Archivio per Giugno, 2008

d’ora in poi chiamatemi “l’amica single della sposa”

Posted in meditazioni quotidiane con i tag , , on 25 Giugno, 2008 by cloudintheocean

ebbene, nella vita prima o poi arriva il momento di avere conferme.

sul lavoro come nella vita in generasle.

la mia conferma l’ho avuta il giorno 22/6/2008 alle ore 14.00 di fronte all’invito di matrimonio consegnatomi da una cara amica di infanzia, che non vedevo da anni.

io credevo di bere un estathe e farmi raccontare di fidanzamenti fulminei, se proprio mi fosse andata bene al massimo ricevere un invito in chiesa.

ed eccomi invece a sentirmi dire che finirò nel tavolo dei singles accanto all’amico dello sposo carino e sfidanzato a cui piacciono gli sport.

ora, non è che ho trent’anni e sono così disperata da implorare l’amica accasata di presentarmi amici dello sposo pena una morte sola e triste. parliamoci chiaro: 23 anni…ho almeno altri 7 anni di tregua prima della compassione delle amiche spose.

e il lancio del bouquet?

ne parliamo del lancio del bouquet????

sentire la frase: “ma il bouquet lo prendi vero??”

mi ha fatto d’improvviso sentire vecchia.

e dentro un telefilm.

direi che fa molto sex and the city. e la butterò (credo proprio) sul quel frangente, quando arriverà il fatidico giorno.

la nota positiva è che finalmente ho un buon motivo per andare nel negozio del commesso gay (che non è gay) a prendere un favoloso vestito.

ah, i matrimoni delle amiche.

non vedevo l’ora

…(contando che la parte dell’amica single da presentare in giro coem un trofeo di caccia o una bestia rara ha il suo fascino)

non è che sono morta

Posted in meditazioni quotidiane on 19 Giugno, 2008 by cloudintheocean

sto solo lavorando…

canzone del giorno

Posted in Uncategorized con i tag , on 14 Giugno, 2008 by cloudintheocean

the day i betrayed the earth

-fake p-

i hurt you
you hurt me
they hurt us
we hurt them
eye for eye
tooth for tooth
lips for lips
and kiss my cheeks
who do i deserve to be?
i know i made a big mistake
the day i put my trust in you
the day that i betrayed the earth
cannot find peace cannot find a place to go
turn my eyes to the sky and feel
like a prisoner of the earth
if you don’t have a pair of white wings don’t go there
over that bottomless abyss
the grief prostrates the spirit
that crazy happiness that flows from the fright of the soul
i know that you don’t understand
i’ve just betrayed you once again

dedicata io so a chi.

per tutto il bene e per tutto il male.

e percdhè questa canzone è bella.

malinconica e bella, e non sembra fatta da un gruppo italiano “esordiente” sulla scena nazionale

42 records

Posted in cloud la critica, recensioni dischi con i tag , , , , , , on 14 Giugno, 2008 by cloudintheocean

cosa collega Douglas Adams ai Kobenhavn store? Semplice, Giacomo Fiorenza

mi sembrava doveroso parlare almeno due minuti della 42 records, dato che nomino in continuazione gruppi che stanno sotto questa etichetta.

allora, l’idea nasce da Giacomo Fiorenza (già produttore di vari gruppi tra cui Offlagadiscopax, Giardini di mIrò e Les fauves, per dirne un paio a caso) ed Emiliano Colasanti; il nome è proprio il collegamento a Douglas Adams: la risposta definitiva all’universo, la vita e tutto quanto. (per chi non avesse mai letto Guida galattica per autostoppisti, …consoglio letterario spassionato. non impegnativo, non stancante, molto divertente).

i Gruppi:

dei Kobenhavn store ho già parlato abbastanza, non c’è nient’altro da dire se non che stanno sfornando un brano più carico dell’altro nell’ultimo periodo, soprattutto grazie all’importantissimo apporto di Simone Magnaschi che è arrivato a dare il timbro grintoso giusto a dare una svolta all’intero gruppo.

ma coloro su cui volevo spendere una qualche parola in più, data l’uscita recente dell’album, sono i FAKE P

vengono da Legnago e suoano indierock. ah, direte, fin qui la solita solfa. ah, vi dico io! la potrei pensare allo stesso modo se

a) Last non fosse la canzone anche di uno spot di gioielli, il che ce la dice lunga sul fatto che non sono molto sconosciuti. ed era quella che non mi piaceva, finchè non l’ho ascoltata tutta per bene

b) la seconda metà del disco ti rimane incollata nel cervello e non la scolli più, soprattutto la malinconica The day I betrayed the earth, che ci da prova del fatto che non sanno msolo fare dell’indie rock a casaccio scopiazzando a destra e a manca come la maggior parte dei gruppi mediocri

c)hanno ottime influenze elettroniche quasi fischerspooner in qwerty, in Baubaubhaus e Rorschach

d) i titoli sono fighissimi: NIxon in the sky with diamonds, nonostante sia quella che meno preferisco, la prendo su solo per il titolo!

e) dal vivo sono ottimi, con le loro maglie equalizzatore e il pupazzo formica

quindi, evitate per favore di gettarli nel sacco dei gruppetti del cazzo italiani che vogliono fare gli inglesi o cosa. sono i fake p. punto.

e ora loro. il mio primo, vero, grande amore per la musica struimentale, nato nel lontano 2000 grazie ad una compilation di gruppi torinesi in cui era presente un loro brano: Frozen Coffee.

i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo.

nascono nel 99, e sopravvivono coi loro strumenti e, quando serve, la collaborazione di qualche voce (Robertina nel disco L’irreparable, in Disconoir Moltheni, Velvet e Nuccini). a volte musicano film muti.

molto più spesso commuovono.

disconoir è l’ultimo colore di una serie di album: disco giallo, disco blu, tutti numerati. e poi c’è l’irreparable. la chicca più completa.

e ora disconoir, uscito in vinile e cd, noir come il titolo, come una stella che non dimentica, come stella che non ricorda niente. come l’intera grafica del disco, dolce e terribile.

non riesco mai a pralre in modo oggettivo di un gruppo che mi trasmette così tanto, quindi mi limiterò a consigliarvelo.

ascolto “d’autore”, pochi possono apprezzarlo fino in fondo. e forse è questo il bello dei gatto ciliegia, rimangono conosciuti soltanto alla schiera che si permette il lusso di scavare a fondo nel suono e trovarci un universo intero.

vi lascio un pezzo, uno dei pochi cantati, del disco vecchio. perchè sono convinta che disconoir, quello chi lo apprezza lo ha già.

mi manca qualcosa/ quel viso obliquo che osserva/ il mio modo di essere assente/ così irreparabile/ non smettere di guardarmi/ non smettere di rimanere lì/ quanti anni nei miei pensieri…/ vattene!/ l’irreparabile è un dejavu/ irreparabile è la paura di me solo/ irreparabile è il mio modo di cancellare tutto/ irreparabile è questa stanza così vuota/ il ricordo della musica irreparabile/ è la musica del nostro gatto/ è il nostro amore irreparabile/ i giorni felici passati a danzare/ intorno a noi (al nostro gatto)/ certe volte penso: “io non esisto”/ irreparabile è questo pensiero ( non smettere di suonare per me)/ mi dico allora: “noi non siamo mai esistiti!”/irreparabile è la mia stupidità ( non smettere di suonare per me)/…irreparabile è la mia vita come questa musica/ entra, non smettere, perdonami/ è la musica del nostro gatto/ è il nostro amore irreparabile/ i giorni felici passati a danzare/ intorno a noi (al nostro gatto)/

-l’irreparable-

(è cantata in francese, scritta tradotta)

e ora ditemi se la 42 non è la risposta definitiva…

non ci sono questo weekend, vado a(l) Miami

Posted in live, serate con i tag , , , , , , , , , , on 10 Giugno, 2008 by cloudintheocean

Cara kate Moss, Glastonbury ci fa un baffo

Che fosse un mese piovoso era risaputo senza bisogno di dilungarsi. che il Miami fosse il primo weekend di giugno era risaputo da quando è stato inventato.

anche che i kobenhavn store iniziassero alle 8 era risaputo da giorni.

e allora mi chiedo. perchè, partendo alle ore 6 coi minuti contati, se ne devono aspettare altri 40 per una amica (di morosa di amico) che non arriva mai? e che si fa andare a prendere dall’altro capo della città facendoci perdere un’ora direi vitale per arrivare quasi in ritardo al concerto? perchè, mi chiedo, la puntualità è così un difetto grave che nessuno ha? comunque, non si sa come, grazie ad ale riusciamo miracolosamente a fare il tragitto autostradale in 20 minuti.

finchè appena entrati a milano (proprio sul cartello Milano km. 0) ci blocchiamo.

AH, LE CODE IN TANGEZIALE!

AH, L’EBREZZA DI ESSERE UNA MILANESE COME TUTTI COLORO CHE CI CIRCONDANO!

ma il cielo vuole che arriviamo all’ingresso del Magnolia alle ore 20.00. seconda canzone appena iniziata, e una corsa nel fango per arrivare sotto il palco. (cosa credete, devo fare le foto io!).

il concerto è stato uno di quelli degni di nota, e nonostante la pioggia che stava iniziando a cadere c’era abbastanza gente.

con gli a classic education è iniziata la nostra ODISSEA NEL FANGO…cosa ci interessa della piega perfetta ai capelli, cosa ci frega delle scarpe bianche, noi siamo donne implacabili e ci divertiamo senza inoprridire al primo capello fuori posto. alla faccia delle fichettine agghindate d’ogni ben di dio.

ma l’assenza di ombrelli si fa comunque sentire e per bere in santa pace ci rifugiamo (come avevano già ben pensato almeno altre 100 perosne) sotto il tendone dei banchetti, rimanendno incastrate a quello della CANE BAGNATO (nome che ben si addiceva alla situazione). abbiamo così modo di conoscere Gabriel Sternberg milanese cantautore, molto cordiale e gentile. e molto bravo. ascoltatevelo dal link please, non ne rimarrete delusi. noi abbiamo apprezzato moltissimo e siamo riuscite anche a fare compreare il cd a simone kstore. bel bottino per gabriel…5 cd in 15 minuti. e dato che ha il cuore d’oro ci ha anche fatto una piccola dedica a testa…secondo me ci ha prese per 3 ubriache moleste, ma credimi gabriel, non è così.

(in ogni caso vedete la foto sottostante: da sinistra: Gabriel, Simone e Gaia)

…non era così.

ma passiamo agli yuppie flu!

gli yuppie flu, grande amore di un paio di anni fa. grande ritorno sul palco, grandi emozioni dei grandi classiconi come Eyes of dazzling bride, Our nature, better than ever…insomma. meravigliosi. peccato per le nuove che non mi hanno entusiasmato. attendo però di sentirle in cd per capire se ero io da un’altra parte o meno.

meg la salto, anche perchè stavo assistendo a fantastiche scenette di cui vi posto il link ad una splendida foto di Ema!. ema, hai ragione, certe cose ci fanno porre fin troppe domande.

ma!

MA!

arriviamo al momento clù (e parla come mangi!) della serata…dopo una sculettante esibizione dei trabant (fighini, mai sentiti dal vivo ma meritano tutta l’attenzione che hanno): i Bloody Beetroots. io e la gaia aspettavamo di saltare scuotere la testa e muovere il braccino da almeno…ah ma cosa dico! è da dicembre che non vedevo l’ora di rivedere Bob Rifo e Tommy! (io cuoro i bloody beetroots).

non so quanto ho saltato, ma il sabato non sentivo le gambe, non so quanto ero scatenata, ma una tipa ci fotografava in continuazione e vorrei sapere dove sono finite quelle foto.

nel tutto arriva Giovanni dei Chewingum a regalarmi il suo cd, grazie…ah! mi dimentico della Tafuzzi records, il cui promoter ha fatto promozione solo credo a 5 persone tra cui me, la vale, la gaia e la marti.

comunque tornando ai Bloody, il djset è stato talmente travolgente che alle ore 4 il magnolia era ancora intasato, e sinceramente non so in quanti fossero all’interno per il reading di Emidio Clementi. alla fien del tutto salto al collo del BoBie dopo mesi di affetto arretrato, è bello rivedere le persone con cui hai lavorato per mesi e a cui ti eri affezionata un bel pò. proimessa di mantenerci di nuovo in contatto, mantenuta!

alle ore 4 e 30 ci troviamo io, Gaia e Laura di fronte all’ex Rolling Stones a mangiare una piadina col sottofondo di Gabriel Stenberg e circondate da centinaia di tamarretti di periferia dall’età media di 16 anni, in canotta e jeans larghi (gli ometti) e reggiseno, tacchi a spillo e culotte (le SIGNORINE).

poi lamentatevi che vi stuprano (scusate ma facevano paura, semrbavano un branco di puttane al palo 110 della tangenziale).

in ogni caso, è stato molto surreale sentire un pianoforte mentre fuori vedevi ragazzini col catenone e bambine strafatte.

Il sabato inizia molto lentamente, di fatto alle 5 stavamo pranzando. ma ero così cotta, così stanca e provata dalla sera prima, e sul Pertini i concerti erano talmente osceni che ben venga andarmene alle 11 con la marti e paolo.

da segnalare: The Calorifer is very hot! veramente HOt! inizio abbastanza lento, ma poi si riprendono e il concerto 8come il disco) è una favola! anche le loro magliette, peccato per l’assenza di taglie consone.

e gli Annie Hall, concerto decisamente migliore delle ultime volte che li ho sentiti!

dopo acquisti vari su banchetti (in particolare i Fake P di cui parlerò a dovere)…si torna a casa. con manicn (my awesome mixtape) ubriaco e molesto che fingeva di suonare il pianoforte sotto il mio naso.

e ripenso all’anno scorso, al festival della musica bella e dei baci, e non posso che mettere anche questa nel cassetto. dei bei ricordi, ovviamente.

adieu Miami, all’anno prossimo

(cara Kate Moss, come vedi non sei l’unica a fare moda nel fango)

video del giorno

Posted in canzone del giorno, meditazioni quotidiane con i tag , , , on 2 Giugno, 2008 by cloudintheocean

non so bene se sia uscito in questi giorni o meno, fatto sta che il nuovo video degli amari 30 anni che non ci vediamo mi ha soddisfatto molto più del precedente (Le gite fuori porta NdR). sarà per i colori, saranno i giochi di luce o il montaggio, ma è proprio un bel lavoretto.

tutti in stile amaro.

e poi ascoltate anche bene il testo. è un periodo che sono molto cinica e gradirei che qualcuno la ascoltasse per bene. perchè prima di farsi male ci si potrebbe domandare “se giocassimo e basta?” oppure semplicemente…beh. siate anche un pò malinconici nel sentire le parole

p.s.: fede e anche questa è dedicata a te perchè mi ricordo quanto ci bollavi per sentirla appena avevi preso il disco e io e la marti ancora non l’avevamo. se mi leggi i miss you my bubi :)

i milanesi ammazzano il sabato.. ma anche no

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane, serate con i tag , , , , , , on 2 Giugno, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache dall’ultimo weekend fuoriporta

il bello di andare da gaia nei weekend è poter prendere il favoloso tram 29/30, quello vecchio con le panche di legno, quello su cui salgo quando voglio pensare che sarà una bella serata. che il sole su milano la fa sembrare una città e non una metropoli e che la gente che sale e scende da questo trabiccolo è più cordiale e affabile dei businessmen della metro. quanti pensieri in un quarto d’ora di viaggio

poi sapere che si andrà a cena coi colleghi di forchets e la loopie è sempre una sorpresa gradita per me stanca di gente già vista già sentita già …

insomma bando alle ciance.la gaia diventa la mia personal stylist bocciando il mio vestito per un suo outfit -non mettere il reggiseno che ti si vede-. maledetta. però il vwestito mi garba alquanto e decido che questa sera sarò una donna che si stima e si piace.

dopo un tram, un salto in gelateria (con ovvi problemi fisici legati a tacchi e vestito svolazzante) con la loopiearriviamoa destinazione. casa di marco (forchets) è favolosa, a dir poco. come la cena da lui cucinata, al che ho pensato che al mondo esistono uomini in grado ADDIRITTURA di cucinare cose che non siano una pastasciutta!!!ora dico, contatemi gli uomini che preparano un sugo alle arance e pinoli per un roastbeef, non lo so fare nemmeno io!

e il suo monolocale è il propotipo della casa in cui abiterò quando sarò in carriera (quindi tra quanti millenni?), col soppalco con solo il letto. un amore di appartamento in sostanza, lo avrei messo subito su Grazia Casa.

gli altri colleghi dispersi arrivano due ore e una teglia di pomodirni al forno più tardi, e in 7 minuti (conteggiati da una gaia in ipertensione) cenano anche loro, con torta gelato finale.

tanto ai magazzini la serata non era ancora iniziata, per fortuna. altrimenti l’ira di reggiani avrebbe colpito tutti i ritardatari per l’eternità. i soulwax sono i soulwax, bravi live e tutto quanto. ma noi aspettavamo soprattutto il djset dei 2manydjs.

deludente.

non coinvolgente.

si vede che passano per l’italia ogni 3 mesi e non sanno più cosa inventare per dare il colpo di grazia al dancefloor.

troviamo quindi il tempo per deridere i milanesi che vogliono fare i cool a tutti i costi anche a costo di rendersi ridicoli: prendiamo per esempio la crew anni 80 con uomo con jeans al ginocchio e maglia di 10 taglie in più (no, non scherzo), uomo scappato da parrucchiere perchè ancora indossante il telo che ti cacciano addosso e donna -voglioesserefiga- con maglia da basket allacciata in vita da una cintura verniciata. dariella commenta: il prossimo anno tutti coi bigodini fluo…

..da ammirare il coraggio,nonostante tutto.

la domenica devo correre in fretta e furia per prendere il primo treno causa: compleanno della cugina appartenente alla parte di famiglia che non sopporto. ma! essendo noi (gaia doveva tornare a parma) delle grqandi tifose ciclistiche, sapevamo assolutamente che domenica 1 giugno 2008 sarebbe passato IL GIRO D’ITALIA e tutti i mezzi sarebbero stati dirottati dal loro percorso. quindi a piedi ci avviamo in stazione. e così ai miei figli potrò dire di aver assistito al giro d’italia.

ma passiamo alla parte divertente della domenica: il teatralissimo, recitatissimo e montatissimo compleanno della cugina emma, anni 4. organizzato dalla madre elena, anni 40. mentalmente anni 12.

i 3 precedenti anni ho passato almeno 2 delle 4 ore passate in casa elena a domandarmi perchè ci fosse così tanto da mangiare per uno sparuto gruppo di adulti dai 50 in su. effettivamente non avevo mai fatto caso all’assenza di altri bambini, dato che ritenevo che fosse comunque piccola per poter avere gli amichetti del cuore.

il quarto anno appena entrata dalla porta mi rincuoro del fatto che ci sia la solita tavola imbandita di 4 vassoi di salatini, 3 vassoi di bignè, 4 torte oltre la torta di compleanno a due piani. tutto cucinato interamente da mia cugina che si lamenta di nona vere mai tempo per fare nulla.

cioè, non hai tempo per nulla ma hai tempo per costruire una torta di due piani manco fossi la strega di hansel e gretel. ma l’esperienza insegna a non porsi questo tipo di domande in questa sede.

però una domanda me la pongo: a 4 anni una bambina non sarà stanca di vedersi attorniata da ultrasessantenni? se escludiamo me e mia sorella almeno i 3/4 dei banchettanti tra due anni masticheranno con le dentiere.

e via coi discorsi su morti, malati e figlie di nuore di cugini lontani. al che guardo la bambina e penso: ah no, ma lei degli amici li ha. i suoi gatti.

i suoi dieci gatti.

contando che poi i bambini mi fanno un pò paura e li odio quando urlano (cosa che lei fa continuamente), mi sono ricavata un piccolo spazio vitale di 20 cmq accanto al tavolo, dietro la tenda della finestra (non si sa mai che la bambina volesse giocare con me) ma abbastanza vicino alle tartine per poter abbuffarmi come pochi. ma ho bevuto del succo all’ananas, per stare leggera. e anche perchè era l’unica bevanda che scendesse sotto i 20° di temperatura. mai bevuta una coca cola a temperatura ambiente-tropici?

alle 8 vengo salvata dalla vale che mi porta al cinema, ovviamente cosa possono guardare due ragazze singles?

Sex And The City

ovviamente dopo un aperitivo con punto della situazione.

lei in america per un mese, io a londra per 6 mesi.

cosa ne sarà della specialistica?

ma si, l’importante è far carriera.

e last but not least: gli uomini sono tutti degli egoisti. tematica tra l’altro ampliata in modo profondo nel film di Carrie & co. con clichè del marito che tradisce e clichè dell’eterno bambino che non ha le palle di sposarsi.

due ore e mezza sono lunghe, anche perchè la trama non è poi così consistente, si perde un pò di verve delle puntate del serial ma il tutto viene colmato da una serie infinita di vestiti e scarpe firmate.

il lieto fine arriva immancabile e mi infonde grande malinconia. ma allora tutte trovano l’amore perfetto?

sono troppo cinica? io ho smesso anche soltanto di crederci in queste storielle.

però le scarpe di Carrie sono sempre eccezionali.