Archivio per Maggio, 2009

piccola meditazione quotidiana

Posted in meditazioni quotidiane con i tag , on 31 Maggio, 2009 by cloudintheocean

allo sgocciolare dell’ultimo weekend della paura mi trovo a dire:
ogni tanto si assapora la rivincita.
la rivincita dei nerd, la rivincita in un saluto, la rivincita nel dire no, la rivincita del poter dire guadagnerò facendo quel che amo.

ultimamente questo blog è scritto sulla base di vicende altrui sempre succose di novità.
non mi dispiace affatto.
a te, allora!

cambio stagionale.

Posted in ipse dixit, romanticismi con i tag , , , , , on 28 Maggio, 2009 by cloudintheocean

dedicata a voi tre, a noi e ai prossimi mesi.

è l’inizio di un gren bel periodo per tutte forse.io lavorerò. tu partirai per una delle città musicalmente più floride al mondo. la stella penserà se è giusto occuparsi della galleria e trasferirsi a pc. la gaia guadagnerà di più e ora che s’è presa bene con la palestra sarà una strafiga e comincerà a lasciarsi andare co un principe azzurro.

andrà benone

e poi comunque abbiamo sempre l’acqua

come si fa a essere giù quando qualcuno trova sempre una risposta?

grazie.

stanotte sono smielosa ma grazie, è che ci siete (tutte, anche la non citata marti)al momento giusto. cosa voglio di più?


canzone del giorno- tv on the radio

Posted in canzone del giorno con i tag , , , on 28 Maggio, 2009 by cloudintheocean

Family Tree

dal nuovo album Dear Science, i tv on the radio sfornano una canzone strappalacrime, che si candida a mia nuova preferita dopo I was  a Lover.

dedicata per l’ennesima volta ai viaggi i macchina con la marti.

p.s. per chi non se li volesse eprdere live, suoneranno il 21 luglio insieme agli animal collective a Ferrara erp il bands apart.

con affetto, cloud.

il paradosso del musico.

Posted in cloud la critica on 27 Maggio, 2009 by cloudintheocean

se soffri di egocentrismo tranquillo,non è colpa tua, è il palco.

e il fatto che ci stai in cima.

è un fenomeno alquanto interessante notare come la maggiori parte dei ragazzi che conosciamo sono stati deformati dallo stage effect.o per meglio intenderci, che il palco provoca l’effetto devastante di tirare fuori ciò che molti ragazzi sono: egocentrici cronici.

il legame è a doppia mandata, parliamoci chiaro: conosci un ragazzo che parla solo di sè, di quanto è bravo, di quanto ne sa, di come persevera nella sua passione, di quante tipe gli stanno dietro…provate a chiedergli cosa fa nella vita.

se non è istruttore di palestra o ingegnere elettronico (credetemi, ho proprio detto ingegnere elettronico) probabilmente suona.

non importa cosa.

peggio però se canta.

giusto oggi in negozio la mia collega si stava disperando sul motivo per cui il musico con cui deve uscire si dimentica sempre di chiamarla o avvisarla, e poi le butta la scusa del: ero in studio di registrazione perdonami.

oh scusa, non mi frega se mi stai baciando, parliamo di quando partirò per registrare il disco nuovo.

lei piuttosto sconvolta ha concluso con: lo sapevo io, che i musicisti mi devono stare lontani perchè proprio non li capisco.

e una cara amica mi ha dichiarato: sono uscita quasi solo con musicisti…il primo poi era talmente innamorato di sè che pensava che pur avendo scopato a caso con più di 25 tipe pensava che facendomi un sorriso sornione ci sarei passata su senza alcun rancore. parlava solo citando mike ness e battute di johnny knoxville.

oppure un’altra amica che ha avuto una terrificante esperienza con un cantante che non faceva altro che ripetere di quanto fosse figo e di quante tipe gli saltassero addosso solo perchè facente parte di un semiconosciuto gruppo della scena indie italiana (manco i blur capito?),mentre da piccolo nessuna se lo cagava.

figuriamoci che sono stata 3 mesi con uno che credeva di suonare, non aveva gruppo ma era talmente pieno di sè che mi costringeva a passare gli unici pomeriggi che ci vedevamo a guardare video di sue interpretazioni di canzoni emo punk. e dovevo stare zitta e non commentare i suoi errori, lui era perfetto.

questi spunti ci portano a una domanda: ma davvero tutti quelli che suonano sono solo capaci di parlare, pensare e amare solo se stessi e la loro musica?

io più che non capire loro -che parliamoci chiaro, li assolvo quasi quasi solo per il fatto che non passano il loro tempo in un prato a rincorrere un pallone- non capisco le reazioni delle rincretinite croniche al vederli salire su un palco.

è colpa di queste tonte se gli egocentrici cronici che decidono di salire su un palco diventano insopportabili.

anni fa una mia amica mi disse: se non stanno su un palco non mi piacciono.

a 24 anni so che ancora tenta i backstage per scoparsi il chitarrista di turno.

che sia dei punkreas o della banda di provincia non importa, l’importante è averlo fatto e raccontarlo in giro.

come una mia conoscenza che piuttosto si sarebbe fatta andare bene il tecnico delle luci che non c’entrava un cazzo, pur di “entrare nel giro”. o quella che si è scopata il cantante di un gruppo indie e per un anno intero lei sosteneva che lui fosse innamorato folle e le avesse segretamente dedicato tutte le canzoni del nuovo disco. campa cavalla che l’erba cresce.

apri gli occhi, ti ha scopata! come ha fatto con altre mille mila baluba saltellanti a un suo concerto! forse è segretamente innamorato di tutte quante, in quanto pratica la poligamia intellettuale?

si, se ti va bene dillo ai figli che avrai dal bassista che era così innamorato di te che ora non ti guarda più.

un’altra situazione tipo è la seguente:

metti una quindicenne in giro per le vie di milano insieme all’amica, vedono passare un ragzzo con occhiali tartarugati pieno di tatuaggi il cui migliore è una cascata di animaletti fumettosi, sguardo inebetito e capello modello lego.

lei: mio dio che brutto, guarda che tatuaggi osceni, e che occhiali e che capelli non ti vergogneresti a uscire con uno così?

tornata a casa accende la tv e vede il suddetto.

-”pronto carlotta? sono io, ti ricordi il tipo che abbiamo visto oggi? accendi mtv, oh guarda c’è il suo video, te lo avevo detto io che c’era qualcosa di strano in lui, però è proprio carino eh, e che bei capelli e che begli occhiali che lo fanno così sfigatello come ci piace  a noi!”

da questo momento, se andari a un loro concerto, le troverai in prima fila  a commentare ogni cosa che fa con:

-oh che frase carina ha appena detto ihihihih non è simpatico ihuhuhuhuh eheheheh ahahahaaaaaaaaaaahn e che bella voce!

-ma cos’è che suona? una chitarra che sembra un violino?

(no deficiente, è un violino. rimbambita che non sei altro)

A SBERLE. TUTTE QUANTE.

loro e i loro urletti da infoiate che rovinano non solo un concerto ma tutto il contorno.

ho odiato per mesi un gruppo di cui non farò nome a causa di queste frangettine infocchettate ingonnellate saltellanti sotto il palco.

è che poi se uno è appena sensibile alla cosa ci prende gusto e si gambizza quando vuole uscire con una persona normale. perchè?

a furia di vedersi circondati da scimmie urlatrici che vaneggiano di sapere tutto su di te ti senti quasi in dovere di adularti da solo. ecco.

anche no?

non mi sento di distruggere tutti quei ragazzi che suonano per il piacere di farlo, ma i baluba spesso finiscono con l’essere così.

quindi si, se siete dei perduti egocentrici la colpa non è vostra, è che purtroppo avete i piedi su un palco.

ma ricordatevi che quando scendete da li siete i soliti baluba che la mattina si guardano allo specchio con il loro pigiama imbarazzante e si vedono per come sono.imbarazzanti.

p.s. sono consapevole che non tutti siano così, qui si raccoglie solo il peggio. con affetto, sempre vostra cloud.

di baluba e di oche

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane con i tag , , , , on 27 Maggio, 2009 by cloudintheocean

ma parliamo di uomini, parte quarta. e anche di donne, intanto che ci siamo.

la riflessione parte da una discussione via etere con una delle mie care amiche, argomento: quanto limitata può essere la mente umana maschile?

recidive al fatto che il film “la verità è che non gli piaci abbastanza” dice solo cose vere, passiamo intere ore a domandarci cosa spinga un ragazzo a non chiamare una ragazza per cui egli stesso ha dichiarato interesse.

questa categoria viene da noi definita con l’appellativo di baluba.

questo è un genere di uomo non in grado di chiamare, non in grado di farsi avanti e assolutamente incomprensibile a una qualunque persona di sesso femminile. perchè? semplice, perchè questo spesso vive in un suo mondo che comprende solo raramente lo sbattere contro un paio di tette, e quelle rare volte sono fortuite. lui vorrebbe anche, parliamoci chiaro, ma è molto più comodo stare seduto ed aspettare che ne caschi una dal cielo.

spesso il baluba è una sottocategoria dell’egocentrico, per il quale tutto è dovuto. quindi ringraziate il cielo donne se  state con un baluba egocentrico, siete proprio fortunelle.

-dell’egocentrico cronico però mi dilungherò più avanti.-

non riuscendo a trovare una via d’uscita nell’intoppo baluba, scopro  una cosa alquanto interessante riguardante conoscenti che si uniscono sessualmente di tanto in tanto.eh, ce ne fossero pochi poi!

a parte che scoprire una cosa del genere nel momento delicato della digestione non fa bene, la questione che siamo arrivate a porci è la seguente:

due che in teoria sono perfetti l’uno per l’altra quasi sempre vengono “distratti” o da una oca inutile come la metropolitana in zambia o da uno stronzo senza personalità

vero? VERISSIMO.

uomini, posto il fatto che qualcuno di voi ancora non abbia il cervello a forma fallica, mi rivolgo a voi: avete una ragazzina carina e dolce e le volete bene. ma che bisogno c’è di infilarvi nella topa della prima completa rimbecillita che passa che -non pretendo che conosca la differenza tra raffaello e michelangelo-  non sa nemmeno se i delfini sono pesci o mammiferi o demoni. che bisogno c’è?

e non rispondetemi che la carne è debole, perchè quella è la risposta da rimbecillita cronica.

le ragazze semiquasiintelligenti sono troppo per voi? sono potenziali migliori amiche e donne perfette  ma vi fanno sentire inferiori?

bene, almeno è una risposta ragionata. perlomeno sappiamo che stimate talmente poco la suddetta oca cronica da scoparci in allegria, ma almeno ci lasciate col beneficio del dubbio che chi non vi scopate la stimate tanto da non offenderla a tal umiliazione.

è che -e torno a rivolgermi ai baluba che possono essere capitati in tali situazioni- credetemi: a volte anche le non oche vorrebbero concedersi il lusso di farvi perdere il lume della ragione.

ce la faranno le nostre eroine?

io credo di no.

ma le vie del signore sono infinite.

e comunque sempre zeppe di rincretinite.


la saggezza del mercoledi sera.

Posted in ipse dixit on 20 Maggio, 2009 by cloudintheocean

“se dovessi ascoltare tuto quello che mi dice  mi sarei già buttata sotto la metro verde.

che è quella che va più veloce.”

laura l., parlando di anonimo.

to be at the fruit

Posted in meditazioni quotidiane con i tag , , , on 19 Maggio, 2009 by cloudintheocean

è solo sfiga o è masochismo?

sottotitolo: ma parliamo di uomini, parte terza.

questo post è tratto liberamente da una fonte che preferisco far rimanere anonima per ovvi motivi che voi presto capirete.

un’amica qualche tempo fa mi ha confessato di essersi presa una cotta.

fin qui niente di male, direte voi.

per un ragazzo molto sbarbato, scoordinato e dallo sguardo ebete.

a cui non ha mai parlato, praticamente.

l’ha solo visto e non smette più di pensarci.e ora conta i giorni che mancano a che lo rivedrà.

stiamo ore e ore a discutere su se sia giusto e corretto perdere tempo e ansie in castelli e sogni sul momento fatidico in cui lo rivedrà.

e non è l’unica parliamoci chiaro. a uno dei tanti spritz nel bar più kitsch di piacenza sono venutio spesso fuori discorsi con questo leitmotif: amiche davvero spigliate e in gamba che non penserebbero due volte a macinare chilometri per rivedere o incontrare qualcuno rimasto a covare nel loro subconscio per mesi. se non anni.

che sia un amore mai confessato e mai dimenticato o il beneficio del dubbio se quell’amico che ti scrive sia infine interessato a te o meno.

come una ruota della fortuna, tutte a turno abbiamo fissato una nostra amica in cerca di risposta e di conforto.

ben sapendo che per la maggior parte delle volte queste cotte svaniranno non appena si sente parlare il suddetto, o semplicemente non si trova un’altra distrazione; cosa porta delle giovani ragazze in gambissima, intelligenti, spigliate, belle a perdersi in fantasticherie su ragazzi molto più che nella norma?

cosa succede nella testa di giovani intraprendenti e promettenti donne in carriera che si bloccano coi palpiti per uno sguardo ?

ci piace così tanto fantasticare sull’impossibile al punto da renderci masochiste o è semplicemente l’assenza di normalità nel mondo a costringerci a perderci nell’assurdo?

siamo solo perseguitate da un karma negativo o è davvero masochismo?

o semplicemente, la quindicenne sognatrice dentro di noi è sempre dietro l’angolo ad aspettare che  inciampiamo (in qualcosa o qualcuno) per aiutare a rimetterci in sesto?

other houses

Posted in cloud la critica con i tag , , on 18 Maggio, 2009 by cloudintheocean

pubblicizzo un amico. che tanto tutti conoscete di già.

ebbene, sto parlando dei My Awesome Mixtape.

che oggi mi son usciti con un ep dal titolo Other Houses.

che ha pure un cofanetto con musicassetta (motivo per compralo) e maglietta (feticcio per i fan accaniti).168 copie numerate e di 4 colori diversi che se non ti piace il blu lo prendi lillà, mettiamo d’accordo tutti insomma. il tutto decorato dal sudore delle mani di maolo.

ma il vero motivo per cui ho deciso di scrivere di loro sono i due video girati per pronti al peggio.

da questo link potete fare di loro ciò che volete: vedere video e scaricarvi l’ep aggratis.

che ha un remix di congorock, tra l’altro. mica pizza e fichi.

per chi volesse correre a comprare maglietta, cassetta, un musicista a caso o semplicemente vedersi un bel concerto, suoneranno a Milano per i Vitaminic Days.

giovedi 21,  in un circolo arci a noi ignoto. ma si chiama Biko.

che come nome è anche carino.

vi lascio ai video.

come sempre vostra, cloud.

e due.

le perle del venerdi mattina.ore 01.00

Posted in ipse dixit con i tag , on 14 Maggio, 2009 by cloudintheocean

Loopie scrive:
la rivalsa delle nerd sta per avere inizio
Loopie scrive:
e sarà un’ecatombe

ma parliamo di uomini, parte seconda

Posted in cloud la critica, cronache marziane con i tag , , , on 14 Maggio, 2009 by cloudintheocean

la saga delle frasi preferite dal sesso maschile.

quando si inizia ad uscire con un ragazzo, noi fanciulle dovremmo munirci di due cose:

a) un piccolo questionario riguardante lo stato psicofisico dell’interessato e

b) un notebook su cui appuntare le frasi ad memorandum

già. perchè a quanto pare la gazzetta dello sport o quattroruote propinano lo stesso messaggio ai giovani fanciulli: ditele le meglio cose, tanto mal che vada avete fatto al figura dei gentiluomini.

no, dei fessi più che altro.

l’uomo comune persegue un modello stranamente poco variabile che comporta le seguenti fasi:

-partenza in quinta, no sesta perchè avere la mini fa figo, quindi in sesta.

durante questa fase egli è portato a usare espressioni come: Il tuo uomo, relazione

quando tu al momento non sai nemmeno se lo vedrai una seconda di volta, questo già parla di relazione. il massimo di relazione che tu vuoi avere in quel momento è quella col mojito nella tua mano.

ed è anche il momento dei messaggini carini, delle chiamate, e del “quando due persone vogliono vedersi il tempo lo trovano!!”.

che detta da lui, ti fa pensare: tra quant’è che dirà che non si vuole sbattere per venire da me?

non temere, è solo l’inizio della fine.

la seconda fase infatti è quella delle scuse banali:

no sono stanco stasera, no devo andare a vattelapesca per ritirare il golfino di cachemere che il prozio di mio nonno ha fatto fare per la festa della mamma, NON PUOI VENIRE TU?

no.

dannazione quando vi dicono così, mollateli.

mollateli perchè vuol dire che voi valete meno del golfino di finto cachemere. che loro non si vogliono sbattere e soprattutto: la grande relazione del post prima uscita dov’è? nel loro uccello. probabilmente.

ah. poi c’è la serie riguardante le nuove tecnologie: troppo impegnato non ha tempo per scriverti i messaggini carini della prima settimana di nonsesso, ma ha assolutamente tempissimo per cambiare la sua foto di facebook. non ha tempo per chiamarti quando esce dal lavoro perchè è stanco, ma le 5 del mattino per la festa cool le sta comunque facendo.

se avete oltrepassato anche questa fase, mie care. complimenti. avete vinto la prova di resistenza,ma purtroppo non quella dell’amor proprio. difatti dopo la seconda fase ne rimane solo una:

il silenzio.

seguito da te. si, te che chiami perchè, ormai stufa di uscire col tuo telefono (quando si fa sentire) e stufa di fare finta di essere impegnata quando hai troppa gente interessante intorno, vuoi troncare.

troncare per quelle più avanti, tentare di mettere una pezza per le più disperate. la conversazione più o meno si svolge nel seguente modo:

-c’è qualcosa che non va?

-no

-senti, c’è qualcosa che nonv a?

-…beh si però non ne voglio parlare

(pensando: “che senzapalle che sei”)-no adesso ne parli. c’entro io.

-no beh, si cioè. è che
-è che se uno non si fa sentire e non si fa vedere non è interessato, o sbaglio?

-no beh chiariamo, tu sei simpatica, carina, interessantissima, proprio quella che mi piace ma non sono sereno, sono stanco della vita, sono stanco di tutto

(“eccone un altro che ancora non si vuole suicidare e che probabilmente ha digitato “frasi per  donna” su google”)

-ok.

-ma però, insomma. rimaniamo amici?

(BUAHAHAHHAHAHAHAHAHAHA !!!)

-erhm. cosa scusa?

-nono scusa è che…è che…come hai fatto a capire tutto insomma io stavo prendendo tempo, e poi farmi la strada per dirti queste cose in faccia insomma non mi pareva il caso non mi volevo sbattere non avevo voglia

-si senti ci sentiamo eh.

cari ragazzi, dovete avere ben in chiaro questo particolare:

più voi vi ostinate a dire che siamo perfette ma dovete lasciarci, più fate la figura degli imbecilli.

perchè io quando vengo lasciata con queste parole non è che torno a casa e dico: povero ragazzo ha dovuto lasciarmi chissà quali problemi, sono perfetta per lui eppure non possiamo stare assieme.

no.

io vado a farmi un aperitivo e tra una sigaretta e un bicchiere di brachetto sfotto il povero malcapitato e il suo tentativo di passare per uomo maturo che a causa di forze maggiori è impossibilitato a stare con la ragazza dei sogni.

ma a chi la volete da re a bere? credete che a noi piacciano le frasi: rimaniamo amici o sei perfetta? ma che telefilm guardate? un semplice: non mi interessi, scusami ci abbiamo provato ciao. può bastare.

così passerete solo per perfetti malati di mente. soprattutto se per fare ancora più bella figura ci mettete un ti voglio bene finale. infarcito di “lo dico davvero eh.”

la notra reazione sarà una sola: sei il 4° che mi vuole talmente bene da lasciarmi, ed in effetti forse il mollarmi è stata la prova più grande di affetto che potessi dare, grazie per avermi liberato dall’ennesimo malato terminale che vuole solo suicidarsi, GRAZIE!

-ogni riferimento a fatti e persone non è casuale, è frutto di una indagine intensa a suon di spritz al bar mirò di Piacenza.-