Archivio per la Categoria cloud la critica

gli abbracci spezzati..

Posted in cloud la critica con i tag , , on 2 Dicembre, 2009 by cloudintheocean

sarà che non mi piacciono le carrambate a fine film. soprattutto quelle talmente scontate che pensi: no dai, ti prego. fa che non sia così.

e quando è così, beh almeno puoi divertirti delle reazioni del personaggio coinvolto in questo “c’è posta per te”.

particolare a parte, dopo essermi documentata su google dell’effettiva uscita nel 1994 della prima canon eos reflex (nonostante in qualche scena datata 1992 fosse presente) ed essermi anche sentita una vera nerd, posso dire che: non so.

non so quanto e cosa mi sia piaciuto di questo film.

forse penelope cruz in versione audrey hepburn, forse penelope cruz in versione marylin, forse penelope cruz che vomita dopo aver fatto sesso con un uomo che le fa schifo.

forse la girandola gigante fatta da quell’artista di cui mi sfugge il nome.

forse i colori, come solo almodovar sa usare.

forse il fatto che sia un film che parla di film.

ma se era una storia d’amore. che storia buffa.

poi io dovrei tacere, quella che studia cinema e non ne sa mezza.

tour sharing?

Posted in cloud la critica, live con i tag , , , , , , on 12 Novembre, 2009 by cloudintheocean

vi piacciono i giochi dell’autunno?fall games? o fool games?

chi si ricorda degli Action Dead Mouse intervistati qui qualche tempo fa per l’uscita del loro nuovo disco “revenge of doormats and coasters”?

loro sono sempre in fermento e in occasione del tour francese (apro parentesi:una cosa di cui vorrei discutere è perchè i francesi li fanno suonare ovunque e noi in italia testardi ancora un tour coi controcoglioni no?) hanno proposto la seguente cosa:

 

 

 

TOUR SHARING

Un progetto completamente folle

In occasione del secondo tour in Francia e viste le più o meno folli e provocatorie intenzioni da più parti dichiarate di seguire il gruppo almeno in una delle 6 tappe previste, il collettivo post-punk semistrumentale action dead mouse mette in piedi un delirante progetto last minute di tour sharing, rendendosi disponibile a mettere in contatto le persone che volessero farsi una trasferta francese e godersi un concerto della band. In parole povere, la dinamica è la seguente:

 

1-       Voglio fare una follia: visto che ho rinunciato alla prospettiva di vederli suonare in Italia, ho deciso di andare a sentire questi action dead mouse in una data del tour francese in partenza il 23 novembre.

2-       Rifletto: partire da solo sarebbe noioso e dispendioso

3-       Scrivo a info@actiondeadmouse.com e chiedo al gruppo di mettermi in contatto con qualcuno che ha dichiarato la propria intenzione di presenziare ad uno o ad alcuni dei 6 concerti d’oltralpe.

4-       Action dead mouse mi risponde dandomi i contatti dei folli in questione, che diventeranno i miei compagni in questo delirante tour all’inseguimento dei topi morti.

 

Il progetto sperimentale, dall’accattivante titolo “Mettiti in contatto con action dead mouse che ti mette a sua volta in contatto con qualcuno che vuole venire a seguire una data francese così diventate amici e venite insieme dividendo le spese di viaggio e magari un giorno potrete formare una famiglia allargata e raccontarlo ai vostri figli”, è frutto della noia di una mattina di lavoro e consente di scegliere fra le date.

Per informazioni: info@actiondeadmouse.com

www.myspace.com/actiondeadmouse

www.actiondeadmouse.com

www.greed-recordings.com

facebook

 

 

 

le date tra cui scegliere sono le seguenti:

23 novembre @ Le Dock – Grenoble

24 novembre @ Thunderbird Lounge – Saint Etienne

25 novembre @ La Chimère – Lille

26 novembre @ Le Jardin Moderne – Rennes

27 novembre @ Grand Wazoo – Amiens

28 novembre @ Le Rigoletto – Paris

 

 

 

io non vedo l’ora di andare a parigi.

….e la butto li…chi mi ama…

mi segua.

e segua il topo morto che c’è in ognuno di noi!

ma parliamo di uomini, DI NUOVO!

Posted in cloud la critica con i tag , , , on 14 Settembre, 2009 by cloudintheocean

uomini vs. la tecnologia. di nuovo.

una mia amica oggi mi scrive il seguente sms, che ho deciso di diffondere in quanto utile a farci capire il mondo maschile.

o forse noi siamo così tanto laboriose mentalmente che non ci rendiamo conto che loro dietro alle emoticon proprio non stanno pensando a nulla di tutto ciò?

In quanto studentessa di semiotca ti posso dare una personale interpretazione delle emoticons utilizzate su fb dai ragazzi:

;) ammiccante= voglio farti capire che c’è storia

:)                           = ho cambiato idea e ti voglio solo essere amico

:D                          =sei proprio un imbecille ma mi fai pena quindi faccio l’amicone.

lui gioca tra le ultime due.

ora mi chiedo. se dobbiamo analizzare anche il significato di tutti questi sorrisini per cavarci fuori una risposta da voi, oh uomini, dove andremo a finire? non potete semplicemente parlare e la chiudiamo qui?

e nel caso, se è vera la teoria della mia amica, un paio di persone mi hanno considerato una vera idiota.

ACTION DEAD MOUSE

Posted in cloud la critica con i tag , , on 30 Agosto, 2009 by cloudintheocean

e voi lo fate il gioco dell’estate?

il mio gico dell’estate è raccogliere recensioni su questo gruppo bolognese che feci suonare al Milano Film Festival l’anno passato.

cosa fanno?

guardatelo.

sono bravi, davvero.

non posso ancora recensirli perchè l’album uscirà il 14 settembre, ma si sa mai. magari un gioco dell’estate me li farà intervistare! chi lo sa, nel frattempo vi linko le prime due uscite:

su Adrenalyn

su Italian Embassy

GRAZIE NOEL

Posted in cloud la critica on 29 Agosto, 2009 by cloudintheocean

ce ne hai messo di tempo per capire che tuo fratello è insopportabile.

non ho mai sopportato gli oasis, nonostante alcuni pezzi mi piacciano. scriverò un libro: noel gallagher è uscito dal gruppo.

sponsorizzo una mia amica

Posted in cloud la critica con i tag , , on 8 Luglio, 2009 by cloudintheocean

una amica geniale, che trova le più grandi stronzate e le più grandi genialate via web

in case of emergency, break dance.

Phoenixmania

Posted in cloud la critica, recensioni dischi con i tag , , on 2 Luglio, 2009 by cloudintheocean

wolfgang_amadeus_phoenix1

Se qualcuno crede di essere scampato dal tormentone del 2009 non gioisca. Non si riesce a sfuggire all’accento french-inglese di Thomas Mars, che dopo tre anni torna sulla scena con un album più elettronico forse (sarà per il fatto che è stato prodotto da un personaggio come Philippe Zdar?), ma di certo sempre con il tono pop e trascinante che ha contraddistinto il gruppo fin dall’inizio (per chi non ricordasse, If i ever feel better).  Una cosa interessante è che i Phoenix riescono sempre a  creare il singolo hit che può durare per anni senza mai invecchiare: da Everything is everything a Consolation prices, tutti perlomeno una volta si sono ritrovati a cantarle. Un motivo per non avere ansia da prestazione nel porre un pezzo dal calibro di Lisztomania come incipit del disco. E di farne il primo singolo. Ma se si ascolta 1901 e le sue tastiere anni 80unite così perfettamente alle schitarrate indie-strokes  si capisce da subito che la caratteristica di Wolfgang Amadeus Phoenix è che nessuna canzone scende di tono e  tutte possono essere plausibilmente prese come singolo. anche Fences, che per quanto sia più “lenta” comunque fa venire immediata voglia di battere a tempo le mani e muoversi ondeggiando tra la folla.

Vorrei soffermarmi di più su Love is like a sunset, un pezzo anomalo per la posizione a metà disco e per la costruzione ben al di là della linea generale del disco. l’incipit solo di basi non ti fa pensare che siano i Phoenix quelli che stai sentendo,  per due minuti ci si perde tra l’elettronica per poi trovarsi a inseguire l’aumento di  ritmo che spiazza con una pausa improvvisa. per ricominciare sulla linea precedente sempre con basi perfette a creare un’attesa che sembra non trovare mai compimento si arriva vicini al climax per poi spegnersi di nuovo, finchè (dopo sei buoni minuti di strumentale e quando ormai non lo si aspetta più) la chitarra accompagna  la voce quasi sussurrata  che conclude con un semplice  “you’re like a sunset”.

un piccolo capolavoro che non ti saresti aspettato in mezzo al tripudio di felicità e elettronica delle tracce portanti dell’album.

Anche se state contemplando l’orizzonte con una sigaretta dopo questi 8 minuti e siete totalmente rintronati dalla musica  vi riprenderete in fretta perché non era solo che una piccolo intramezzo per farvi tornare a divertire e saltellare sui piedi. Con Lasso. Solo 3 minuti per uno dei pezzi  più in linea con il passato (ricordate Rally?), così come Rome sancisce definitivamente il trait d’union  con il ritornello recitante  “Rome rome rome” che tanto ricorda Run run run. Già, perché al signor Mars piace così tanto ripetere parole all’infinito che quasi in  It’s never been like that era al limite della nausea; ma d’altronde è un segno distintivo che rende questi parigini unici nel loro genere. Un evergreen che non passa di moda.

Countdown ancora per riprendere fiato e arrivare al finale che poteva essere Love is like a sunset, ma perché dover essere così scontati con un pezzo strumentale in chiusura?D’altronde se quest’album è nato per dare un tocco di freschezza a questa estate è il minimo lasciarci con la gioia di schiacciare di nuovo play. E ricominciare con Lisztomania.

Almeno fino all’anno prossimo. o chissà per quanto ancora.

il paradosso del musico.

Posted in cloud la critica on 27 Maggio, 2009 by cloudintheocean

se soffri di egocentrismo tranquillo,non è colpa tua, è il palco.

e il fatto che ci stai in cima.

è un fenomeno alquanto interessante notare come la maggiori parte dei ragazzi che conosciamo sono stati deformati dallo stage effect.o per meglio intenderci, che il palco provoca l’effetto devastante di tirare fuori ciò che molti ragazzi sono: egocentrici cronici.

il legame è a doppia mandata, parliamoci chiaro: conosci un ragazzo che parla solo di sè, di quanto è bravo, di quanto ne sa, di come persevera nella sua passione, di quante tipe gli stanno dietro…provate a chiedergli cosa fa nella vita.

se non è istruttore di palestra o ingegnere elettronico (credetemi, ho proprio detto ingegnere elettronico) probabilmente suona.

non importa cosa.

peggio però se canta.

giusto oggi in negozio la mia collega si stava disperando sul motivo per cui il musico con cui deve uscire si dimentica sempre di chiamarla o avvisarla, e poi le butta la scusa del: ero in studio di registrazione perdonami.

oh scusa, non mi frega se mi stai baciando, parliamo di quando partirò per registrare il disco nuovo.

lei piuttosto sconvolta ha concluso con: lo sapevo io, che i musicisti mi devono stare lontani perchè proprio non li capisco.

e una cara amica mi ha dichiarato: sono uscita quasi solo con musicisti…il primo poi era talmente innamorato di sè che pensava che pur avendo scopato a caso con più di 25 tipe pensava che facendomi un sorriso sornione ci sarei passata su senza alcun rancore. parlava solo citando mike ness e battute di johnny knoxville.

oppure un’altra amica che ha avuto una terrificante esperienza con un cantante che non faceva altro che ripetere di quanto fosse figo e di quante tipe gli saltassero addosso solo perchè facente parte di un semiconosciuto gruppo della scena indie italiana (manco i blur capito?),mentre da piccolo nessuna se lo cagava.

figuriamoci che sono stata 3 mesi con uno che credeva di suonare, non aveva gruppo ma era talmente pieno di sè che mi costringeva a passare gli unici pomeriggi che ci vedevamo a guardare video di sue interpretazioni di canzoni emo punk. e dovevo stare zitta e non commentare i suoi errori, lui era perfetto.

questi spunti ci portano a una domanda: ma davvero tutti quelli che suonano sono solo capaci di parlare, pensare e amare solo se stessi e la loro musica?

io più che non capire loro -che parliamoci chiaro, li assolvo quasi quasi solo per il fatto che non passano il loro tempo in un prato a rincorrere un pallone- non capisco le reazioni delle rincretinite croniche al vederli salire su un palco.

è colpa di queste tonte se gli egocentrici cronici che decidono di salire su un palco diventano insopportabili.

anni fa una mia amica mi disse: se non stanno su un palco non mi piacciono.

a 24 anni so che ancora tenta i backstage per scoparsi il chitarrista di turno.

che sia dei punkreas o della banda di provincia non importa, l’importante è averlo fatto e raccontarlo in giro.

come una mia conoscenza che piuttosto si sarebbe fatta andare bene il tecnico delle luci che non c’entrava un cazzo, pur di “entrare nel giro”. o quella che si è scopata il cantante di un gruppo indie e per un anno intero lei sosteneva che lui fosse innamorato folle e le avesse segretamente dedicato tutte le canzoni del nuovo disco. campa cavalla che l’erba cresce.

apri gli occhi, ti ha scopata! come ha fatto con altre mille mila baluba saltellanti a un suo concerto! forse è segretamente innamorato di tutte quante, in quanto pratica la poligamia intellettuale?

si, se ti va bene dillo ai figli che avrai dal bassista che era così innamorato di te che ora non ti guarda più.

un’altra situazione tipo è la seguente:

metti una quindicenne in giro per le vie di milano insieme all’amica, vedono passare un ragzzo con occhiali tartarugati pieno di tatuaggi il cui migliore è una cascata di animaletti fumettosi, sguardo inebetito e capello modello lego.

lei: mio dio che brutto, guarda che tatuaggi osceni, e che occhiali e che capelli non ti vergogneresti a uscire con uno così?

tornata a casa accende la tv e vede il suddetto.

-”pronto carlotta? sono io, ti ricordi il tipo che abbiamo visto oggi? accendi mtv, oh guarda c’è il suo video, te lo avevo detto io che c’era qualcosa di strano in lui, però è proprio carino eh, e che bei capelli e che begli occhiali che lo fanno così sfigatello come ci piace  a noi!”

da questo momento, se andari a un loro concerto, le troverai in prima fila  a commentare ogni cosa che fa con:

-oh che frase carina ha appena detto ihihihih non è simpatico ihuhuhuhuh eheheheh ahahahaaaaaaaaaaahn e che bella voce!

-ma cos’è che suona? una chitarra che sembra un violino?

(no deficiente, è un violino. rimbambita che non sei altro)

A SBERLE. TUTTE QUANTE.

loro e i loro urletti da infoiate che rovinano non solo un concerto ma tutto il contorno.

ho odiato per mesi un gruppo di cui non farò nome a causa di queste frangettine infocchettate ingonnellate saltellanti sotto il palco.

è che poi se uno è appena sensibile alla cosa ci prende gusto e si gambizza quando vuole uscire con una persona normale. perchè?

a furia di vedersi circondati da scimmie urlatrici che vaneggiano di sapere tutto su di te ti senti quasi in dovere di adularti da solo. ecco.

anche no?

non mi sento di distruggere tutti quei ragazzi che suonano per il piacere di farlo, ma i baluba spesso finiscono con l’essere così.

quindi si, se siete dei perduti egocentrici la colpa non è vostra, è che purtroppo avete i piedi su un palco.

ma ricordatevi che quando scendete da li siete i soliti baluba che la mattina si guardano allo specchio con il loro pigiama imbarazzante e si vedono per come sono.imbarazzanti.

p.s. sono consapevole che non tutti siano così, qui si raccoglie solo il peggio. con affetto, sempre vostra cloud.

di baluba e di oche

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane con i tag , , , , on 27 Maggio, 2009 by cloudintheocean

ma parliamo di uomini, parte quarta. e anche di donne, intanto che ci siamo.

la riflessione parte da una discussione via etere con una delle mie care amiche, argomento: quanto limitata può essere la mente umana maschile?

recidive al fatto che il film “la verità è che non gli piaci abbastanza” dice solo cose vere, passiamo intere ore a domandarci cosa spinga un ragazzo a non chiamare una ragazza per cui egli stesso ha dichiarato interesse.

questa categoria viene da noi definita con l’appellativo di baluba.

questo è un genere di uomo non in grado di chiamare, non in grado di farsi avanti e assolutamente incomprensibile a una qualunque persona di sesso femminile. perchè? semplice, perchè questo spesso vive in un suo mondo che comprende solo raramente lo sbattere contro un paio di tette, e quelle rare volte sono fortuite. lui vorrebbe anche, parliamoci chiaro, ma è molto più comodo stare seduto ed aspettare che ne caschi una dal cielo.

spesso il baluba è una sottocategoria dell’egocentrico, per il quale tutto è dovuto. quindi ringraziate il cielo donne se  state con un baluba egocentrico, siete proprio fortunelle.

-dell’egocentrico cronico però mi dilungherò più avanti.-

non riuscendo a trovare una via d’uscita nell’intoppo baluba, scopro  una cosa alquanto interessante riguardante conoscenti che si uniscono sessualmente di tanto in tanto.eh, ce ne fossero pochi poi!

a parte che scoprire una cosa del genere nel momento delicato della digestione non fa bene, la questione che siamo arrivate a porci è la seguente:

due che in teoria sono perfetti l’uno per l’altra quasi sempre vengono “distratti” o da una oca inutile come la metropolitana in zambia o da uno stronzo senza personalità

vero? VERISSIMO.

uomini, posto il fatto che qualcuno di voi ancora non abbia il cervello a forma fallica, mi rivolgo a voi: avete una ragazzina carina e dolce e le volete bene. ma che bisogno c’è di infilarvi nella topa della prima completa rimbecillita che passa che -non pretendo che conosca la differenza tra raffaello e michelangelo-  non sa nemmeno se i delfini sono pesci o mammiferi o demoni. che bisogno c’è?

e non rispondetemi che la carne è debole, perchè quella è la risposta da rimbecillita cronica.

le ragazze semiquasiintelligenti sono troppo per voi? sono potenziali migliori amiche e donne perfette  ma vi fanno sentire inferiori?

bene, almeno è una risposta ragionata. perlomeno sappiamo che stimate talmente poco la suddetta oca cronica da scoparci in allegria, ma almeno ci lasciate col beneficio del dubbio che chi non vi scopate la stimate tanto da non offenderla a tal umiliazione.

è che -e torno a rivolgermi ai baluba che possono essere capitati in tali situazioni- credetemi: a volte anche le non oche vorrebbero concedersi il lusso di farvi perdere il lume della ragione.

ce la faranno le nostre eroine?

io credo di no.

ma le vie del signore sono infinite.

e comunque sempre zeppe di rincretinite.


other houses

Posted in cloud la critica con i tag , , on 18 Maggio, 2009 by cloudintheocean

pubblicizzo un amico. che tanto tutti conoscete di già.

ebbene, sto parlando dei My Awesome Mixtape.

che oggi mi son usciti con un ep dal titolo Other Houses.

che ha pure un cofanetto con musicassetta (motivo per compralo) e maglietta (feticcio per i fan accaniti).168 copie numerate e di 4 colori diversi che se non ti piace il blu lo prendi lillà, mettiamo d’accordo tutti insomma. il tutto decorato dal sudore delle mani di maolo.

ma il vero motivo per cui ho deciso di scrivere di loro sono i due video girati per pronti al peggio.

da questo link potete fare di loro ciò che volete: vedere video e scaricarvi l’ep aggratis.

che ha un remix di congorock, tra l’altro. mica pizza e fichi.

per chi volesse correre a comprare maglietta, cassetta, un musicista a caso o semplicemente vedersi un bel concerto, suoneranno a Milano per i Vitaminic Days.

giovedi 21,  in un circolo arci a noi ignoto. ma si chiama Biko.

che come nome è anche carino.

vi lascio ai video.

come sempre vostra, cloud.

e due.