i milanesi ammazzano il sabato.. ma anche no
ovvero: cronache dall’ultimo weekend fuoriporta
il bello di andare da gaia nei weekend è poter prendere il favoloso tram 29/30, quello vecchio con le panche di legno, quello su cui salgo quando voglio pensare che sarà una bella serata. che il sole su milano la fa sembrare una città e non una metropoli e che la gente che sale e scende da questo trabiccolo è più cordiale e affabile dei businessmen della metro. quanti pensieri in un quarto d’ora di viaggio
poi sapere che si andrà a cena coi colleghi di forchets e la loopie è sempre una sorpresa gradita per me stanca di gente già vista già sentita già …
insomma bando alle ciance.la gaia diventa la mia personal stylist bocciando il mio vestito per un suo outfit -non mettere il reggiseno che ti si vede-. maledetta. però il vwestito mi garba alquanto e decido che questa sera sarò una donna che si stima e si piace.
dopo un tram, un salto in gelateria (con ovvi problemi fisici legati a tacchi e vestito svolazzante) con la loopiearriviamoa destinazione. casa di marco (forchets) è favolosa, a dir poco. come la cena da lui cucinata, al che ho pensato che al mondo esistono uomini in grado ADDIRITTURA di cucinare cose che non siano una pastasciutta!!!ora dico, contatemi gli uomini che preparano un sugo alle arance e pinoli per un roastbeef, non lo so fare nemmeno io!
e il suo monolocale è il propotipo della casa in cui abiterò quando sarò in carriera (quindi tra quanti millenni?), col soppalco con solo il letto. un amore di appartamento in sostanza, lo avrei messo subito su Grazia Casa.
gli altri colleghi dispersi arrivano due ore e una teglia di pomodirni al forno più tardi, e in 7 minuti (conteggiati da una gaia in ipertensione) cenano anche loro, con torta gelato finale.
tanto ai magazzini la serata non era ancora iniziata, per fortuna. altrimenti l’ira di reggiani avrebbe colpito tutti i ritardatari per l’eternità. i soulwax sono i soulwax, bravi live e tutto quanto. ma noi aspettavamo soprattutto il djset dei 2manydjs.
deludente.
non coinvolgente.
si vede che passano per l’italia ogni 3 mesi e non sanno più cosa inventare per dare il colpo di grazia al dancefloor.
troviamo quindi il tempo per deridere i milanesi che vogliono fare i cool a tutti i costi anche a costo di rendersi ridicoli: prendiamo per esempio la crew anni 80 con uomo con jeans al ginocchio e maglia di 10 taglie in più (no, non scherzo), uomo scappato da parrucchiere perchè ancora indossante il telo che ti cacciano addosso e donna -voglioesserefiga- con maglia da basket allacciata in vita da una cintura verniciata. dariella commenta: il prossimo anno tutti coi bigodini fluo…
..da ammirare il coraggio,nonostante tutto.
la domenica devo correre in fretta e furia per prendere il primo treno causa: compleanno della cugina appartenente alla parte di famiglia che non sopporto. ma! essendo noi (gaia doveva tornare a parma) delle grqandi tifose ciclistiche, sapevamo assolutamente che domenica 1 giugno 2008 sarebbe passato IL GIRO D’ITALIA e tutti i mezzi sarebbero stati dirottati dal loro percorso. quindi a piedi ci avviamo in stazione. e così ai miei figli potrò dire di aver assistito al giro d’italia.
ma passiamo alla parte divertente della domenica: il teatralissimo, recitatissimo e montatissimo compleanno della cugina emma, anni 4. organizzato dalla madre elena, anni 40. mentalmente anni 12.
i 3 precedenti anni ho passato almeno 2 delle 4 ore passate in casa elena a domandarmi perchè ci fosse così tanto da mangiare per uno sparuto gruppo di adulti dai 50 in su. effettivamente non avevo mai fatto caso all’assenza di altri bambini, dato che ritenevo che fosse comunque piccola per poter avere gli amichetti del cuore.
il quarto anno appena entrata dalla porta mi rincuoro del fatto che ci sia la solita tavola imbandita di 4 vassoi di salatini, 3 vassoi di bignè, 4 torte oltre la torta di compleanno a due piani. tutto cucinato interamente da mia cugina che si lamenta di nona vere mai tempo per fare nulla.
cioè, non hai tempo per nulla ma hai tempo per costruire una torta di due piani manco fossi la strega di hansel e gretel. ma l’esperienza insegna a non porsi questo tipo di domande in questa sede.
però una domanda me la pongo: a 4 anni una bambina non sarà stanca di vedersi attorniata da ultrasessantenni? se escludiamo me e mia sorella almeno i 3/4 dei banchettanti tra due anni masticheranno con le dentiere.
e via coi discorsi su morti, malati e figlie di nuore di cugini lontani. al che guardo la bambina e penso: ah no, ma lei degli amici li ha. i suoi gatti.
i suoi dieci gatti.
contando che poi i bambini mi fanno un pò paura e li odio quando urlano (cosa che lei fa continuamente), mi sono ricavata un piccolo spazio vitale di 20 cmq accanto al tavolo, dietro la tenda della finestra (non si sa mai che la bambina volesse giocare con me) ma abbastanza vicino alle tartine per poter abbuffarmi come pochi. ma ho bevuto del succo all’ananas, per stare leggera. e anche perchè era l’unica bevanda che scendesse sotto i 20° di temperatura. mai bevuta una coca cola a temperatura ambiente-tropici?
alle 8 vengo salvata dalla vale che mi porta al cinema, ovviamente cosa possono guardare due ragazze singles?
Sex And The City
ovviamente dopo un aperitivo con punto della situazione.
lei in america per un mese, io a londra per 6 mesi.
cosa ne sarà della specialistica?
ma si, l’importante è far carriera.
e last but not least: gli uomini sono tutti degli egoisti. tematica tra l’altro ampliata in modo profondo nel film di Carrie & co. con clichè del marito che tradisce e clichè dell’eterno bambino che non ha le palle di sposarsi.
due ore e mezza sono lunghe, anche perchè la trama non è poi così consistente, si perde un pò di verve delle puntate del serial ma il tutto viene colmato da una serie infinita di vestiti e scarpe firmate.
il lieto fine arriva immancabile e mi infonde grande malinconia. ma allora tutte trovano l’amore perfetto?
sono troppo cinica? io ho smesso anche soltanto di crederci in queste storielle.
però le scarpe di Carrie sono sempre eccezionali.