ritorni

dopo un anno sembrato un secolo, oltre ad essere tornata critica disillusa e decisamente cloud, dopo essere tornata (percorso ancora da sviluppare) tra gli amici piacentini che mi mancavano un pò sono anche tornata a correre. con rinnovato spirito.

mi ero scordata di quanto fosse salutare perdersi tra le piccole strade di campagna (e per i più timorosi: no, stranieri alieni e babygang non mi hanno ancora violentata e uccisa), di quanto senta mie queste cose, mie e di nessun altro.

già, sono tornata anche a parlare delle mie solite emozioni che non condivido se non con me ma ne parlo a chi forse non ne capisce niente e mi da per folle…

ma diamine, correre con una canzone che ti aumenta l’adrenalina finchè non senti che le scarpe ti stanno tagliando le caviglie è sorprendente. (no, scoprire che ti sei fatta male e tornare a casa con la coda tra le gambe un pò meno)

come non sentire più le gambe e scappare senza fermarti finchè non hai solo campi e alberi sia davanti che dietro di te. questo è perdersi in se stessi

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