resoconto di un weekend tra donne
e di due concerti, di cui parlare.
e di due amiche da ricordare, perchè sono favolose.
sabato sera. la lupi durante la famosa cenetta prewire ci parla dei Noah and the whale, che io non conoscevo ma ceh, sentendo una canzone, potrebbero piacermi. decidiamo perciò di ritrovarci sabato per cenetta e concerto. a cui la stella promette di non presenziare assolutamente, dato che le uniche volte che vuole andare al rocket succede qualcosa.
tipo concerti annullati, rocket chiuso all’ultimo minuto, inondazioni, meteoriti, estinzione di dinosauri, nuovi messia che vengono alla luce.
e rischiamo anche questa volta, vedendo troppa folla fuori e troppa poca gente dentro, e messaggi ci avvisano che il gruppo ritarderà l’esibizione di una mezz’oretta.
la stella fa per fuggire a un convegno sull’autismo a san donato milanese.
ma fortunatamente e non si sa per quale motivo l’universo inizia a girare in modo che la tizia ci faccia entrare. molta calca, inizio a diventare sociopatica.
soprattutto quando si presentano delle tizie inglesi agghindate da trilli, trillone piuttosto, e con le loro alette e bacchette- e tutto ciò che può finire in ette- creano del disagio tra gli astanti.
sale nel frattempo il gruppo spalla. molto bravi, postrock puro, voce alla blonde redhead. peccato non aver capito un’acca del nome del gruppo. quindi cantante, te lo dico spassionatamente, la prossima volta mi fai lo spelling?
sei molto carino comunque, con quella camicina a quadri molto grunge. troppo verdena.
ecco, vorrei soltanto premettere una cosa prima di proseguire.
ho una maledizione su di me. a ogni concerto gli unici molesti/rompicoglioni/disagiati sociali stanno davanti a me. se sono alti, ancora meglio.
dunque, non faccio in tempo a posizionarmi in bella vista palco che un semibambino di età non definibile (sono io vecchia dentro o sono circondata da trentenni troppo giovani?) che si struscia addosso a questa ragazza. e penso “molesti”.
ma quando lui alza il braccio e spingendo la testa di lei contro l’ascella, chiede “puzzo di adolescente?”…
mostro! ma perchè devo sempre essere circondata da mostri????passi l’urlo disgraziato ORFANI agli sxplosions in the sky, ma PUZZO DI ADOLESCENTE davvero non passa la censura, eh no!se poi lo usi per approcciare una ragazza, sei un vero gentleman.
ma detto ciò.
parliamo del gruppo e del live molto carino e divertente, che mette un sacco di allegria come un pò di malinciona, della bellezza del cantante soprannominato a posteriori noah e del violinista venuto fuori da breakfast club, soprannomianto seduta stante chester (se effettivamente si chiamasse così potrei davvero commettere atti di cui mi pentirei). e i ragazzetti che hanno clamorosamente sbagliato locale e si sono ritrovati a pogare credendo di essere al concerto degli ac/dc, per tutti loro un avviso:
gli ormoni si placano in altri modi, non con il semplice sudore prodotto dal cozzare contro altri esemplari maschi della tua specie.
a parte questo, indie pop folkettoso che ultimamente mi sconfinfera e mi rende allegra, i noah and the whale suoano molto bene e riescono a renderti felice tanto quanto farti rpendere male subito dopo. peccato per l’assenza della cantante laura marling, probabilmente sarebbe stato anche meglio.
e peccato per la ressa indegna che ci accoglie all’uscita, della serie: procediamo per osmosi, ma evidentemente ogni cellula è satura. oltrepassiamo il limonante puzzo di adolescente e usciamo a rivedere le stelle della notte milanese, estremamente felici di non dover rientrare in quel covo di sudore e ormone e fighetteria milanese (la creme della quale però probabilmente era al maledetta primavera la magnolia).
passa un giorno, passano due giorni. di stress emotivo per il dubbio della trasferta bolognese, che fortunatamente trova luogo.
e il colpo di fortuna del cambio turno al lavoro che mi fa finire alle 4 per partire prima.
-il karma mi punirà per questa dose di fortuna, ne sono certa.-
arriviamo a bologna in tempo per giungere agli studi, sentire un paio di nuovi pezzi dei Kobenhavn e trasferirci nell’appartamento dello studio.
molto freddo, e molto…acaroso.
nico tira fuori una bottiglia di vodka sostenendo di averla pagata 17 euro, che fai, non la bevi? è il compleanno della stella, c’è anche la torta avvelenata color verde acqua per l’occasione.
con ego che si tracanna un bicchiere al colpo capisco che non sarà una serata tranquilla con concerto e letto e basta.
arriviamo all’estragon che i Peter Bjorn and john avevano appena iniziato, c’è tanto spazio tra le persone che inizio a fare stretching per ballare il can can, e non so per certo da che momento è iniziato, ma so solo che abbiamo iniziatoa diventare tutti molesti. tutti noi 5.
il che vuol dire che se levo dalla considerazione i limonatori appoggiati alla mia spalla per una volta -UNA- ero nel gruppo dei più disagiati.
l’inizio è scandito da un fischio da camionista che scopro provenire dalla dolce e piccola e innocua laura loopie ,su objects of my affection parte il coro da alcolizzati, subito dopo un VAI CIROOO (perchè, per voi bjorn in italiano cos’è?).
per il resto il concerto non si rivela un granchè, suonano poco e non proprio al massimo. c’è da dire che peter è davvero rockabilly (e ora capisco anche il nuovo video), ciro un rocher e giovanni un rimasto degli anni 90, quelli puri.
perlomeno, dall’aspetto non c’entravano proprio l’uno cn l’altro.
potenzialmente un gran concerto, peccato.
ma tanto a quel punto noi eravamo già pèartiti per la tangente, con la loopie che ci spiega come farci regalare cocktails- il tutto davanti alla barista- e nico ed ego che spuntano con dei pasticcini.
ci ricordiamo di non aver cenato e quindi rincorriamo -letteralmente- il malcapitato col vassoio e lo assaltiamo. la lupi in preda a una crisi addosso alla transenna ruba un bignè, la stella con molta nonchalance da dietro. il tutto per poi:
-ah, ma è nutella. non mi piace, mangiatelo te.
usciamo dall’estragon
-bene, ora rimarremo qui un’altra ora eprchè io e nico dobbiamo finirci i coc—-
ma nico stava già mnacciando di lanciarsi nel bidone dell’immondiazia e quindi lo convinco a lanciare solo il cocktail.
in ogni caso rimango quella che a detta di tutti è messa meglio e andiamo a molestare max a giardini sonori, che rimane con lo sguardo perplesso di chi ha perso le speranze, tentando di convinvcere nico a mangiare una focaccia, ma nico voleva solo dei fonzies.
il tutto per rimanere fino alle 5 del mattino a legare le stringhe a ego (non chiedetemi eprchè, era pura moletia), così come ego. ecco. ego è il tipo di persona con cui è meglio non avere a che fare mentre è ubriaco poichè diventa un piccolo animaletto che si esprime a morsi.
però c’è stato anche un momento malinconia e -ma ci conosciamo già da tre anni, quanto tempo..-
in effetti.
ne passa di acqua sotto i ponti.
anche per dolcenera ne è passata, dato che nel video che passa in tv in quel momento è diventata una donna. mio dio.
commenti vari su varie performance e sul perchè katy perry piaccia così tanto ai ragazzi.
sul serio,
perchè?
la mattina successiva inizia lenta, impastata e con occhiali da sole nonostante la pioggia a catinelle.
e il navigatore di nico che ci manda a trebo frazione di castelmaggiore invece di via trebbo, e le risate e i racconti fino alle 8 di sera in treno.
le previsioni ci avevano preso, cara lupi.
torte colorate, canzoni allegre, grasse risate.
una serata che non mi capitava da un pò.
un bel pò.
I remember when, when i first moved here,
a long time ago,
´cause i heard some song i used to hear back then,
a lone time ago.
i remember when, even further back,
in another town,
´cause i saw something written i used to say back then,
hard to comprehend
and the question is, was i more alive
then than i am now?
i happily have to disagree;
i laugh more often now, i cry more often now,
i am more me.
but of cause some days, i just lie around
and hardly exist,
and can´t tell apart what i´m eating
from my hand or my wrist.
´cause flesh is flesh, flesh as flesh as flesh,
the difference is thin.
but life has a certian ability or breating new
life into me,
so i breathe it in.
it says here we are, and we all are here,
and you still can make sense,
if you just show up and present an honest face,
instead of that grin.
and the other day, this new friend of mine
said something to me
“just because something starts differently,
doesn´t mean it´s worth less.”
and i soaked it in, how i soaked it in,
how i soaked it in
and just as to prove how right he was,
then you came.
so i´m gonna give, yes i´m gonna give,
i´m gonna give you a try,
so i´m gonna give, yes i´m gonna give,
i´m gonna give you a try