42 records

14 Giugno, 2008 at 2:00 pm (cloud la critica, recensioni dischi) (, , , , , , )

cosa collega Douglas Adams ai Kobenhavn store? Semplice, Giacomo Fiorenza

mi sembrava doveroso parlare almeno due minuti della 42 records, dato che nomino in continuazione gruppi che stanno sotto questa etichetta.

allora, l’idea nasce da Giacomo Fiorenza (già produttore di vari gruppi tra cui Offlagadiscopax, Giardini di mIrò e Les fauves, per dirne un paio a caso) ed Emiliano Colasanti; il nome è proprio il collegamento a Douglas Adams: la risposta definitiva all’universo, la vita e tutto quanto. (per chi non avesse mai letto Guida galattica per autostoppisti, …consoglio letterario spassionato. non impegnativo, non stancante, molto divertente).

i Gruppi:

dei Kobenhavn store ho già parlato abbastanza, non c’è nient’altro da dire se non che stanno sfornando un brano più carico dell’altro nell’ultimo periodo, soprattutto grazie all’importantissimo apporto di Simone Magnaschi che è arrivato a dare il timbro grintoso giusto a dare una svolta all’intero gruppo.

ma coloro su cui volevo spendere una qualche parola in più, data l’uscita recente dell’album, sono i FAKE P

vengono da Legnago e suoano indierock. ah, direte, fin qui la solita solfa. ah, vi dico io! la potrei pensare allo stesso modo se

a) Last non fosse la canzone anche di uno spot di gioielli, il che ce la dice lunga sul fatto che non sono molto sconosciuti. ed era quella che non mi piaceva, finchè non l’ho ascoltata tutta per bene

b) la seconda metà del disco ti rimane incollata nel cervello e non la scolli più, soprattutto la malinconica The day I betrayed the earth, che ci da prova del fatto che non sanno msolo fare dell’indie rock a casaccio scopiazzando a destra e a manca come la maggior parte dei gruppi mediocri

c)hanno ottime influenze elettroniche quasi fischerspooner in qwerty, in Baubaubhaus e Rorschach

d) i titoli sono fighissimi: NIxon in the sky with diamonds, nonostante sia quella che meno preferisco, la prendo su solo per il titolo!

e) dal vivo sono ottimi, con le loro maglie equalizzatore e il pupazzo formica

quindi, evitate per favore di gettarli nel sacco dei gruppetti del cazzo italiani che vogliono fare gli inglesi o cosa. sono i fake p. punto.

e ora loro. il mio primo, vero, grande amore per la musica struimentale, nato nel lontano 2000 grazie ad una compilation di gruppi torinesi in cui era presente un loro brano: Frozen Coffee.

i Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo.

nascono nel 99, e sopravvivono coi loro strumenti e, quando serve, la collaborazione di qualche voce (Robertina nel disco L’irreparable, in Disconoir Moltheni, Velvet e Nuccini). a volte musicano film muti.

molto più spesso commuovono.

disconoir è l’ultimo colore di una serie di album: disco giallo, disco blu, tutti numerati. e poi c’è l’irreparable. la chicca più completa.

e ora disconoir, uscito in vinile e cd, noir come il titolo, come una stella che non dimentica, come stella che non ricorda niente. come l’intera grafica del disco, dolce e terribile.

non riesco mai a pralre in modo oggettivo di un gruppo che mi trasmette così tanto, quindi mi limiterò a consigliarvelo.

ascolto “d’autore”, pochi possono apprezzarlo fino in fondo. e forse è questo il bello dei gatto ciliegia, rimangono conosciuti soltanto alla schiera che si permette il lusso di scavare a fondo nel suono e trovarci un universo intero.

vi lascio un pezzo, uno dei pochi cantati, del disco vecchio. perchè sono convinta che disconoir, quello chi lo apprezza lo ha già.

mi manca qualcosa/ quel viso obliquo che osserva/ il mio modo di essere assente/ così irreparabile/ non smettere di guardarmi/ non smettere di rimanere lì/ quanti anni nei miei pensieri…/ vattene!/ l’irreparabile è un dejavu/ irreparabile è la paura di me solo/ irreparabile è il mio modo di cancellare tutto/ irreparabile è questa stanza così vuota/ il ricordo della musica irreparabile/ è la musica del nostro gatto/ è il nostro amore irreparabile/ i giorni felici passati a danzare/ intorno a noi (al nostro gatto)/ certe volte penso: “io non esisto”/ irreparabile è questo pensiero ( non smettere di suonare per me)/ mi dico allora: “noi non siamo mai esistiti!”/irreparabile è la mia stupidità ( non smettere di suonare per me)/…irreparabile è la mia vita come questa musica/ entra, non smettere, perdonami/ è la musica del nostro gatto/ è il nostro amore irreparabile/ i giorni felici passati a danzare/ intorno a noi (al nostro gatto)/

-l’irreparable-

(è cantata in francese, scritta tradotta)

e ora ditemi se la 42 non è la risposta definitiva…

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