il postmodernismo e il senso di alienazione dell’uomo postindustriale, ma così è davvero un filino esagerato.

finalmente però arriviamo a Paris, nella ridente e bella e caruccia e simpatica Rue Oberkampf (hotel Luna Park, l’unico con solo una presa in tutta la stanza e bagno. ed era quella che attaccava la tv): è vicina a tutto..in 3 km sei dove vuoi. l’idea della marti di percorrere l’intera lunghezza degli Champs Elysèes viene troncata sul nascere da un’acquazzone. di neve (e io avevo sempre indosso le stesse all star della mattina, dato che eravamo atterrate da circa un’ora). il fatto che le all star mi portassero sfiga l’ho constatato più avanti col passare dei giorni, non potevo nominarle che il cielo diventava pericolosamente nero.

di seguito una prova fotografica che dimostra la veridicità del racconto:

comunque nel corso del nostro viaggio abbiamo constatato innumerevoli cose:

-che i francesi sono davvero spocchiosi

-che indossano cuffie giga per i loro miniipod

-che mettono chili di profumo

-che davvero comprano un sacco di baguettes e le portano sotto braccio (peccato non avere prove fotografiche a testimoniare ciò)

-che l’Opera è dappertutto…nonostante l’abbiamo trovata l’ultimo giorno poer noi qualunque cupola era l’Opera

-che il Louvre è davvero incasinato ma che con la nostra velocità ci abbiamo messo 3 ore a visitarlo TUTTO tranne la parte delle antichità babilonesi

-che le opere d’arte SI POSSONO FOTOGRAFARE!..senza flash ma si può! e comunque la gente fotografava ugualmente col flash: roba da galera (oh voi ignoranti et maleducati ve lo dovrebbero spiegare a calci perchè non potete usare il flash!)

-che i taxi sono grigi: colore noto per non confondersi nella nebbia nono

-che i bus notturni sono un covo di individui assurdi

-che la città investe notevolmente nella compravendita di sushi

-che siamo BRAVISSIME all’orientiring nei cimiteri!

-che in realtà non è molto una ville lumière

-che anche il centre pompidou vuole rendere al meglio l’alienazione postmoderna…

a parte ciò devo ammettere che la città è a dir poco splendida e per quel poco che l’ho potuta vedere sotto il sole di primavera è ancora meglio.

il museo d’orsay è stata la rivelazione positiva, così come il quartiere latino. mi sentivo molto a casa.

nonostante i vari momenti in cui potevo pensare liberamente (mentre la marti era impegnata nel comporre sms) e quel che pensavo non mi era assolutamente di conforto riuscivo a passarci sopra guardando gli alberi in fiore che circondavano notredame, oppure perdendomi nel musei o ascoltando i profumi nell’aria.

oh si, parigi alla fine è romantica. ma di quelle romanticherie che mi terrò per me perchè non so con chi condividerle.