se soffri di egocentrismo tranquillo,non è colpa tua, è il palco.
e il fatto che ci stai in cima.
è un fenomeno alquanto interessante notare come la maggiori parte dei ragazzi che conosciamo sono stati deformati dallo stage effect.o per meglio intenderci, che il palco provoca l’effetto devastante di tirare fuori ciò che molti ragazzi sono: egocentrici cronici.
il legame è a doppia mandata, parliamoci chiaro: conosci un ragazzo che parla solo di sè, di quanto è bravo, di quanto ne sa, di come persevera nella sua passione, di quante tipe gli stanno dietro…provate a chiedergli cosa fa nella vita.
se non è istruttore di palestra o ingegnere elettronico (credetemi, ho proprio detto ingegnere elettronico) probabilmente suona.
non importa cosa.
peggio però se canta.
giusto oggi in negozio la mia collega si stava disperando sul motivo per cui il musico con cui deve uscire si dimentica sempre di chiamarla o avvisarla, e poi le butta la scusa del: ero in studio di registrazione perdonami.
oh scusa, non mi frega se mi stai baciando, parliamo di quando partirò per registrare il disco nuovo.
lei piuttosto sconvolta ha concluso con: lo sapevo io, che i musicisti mi devono stare lontani perchè proprio non li capisco.
e una cara amica mi ha dichiarato: sono uscita quasi solo con musicisti…il primo poi era talmente innamorato di sè che pensava che pur avendo scopato a caso con più di 25 tipe pensava che facendomi un sorriso sornione ci sarei passata su senza alcun rancore. parlava solo citando mike ness e battute di johnny knoxville.
oppure un’altra amica che ha avuto una terrificante esperienza con un cantante che non faceva altro che ripetere di quanto fosse figo e di quante tipe gli saltassero addosso solo perchè facente parte di un semiconosciuto gruppo della scena indie italiana (manco i blur capito?),mentre da piccolo nessuna se lo cagava.
figuriamoci che sono stata 3 mesi con uno che credeva di suonare, non aveva gruppo ma era talmente pieno di sè che mi costringeva a passare gli unici pomeriggi che ci vedevamo a guardare video di sue interpretazioni di canzoni emo punk. e dovevo stare zitta e non commentare i suoi errori, lui era perfetto.
questi spunti ci portano a una domanda: ma davvero tutti quelli che suonano sono solo capaci di parlare, pensare e amare solo se stessi e la loro musica?
io più che non capire loro -che parliamoci chiaro, li assolvo quasi quasi solo per il fatto che non passano il loro tempo in un prato a rincorrere un pallone- non capisco le reazioni delle rincretinite croniche al vederli salire su un palco.
è colpa di queste tonte se gli egocentrici cronici che decidono di salire su un palco diventano insopportabili.
anni fa una mia amica mi disse: se non stanno su un palco non mi piacciono.
a 24 anni so che ancora tenta i backstage per scoparsi il chitarrista di turno.
che sia dei punkreas o della banda di provincia non importa, l’importante è averlo fatto e raccontarlo in giro.
come una mia conoscenza che piuttosto si sarebbe fatta andare bene il tecnico delle luci che non c’entrava un cazzo, pur di “entrare nel giro”. o quella che si è scopata il cantante di un gruppo indie e per un anno intero lei sosteneva che lui fosse innamorato folle e le avesse segretamente dedicato tutte le canzoni del nuovo disco. campa cavalla che l’erba cresce.
apri gli occhi, ti ha scopata! come ha fatto con altre mille mila baluba saltellanti a un suo concerto! forse è segretamente innamorato di tutte quante, in quanto pratica la poligamia intellettuale?
si, se ti va bene dillo ai figli che avrai dal bassista che era così innamorato di te che ora non ti guarda più.
un’altra situazione tipo è la seguente:
metti una quindicenne in giro per le vie di milano insieme all’amica, vedono passare un ragzzo con occhiali tartarugati pieno di tatuaggi il cui migliore è una cascata di animaletti fumettosi, sguardo inebetito e capello modello lego.
lei: mio dio che brutto, guarda che tatuaggi osceni, e che occhiali e che capelli non ti vergogneresti a uscire con uno così?
tornata a casa accende la tv e vede il suddetto.
-”pronto carlotta? sono io, ti ricordi il tipo che abbiamo visto oggi? accendi mtv, oh guarda c’è il suo video, te lo avevo detto io che c’era qualcosa di strano in lui, però è proprio carino eh, e che bei capelli e che begli occhiali che lo fanno così sfigatello come ci piace a noi!”
da questo momento, se andari a un loro concerto, le troverai in prima fila a commentare ogni cosa che fa con:
-oh che frase carina ha appena detto ihihihih non è simpatico ihuhuhuhuh eheheheh ahahahaaaaaaaaaaahn e che bella voce!
-ma cos’è che suona? una chitarra che sembra un violino?
(no deficiente, è un violino. rimbambita che non sei altro)
A SBERLE. TUTTE QUANTE.
loro e i loro urletti da infoiate che rovinano non solo un concerto ma tutto il contorno.
ho odiato per mesi un gruppo di cui non farò nome a causa di queste frangettine infocchettate ingonnellate saltellanti sotto il palco.
è che poi se uno è appena sensibile alla cosa ci prende gusto e si gambizza quando vuole uscire con una persona normale. perchè?
a furia di vedersi circondati da scimmie urlatrici che vaneggiano di sapere tutto su di te ti senti quasi in dovere di adularti da solo. ecco.
anche no?
non mi sento di distruggere tutti quei ragazzi che suonano per il piacere di farlo, ma i baluba spesso finiscono con l’essere così.
quindi si, se siete dei perduti egocentrici la colpa non è vostra, è che purtroppo avete i piedi su un palco.
ma ricordatevi che quando scendete da li siete i soliti baluba che la mattina si guardano allo specchio con il loro pigiama imbarazzante e si vedono per come sono.imbarazzanti.
p.s. sono consapevole che non tutti siano così, qui si raccoglie solo il peggio. con affetto, sempre vostra cloud.