Archivio per cloud la critica

tour sharing?

Posted in cloud la critica, live con i tag , , , , , , on 12 Novembre, 2009 by cloudintheocean

vi piacciono i giochi dell’autunno?fall games? o fool games?

chi si ricorda degli Action Dead Mouse intervistati qui qualche tempo fa per l’uscita del loro nuovo disco “revenge of doormats and coasters”?

loro sono sempre in fermento e in occasione del tour francese (apro parentesi:una cosa di cui vorrei discutere è perchè i francesi li fanno suonare ovunque e noi in italia testardi ancora un tour coi controcoglioni no?) hanno proposto la seguente cosa:

 

 

 

TOUR SHARING

Un progetto completamente folle

In occasione del secondo tour in Francia e viste le più o meno folli e provocatorie intenzioni da più parti dichiarate di seguire il gruppo almeno in una delle 6 tappe previste, il collettivo post-punk semistrumentale action dead mouse mette in piedi un delirante progetto last minute di tour sharing, rendendosi disponibile a mettere in contatto le persone che volessero farsi una trasferta francese e godersi un concerto della band. In parole povere, la dinamica è la seguente:

 

1-       Voglio fare una follia: visto che ho rinunciato alla prospettiva di vederli suonare in Italia, ho deciso di andare a sentire questi action dead mouse in una data del tour francese in partenza il 23 novembre.

2-       Rifletto: partire da solo sarebbe noioso e dispendioso

3-       Scrivo a info@actiondeadmouse.com e chiedo al gruppo di mettermi in contatto con qualcuno che ha dichiarato la propria intenzione di presenziare ad uno o ad alcuni dei 6 concerti d’oltralpe.

4-       Action dead mouse mi risponde dandomi i contatti dei folli in questione, che diventeranno i miei compagni in questo delirante tour all’inseguimento dei topi morti.

 

Il progetto sperimentale, dall’accattivante titolo “Mettiti in contatto con action dead mouse che ti mette a sua volta in contatto con qualcuno che vuole venire a seguire una data francese così diventate amici e venite insieme dividendo le spese di viaggio e magari un giorno potrete formare una famiglia allargata e raccontarlo ai vostri figli”, è frutto della noia di una mattina di lavoro e consente di scegliere fra le date.

Per informazioni: info@actiondeadmouse.com

www.myspace.com/actiondeadmouse

www.actiondeadmouse.com

www.greed-recordings.com

facebook

 

 

 

le date tra cui scegliere sono le seguenti:

23 novembre @ Le Dock – Grenoble

24 novembre @ Thunderbird Lounge – Saint Etienne

25 novembre @ La Chimère – Lille

26 novembre @ Le Jardin Moderne – Rennes

27 novembre @ Grand Wazoo – Amiens

28 novembre @ Le Rigoletto – Paris

 

 

 

io non vedo l’ora di andare a parigi.

….e la butto li…chi mi ama…

mi segua.

e segua il topo morto che c’è in ognuno di noi!

ma parliamo di uomini, DI NUOVO!

Posted in cloud la critica con i tag , , , on 14 Settembre, 2009 by cloudintheocean

uomini vs. la tecnologia. di nuovo.

una mia amica oggi mi scrive il seguente sms, che ho deciso di diffondere in quanto utile a farci capire il mondo maschile.

o forse noi siamo così tanto laboriose mentalmente che non ci rendiamo conto che loro dietro alle emoticon proprio non stanno pensando a nulla di tutto ciò?

In quanto studentessa di semiotca ti posso dare una personale interpretazione delle emoticons utilizzate su fb dai ragazzi:

;) ammiccante= voglio farti capire che c’è storia

:)                           = ho cambiato idea e ti voglio solo essere amico

:D                          =sei proprio un imbecille ma mi fai pena quindi faccio l’amicone.

lui gioca tra le ultime due.

ora mi chiedo. se dobbiamo analizzare anche il significato di tutti questi sorrisini per cavarci fuori una risposta da voi, oh uomini, dove andremo a finire? non potete semplicemente parlare e la chiudiamo qui?

e nel caso, se è vera la teoria della mia amica, un paio di persone mi hanno considerato una vera idiota.

Phoenixmania

Posted in cloud la critica, recensioni dischi con i tag , , on 2 Luglio, 2009 by cloudintheocean

wolfgang_amadeus_phoenix1

Se qualcuno crede di essere scampato dal tormentone del 2009 non gioisca. Non si riesce a sfuggire all’accento french-inglese di Thomas Mars, che dopo tre anni torna sulla scena con un album più elettronico forse (sarà per il fatto che è stato prodotto da un personaggio come Philippe Zdar?), ma di certo sempre con il tono pop e trascinante che ha contraddistinto il gruppo fin dall’inizio (per chi non ricordasse, If i ever feel better).  Una cosa interessante è che i Phoenix riescono sempre a  creare il singolo hit che può durare per anni senza mai invecchiare: da Everything is everything a Consolation prices, tutti perlomeno una volta si sono ritrovati a cantarle. Un motivo per non avere ansia da prestazione nel porre un pezzo dal calibro di Lisztomania come incipit del disco. E di farne il primo singolo. Ma se si ascolta 1901 e le sue tastiere anni 80unite così perfettamente alle schitarrate indie-strokes  si capisce da subito che la caratteristica di Wolfgang Amadeus Phoenix è che nessuna canzone scende di tono e  tutte possono essere plausibilmente prese come singolo. anche Fences, che per quanto sia più “lenta” comunque fa venire immediata voglia di battere a tempo le mani e muoversi ondeggiando tra la folla.

Vorrei soffermarmi di più su Love is like a sunset, un pezzo anomalo per la posizione a metà disco e per la costruzione ben al di là della linea generale del disco. l’incipit solo di basi non ti fa pensare che siano i Phoenix quelli che stai sentendo,  per due minuti ci si perde tra l’elettronica per poi trovarsi a inseguire l’aumento di  ritmo che spiazza con una pausa improvvisa. per ricominciare sulla linea precedente sempre con basi perfette a creare un’attesa che sembra non trovare mai compimento si arriva vicini al climax per poi spegnersi di nuovo, finchè (dopo sei buoni minuti di strumentale e quando ormai non lo si aspetta più) la chitarra accompagna  la voce quasi sussurrata  che conclude con un semplice  “you’re like a sunset”.

un piccolo capolavoro che non ti saresti aspettato in mezzo al tripudio di felicità e elettronica delle tracce portanti dell’album.

Anche se state contemplando l’orizzonte con una sigaretta dopo questi 8 minuti e siete totalmente rintronati dalla musica  vi riprenderete in fretta perché non era solo che una piccolo intramezzo per farvi tornare a divertire e saltellare sui piedi. Con Lasso. Solo 3 minuti per uno dei pezzi  più in linea con il passato (ricordate Rally?), così come Rome sancisce definitivamente il trait d’union  con il ritornello recitante  “Rome rome rome” che tanto ricorda Run run run. Già, perché al signor Mars piace così tanto ripetere parole all’infinito che quasi in  It’s never been like that era al limite della nausea; ma d’altronde è un segno distintivo che rende questi parigini unici nel loro genere. Un evergreen che non passa di moda.

Countdown ancora per riprendere fiato e arrivare al finale che poteva essere Love is like a sunset, ma perché dover essere così scontati con un pezzo strumentale in chiusura?D’altronde se quest’album è nato per dare un tocco di freschezza a questa estate è il minimo lasciarci con la gioia di schiacciare di nuovo play. E ricominciare con Lisztomania.

Almeno fino all’anno prossimo. o chissà per quanto ancora.

ma parliamo di uomini, parte seconda

Posted in cloud la critica, cronache marziane con i tag , , , on 14 Maggio, 2009 by cloudintheocean

la saga delle frasi preferite dal sesso maschile.

quando si inizia ad uscire con un ragazzo, noi fanciulle dovremmo munirci di due cose:

a) un piccolo questionario riguardante lo stato psicofisico dell’interessato e

b) un notebook su cui appuntare le frasi ad memorandum

già. perchè a quanto pare la gazzetta dello sport o quattroruote propinano lo stesso messaggio ai giovani fanciulli: ditele le meglio cose, tanto mal che vada avete fatto al figura dei gentiluomini.

no, dei fessi più che altro.

l’uomo comune persegue un modello stranamente poco variabile che comporta le seguenti fasi:

-partenza in quinta, no sesta perchè avere la mini fa figo, quindi in sesta.

durante questa fase egli è portato a usare espressioni come: Il tuo uomo, relazione

quando tu al momento non sai nemmeno se lo vedrai una seconda di volta, questo già parla di relazione. il massimo di relazione che tu vuoi avere in quel momento è quella col mojito nella tua mano.

ed è anche il momento dei messaggini carini, delle chiamate, e del “quando due persone vogliono vedersi il tempo lo trovano!!”.

che detta da lui, ti fa pensare: tra quant’è che dirà che non si vuole sbattere per venire da me?

non temere, è solo l’inizio della fine.

la seconda fase infatti è quella delle scuse banali:

no sono stanco stasera, no devo andare a vattelapesca per ritirare il golfino di cachemere che il prozio di mio nonno ha fatto fare per la festa della mamma, NON PUOI VENIRE TU?

no.

dannazione quando vi dicono così, mollateli.

mollateli perchè vuol dire che voi valete meno del golfino di finto cachemere. che loro non si vogliono sbattere e soprattutto: la grande relazione del post prima uscita dov’è? nel loro uccello. probabilmente.

ah. poi c’è la serie riguardante le nuove tecnologie: troppo impegnato non ha tempo per scriverti i messaggini carini della prima settimana di nonsesso, ma ha assolutamente tempissimo per cambiare la sua foto di facebook. non ha tempo per chiamarti quando esce dal lavoro perchè è stanco, ma le 5 del mattino per la festa cool le sta comunque facendo.

se avete oltrepassato anche questa fase, mie care. complimenti. avete vinto la prova di resistenza,ma purtroppo non quella dell’amor proprio. difatti dopo la seconda fase ne rimane solo una:

il silenzio.

seguito da te. si, te che chiami perchè, ormai stufa di uscire col tuo telefono (quando si fa sentire) e stufa di fare finta di essere impegnata quando hai troppa gente interessante intorno, vuoi troncare.

troncare per quelle più avanti, tentare di mettere una pezza per le più disperate. la conversazione più o meno si svolge nel seguente modo:

-c’è qualcosa che non va?

-no

-senti, c’è qualcosa che nonv a?

-…beh si però non ne voglio parlare

(pensando: “che senzapalle che sei”)-no adesso ne parli. c’entro io.

-no beh, si cioè. è che
-è che se uno non si fa sentire e non si fa vedere non è interessato, o sbaglio?

-no beh chiariamo, tu sei simpatica, carina, interessantissima, proprio quella che mi piace ma non sono sereno, sono stanco della vita, sono stanco di tutto

(“eccone un altro che ancora non si vuole suicidare e che probabilmente ha digitato “frasi per  donna” su google”)

-ok.

-ma però, insomma. rimaniamo amici?

(BUAHAHAHHAHAHAHAHAHAHA !!!)

-erhm. cosa scusa?

-nono scusa è che…è che…come hai fatto a capire tutto insomma io stavo prendendo tempo, e poi farmi la strada per dirti queste cose in faccia insomma non mi pareva il caso non mi volevo sbattere non avevo voglia

-si senti ci sentiamo eh.

cari ragazzi, dovete avere ben in chiaro questo particolare:

più voi vi ostinate a dire che siamo perfette ma dovete lasciarci, più fate la figura degli imbecilli.

perchè io quando vengo lasciata con queste parole non è che torno a casa e dico: povero ragazzo ha dovuto lasciarmi chissà quali problemi, sono perfetta per lui eppure non possiamo stare assieme.

no.

io vado a farmi un aperitivo e tra una sigaretta e un bicchiere di brachetto sfotto il povero malcapitato e il suo tentativo di passare per uomo maturo che a causa di forze maggiori è impossibilitato a stare con la ragazza dei sogni.

ma a chi la volete da re a bere? credete che a noi piacciano le frasi: rimaniamo amici o sei perfetta? ma che telefilm guardate? un semplice: non mi interessi, scusami ci abbiamo provato ciao. può bastare.

così passerete solo per perfetti malati di mente. soprattutto se per fare ancora più bella figura ci mettete un ti voglio bene finale. infarcito di “lo dico davvero eh.”

la notra reazione sarà una sola: sei il 4° che mi vuole talmente bene da lasciarmi, ed in effetti forse il mollarmi è stata la prova più grande di affetto che potessi dare, grazie per avermi liberato dall’ennesimo malato terminale che vuole solo suicidarsi, GRAZIE!

-ogni riferimento a fatti e persone non è casuale, è frutto di una indagine intensa a suon di spritz al bar mirò di Piacenza.-

metrostation o metrosexual o metroindiemoelectrosticazzi?

Posted in cloud la critica con i tag , , , on 7 Maggio, 2009 by cloudintheocean

cetre cose te le domani. part 2.

dunque c’è  l’emo, l’indie il nerd e il beat.

e di contorno hippoppari, sosia  britney spears ai tempi di one more time, nerd col papillon.

il tutto in un teatro fighissimo che manco i coldplay ci fanno i video.ù

qualcuno mi può spiegare il senso?

perchè è da un pò che me lo sto domandando.

cosa sono? cosa vogliono fare? ma perchè?

Empire de che????

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane con i tag , , , , on 7 Maggio, 2009 by cloudintheocean

certe cose te le domandi. part 1.

qualcuno mi spieghi ora.

chi vogliono imitare, i fischerspooner? gli mgmt?

perchè in ogni caso non ce la possono fare.

eh,no.

questa non la concedo.

Fatto a mano.

Posted in cloud la critica, live, serate con i tag , , , , , on 5 Maggio, 2009 by cloudintheocean

alla faccia del miami il festival più amichevole dell’anno.

se quest’anno il miami offre una scaletta non proprio all’insegna degli amanti dei baci e dell’affetto, eccoti pronto il festival perfetto.

prendi il primo maggio, una cascina in campagna a guastalla,del sole e della buona musica. unisci un pò di buona compagnia e hai vinto tutto.

ma proprio tutto.

non mi dilungherò molto sul fatto di essermi persa in tangenziale a parma all’andata, finendo così quasi a mantova per poi usare l’aiuto da casa dove in 30 secondi google maps ci annuncia che siamo a 15 km da guastalla. (lo stesso google maps che mi voleva far passare per una strada chiusa dove stavan costruendo la tav).

e quindi tra ponti del po in piena e gite del primo maggio che fanno traboccare le strade di famiglie felici, all’alba delle 4 arriviamo in questa cascina bucolica immersa nel verde.

e strapiena di gente.

quando c’è troppa gente divento sociopatica solitamente, e un paio di occhiali da sole a forma di cuore non mi aiutano a evitare imbarazzo.

la loopie porta un sacco di schifezze da chinatown e io una crostata della mamma per essere in tema gita domenicale, il tutto condito da birra. e birra.

e vodka lemon alle 6 delpomeriggio. serata lunga.

ma veniamo al dunque: i concerti.

ecco.

chiedetemi quanti concerti ho visto.

dunque parliamo dei Buzz Aldrin. li senti e pensi. ho già sentito queste cose. e inizi a rimuginare,mentre il bicchiere appoggiato sulla mensola saltella paurosamente verso il bordo. e quindi arrivi alla conclusione che si, sono proprio come i disco drive.  solo che , come mi ha detto qualcuno che non nomino, suonano meglio. e non aveva torto.

ochei.

il calorifero. alias the calorifer is very hot! è hot. come sempre. a meno che tu non venga schiacciata dalla calca formatasi intorno al ancone del bar dove volevi gustarti il liev in santa pace insieme a un mojito.

l’atmosfera in quel caso è seriamente troppo hot e sudata e quindi perdi gran parte del concerto. ma non fanno I’m a Panda loser. quindi non ti disperi.

si, ti senti fottutamente una indie stronza quando pensi così, ma da sè. poi ci saranno i my awesome mixtape che di diciottenni indie ne fanno spuntare come funghi.

sinceramente purtroppo non sento gli Arnoux, o meglio, li sento dal di fuori mentre brindiamo allegramente a nonricordobenecosamaforseall’avertrovatountavolo.ma potete sentirli sul sito, eh.

e poi berto mi è sempre stato simpatico, va la che metto anche un suo nuovo video.

isomma, la line up è fighina in generale, ma vince tutto dagli a classic education in poi.

il gruppo di clancy è sempre piaciuto, ma. con un ma. chi amava davvero i settlefish non può che rimpiangere i tempi di it was bliss! tutt’altra cosa.

e i my awesome mixtape.

in prima fila.

tra le più sfegatate. ma nemmeno troppe direi. ne ho viste di peggio. e un suondcheck che mi stava provocando crampi a ogni muscolo dall’attesa.

ma.

gran bel live, niente da dire.se c’è una cosa che devo dire dei my awesome è: non potete giudicare senza un loro live.

meglio se condito di uomo molestissimo che urla al microfono tutte le canzoni  A MEMORIA. imperdibile.

e poi gli a classic ancora in tenuta concerto a ballare davano uno strano effetto di festa di addio al celibato collettiva.

e poi scaglia che rappa.

insomma. un tripudio di nonsense e buona musica.

si vede vero che ho seguito bene solo questo live vero?

peccato per gli yuppie flu. persi causa ritardo atroce sulla sclaetta generale. mi sentivo male solo a sentire da lontano le prime note del concerto.

è che agli yuppie flu ci son particolarmente legata per motivi personali ergo sono di parte.

e forse prima o poi sentirò un djset dei peluche, forse.

ricordo solo la perla della marti che verso le 9 dichiara: se siamo così distrutet da questo festival che dura un giorno, come facciamo a sopravvivere a tre?

non lo so, tanto ero troppo assorta nel mio mojito e nel panino con la salamella per rendermene conto.

già, perchè fanno da mangiare anche buonissime salamelle.

è il picnic ideale degli amanti della musica e della bucolicità.

non so gli altri, ma l’anno prossimo ci torno. se non altro per perdermi di nuovo, credeer di avere il telefono rotto e molestare persone a caso. e ovviamente,  sempre come dice la marti, fare di tutto per non seguir mezzo concerto.

(in realtà il problema è logistico perchè non esiste il palco. e c’è tantissima amicizia fuori. quindi devi fare metà e metà.)

mi sono risparmiata i deliri personali, ma credo che il risultato sia davvero scarno.

dovessi aprire il libro del mio handmade in tutta sincerità diventerebbe troppo disadattato.

se ne volete leggere di più annaffiati di mojito leggete anche lui

this is not a dancefloor

Posted in cloud la critica con i tag , , , , , , on 29 Marzo, 2009 by cloudintheocean

faccio una cosa culturalmente utile.

rassegna cinematografica THIS IS NOT A DANCEFLOOR.

perchè non è vero che nei musical sono tutti felici e tutti si amano e tutti ballano.

perchè ci sono dei musical anomali che chiunque può apprezzare.

tipo:

martedi 7 aprile: la piccola bottega degli orrori

piccolabott

martedi 14 aprile:rocky horror picture show

rocky-horror-picture-show

martedi 21 aprile:romance&cigarettes

romance

martedi 28 aprile:once

once-poster-0

dove?

a spazio 4, piacenza.

live!

Posted in cloud la critica con i tag , , , , on 10 Marzo, 2009 by cloudintheocean

ovvero: lunedi sono stata al cinema e…

grazie al mio amico veneto che ha compassione di me, dopo mesi di astinenza sono tornata al cinema. coca cola, pop corn, e …film. ecco.

parliamo del film.

più precisamente di Live!, film documentario sulla realizzazione di un innovativo reality in cui i concorrenti sono chiamati a giocare alla roulette russa.

l’ora e mezza del film trascorre veramente a fatica, se non nel momento in cui effettivamente parte il “gioco”, per la maggior parte del film la trama si sviluppa introrno a dibattiti etici e morali con una Eva Mendes che fa la parte della cattivona, risultando solamente una gran gattona morta che gioca a fare la cattiva ragazza.

se voleva essere spregiudicata, poteva perlomeno allacciarsi la giacca del tailleur o non aprire la porta di casa in reggiseno risultando completamente fuori luogo.

lo scopo iniziale del regista probabilmente era quello di capire a quale limite la televisione deve fermarsi, e per farlo costruire questo surreale gioco della roulette in cui una persona deliberatamente sceglie di morire davanti alle telecamere, portando all’estremo una tv già fin troppo stupratrice della vita altrui.

fin qui il tema è interessante, o meglio. interessante se sviluppato in modo da renderlo tale.

in realtà quello che emerge dalla pellicola è soltanto un piegarsi del regista alle regole della tivu che lui stesso vuole criticare: abbiamo la bellona dalle gonne succinte e le camicette troppo aperte che guarda caso interpreta proprio la protagonista, troppa morale e buonismo e troppa esasperazione delle manie di carriera della giovane gatta morta.

i protagonisti che incarnano fin troppo l’america e gli americani,ti portano volene o nolente a scommettere sulla loro sorte all’inizio del gioco. io stessa ho scommesso su chi morisse, nonostante per tutta la durata del film fossi in preda a convulsioni di ribrezzo nei riguardi della mendes e della poca originalità della tecnica di filmaggio. sembra di stare nel telefilm “The Office”, se qualcuno conosce. stessi movimenti di camera, stessa finta tecnica documentaristica, ma la applicata in un contesto comico. qui fin troppo serio. insomma. le cose si trovano a cozzare inevitabilmente.

per non parlare del finale. alquanto imbarazzante. perlomeno non scontato.

in ogni caso, uscita dalla sala, i pensieri che subito mi hanno colta sono stati: ma era questo lo scopo del film? mostrarci quanto in realtà una persona può essere moralmente contro qualcosa ma alla fine lo show vince su tutto e anche tu inevitabilmente ti crogioli nelle scommesse e nello spettacolo, tanto la vita è quella di un altro? come guardare un piccolo criceto in un labirinto e scommettere se arriverà all’uscita.

erq davvero questo lo scopo del film o è involontario? ammettiamolo, le premesse non sono buone, in fin dei conti è un malloppo alla blockbuster. le domande che vuole sollevare hanno un intento serio di portarci a rifiutare i programmi indegni di oggi?

no.

perchè in fin dei conti nessuno riesce a rinunciare a un paio di tette e a uno che muore in diretta.

e il film semplicemetne è una geniale trovata per depistarci e farci cadere di nuovo nel dorato tranello dello spettacolo.

dio mi salvi c’è colorado cafè

Posted in cloud la critica con i tag , , , on 27 Gennaio, 2009 by cloudintheocean

ovvero: piccola meditazione sui programmi della tv italiana

domenica sera in casa bravi fonseca. uno delle nostre solite serate con playstation , sigarette o tv.

per l’appunto l’altra sera io e stella tornando a casa troviamo gli uomini piantonati di fronte a colorado cafè.

ora.

capisco zelig, capisco camera cafè, capisco ale e frantz, ma i comici di colorado cafè? coloro che vengono scartati dagli altri programmi?

la loro comicità rasenta l’imbarazzo, le battute sono vecchie e scadute, capisco che faranno ancora ridere i tredicenni di oggi, ma per carità.

dopo un minuto di trasmissioen ci troviamo a fissarci sconcertate alla battuta “se ti senti solo vai a fare un giro  a Troia” oppure la classica sulle coppie che odiano l’alito pesante altrui.

stessa minestra riscaldata.

che come insegna stella, non è mai buona.