Nights Out
Ammetto, se non ci fosse stato qualcuno a spedirmelo da londra io questo disco non lo avrei mai ascoltato per pura ignoranza della sua esistenza. certo, perché a quanto pare in terra britannica Jospeh Mount (che si esibisce sotto il nome di Metronomy con la sua band), originario del Devon, è conosciuto per aver remixato pezzi ai Franz Ferdinand, Klaxons, Zero 7, e dopo due anni dall’uscita del primo disco Pip Paine arriva tra le mie mani con un suono che non sembra regalarci molte novità musicali.
L’inizio non mi convince, un intro di tromba che mi lascia alquanto perplessa, e mi fa passare immediatamente alla successiva traccia; però noto che man mano che il disco procede si snoda attorno a un beat mediamente sostenuto e circondato da synth, sempre molto orecchiabile e non troppo ampolloso . Certo, ciò che balza subito all’orecchio è la volontà di coniugare a dovere elettronica e indie rock, ma non risulta troppo convincente, se non con l’eccezione di Heartbreaker , la più riuscita di tutto il disco, così come Thing for me o My heart rate rapid.
Mi piace tutto sommato l’idea che sia il resoconto di un weekend trascorso sulle strade ascoltando musica durante la notte, perché i pezzi rimangono in sottofondo, come la musica di un’autoradio e ti accompagnano senza essere troppo invasivi. ma appunto per questo di tutto il disco non rimane nulla di concreto al di là di vari esercizi di stile alla Late of the Pier, Cut Copy e co. Che spesso quasi stancano, come Nights Out , Side 2 e Nights outro, di cui mi chiedo il senso, perché più che legame tra i pezzi cantati sembrano inseriti per mancanza di altro.
Sarebbe interessante vederli live, anche solo per poter avere una prova che anche un disco poco consistente possa capovolgere ogni aspettativa se suonato dal vivo.
In ogni caso, dopo un ascolto attento la domanda che ci si pone è: tra quanti giorni me ne dimenticherò?
