Archivio per famiglia

un’estate al mare

Posted in cronache marziane con i tag , , , , , on 6 Agosto, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache da un giorno di pausa dal lavoro

ogni anno io e la mia splendida famiglia ce ne andiamo in giornata al mare.

ah, che bello…quanta bucolicità in quest’affermazione, quanta tradizione e valore familiare…

ecco. scordatevelo.

la gita domenicale della famiglia losini assomiglia molto di più ad un’odissea fantozziana, ma senza il ragioner filini.

partenza alle ore 8 e trenta del mattino, destinazione Riva Trigoso. tappa intermedia: Rezzoaglio per focacce e colazione (solo mia e di mia sotrella, i miei genitori considerano ancora l’andare al bar come un’abitudine di prostitue ed ubriaconi).

di solito il percorso comprende anche: mia mamma che viene colta dal terrore nella stradina stretta della val d’aveto, mio padreche effettiamente fa quella strada ai 70 km orari invece che ai 30 consigliati (un giorno o l’altro ci verranno a ripescare insieme alle trote), mia sorella che glielo fa notare continuamente e lui che in risposta sbraita.

ah, che due ore di perfetto relax.

appena sbarchiamo a Riva Trigoso c’è il solito susseguirsi di frasi topiche:

-non troveremo mai posto per mettere le cose

-ah dovrò parcheggiare in cima al monte ah è tardissimo voi che non siete altro ve lo dicevo io di partire prima

-si e adesso dove accosto qua che è tutto a pagamento qua che ci rubano tutti i soldi

e blablablabla via andare finchè le donne di famiglia si trovano in spiaggia (N.B VUOTA nonostante ogni anno si ripeta la solfa del “c’è troppa gente) a piantare l’ombrellone. che ovviamente non andrà bene perchè è 3.4 millimetri troppo angolato verso ovest, per esempio.

dopo altri dieci minuti di vergogna pubblica mi accovaccio cercando di dormire.

ma no, MA NO! perchè una simpatica famiglia corredate di ben TRE figli PICCOLI si piazza, non a dieci, non a 5, ma a 50 CENTIMETRI dal mio sdraio.

ora, io sono una persona solitamente tollerante, ma le urla disgraziate di questo esserino che si ostinava a voler mangaire sassi (nonostante poi piangesse perchè SI FACEVA MALE) e l’odore di cacca misto a borotalco mi fanno impazzire.

non impazzire alla fighetta idiota che alla vista di un bimbo diventa isterica perchè “è tutto bello piccolo paffuto…” NO.

odio i bambini, specialmente gli rulanti, i piangenti e i puzzoni. e questo bambino racchiudeva tutte le categorie.

lo avrei affogato nella sua stessa piscinetta con palma.

N.B. per capire meglio il mio stato d’animo dovrei sottolineare il fatto che Riva Trigoso è il paradiso delle famiglie felici e degli anziani.

-delle famiglie felici con bambini under 6-

mi accontento di alzare al massimo il volume dell’ipod, nonostante questo non allievi l’odore di bimbo che mi arriva alle narici.

presa da un attacco isterico decido di entrare in acqua.

l’unico gionro della mucillaggine e delle onde altissime. alle 9.35 del mattino.

vengo più volte investita da bambini inciambellati e imbracciolati che si divertono un mondo a farsi trasportare dalle onde. non ho nemmeno voglia di fare la faccia storta perchè questi, dopo la puzza terribile dei vicini, mi stanno anche simpatici.anche se mi innaffiano completamente di spruzzi.

tanto c’è caldo.

la giornata trascorre su questa linea, fortunatamente a mezzogiorno la famiglia con bambino urlante e pedante se ne va ( e tornerà troppo tardi per  tentare un omicidio) e finalmente giunge la pace.

nel pomeriggio arrivano in spiaggia il branco di adolescenti e il branco di trentenni- tutti uomini e tutti milanesi- che mi allietano il pomeriggio.

i primi per le ragazzine in crisi ormonale tutte prese a discutere del ragazzo fico che ha invitato la ragazza troia alla festa e non loro; i secondi per le emozioni che ogni anno mi sanno regalare: ogni anno si trova sempre il gruppo di businessmen della milano da bere che -non si sa bene perchè- si danno appuntamento in questo luogo dimenticato da dio per parlare del loro circolo di amici che in serie

-scalano l’everest

-vanno al mugello a divertirsi col ferrarino

-vanno a svernare alle bahamas

-vanno in settimana bianca d’estate perchè sono alternativi

ecco. io mi sono sempre domandata: ma che ci fate allora voi, in mezzo a sedicenni con l’acne e bambini puzzolenti, inguainati in costumini a slip discutibili (tanto che sembrate tutti sponsorizzati dalla speedo) a giocare a calcio sulle rive del mar ligure quando i vostri amici come minimo stanno cacciando rinoceronti bianchi in Africa?

prima o poi scoprirò l’arcano.

mentre mia mamma e mio padre ancora discutono se le nuvole all’orizzonte porteranno un temporale o meno, noto che hanno preso il tipico colore dell’italiano medio in vacanza mordiefuggi: rosso ferrari.

o meglio, mio padre sembra molto dotto zoifberg di futurama.

alle ore 5 si riparte, famiglia fantozzi al completo anche come tinta più o meno uniforme. alla volta di podenzano beach.

vi risparmio il viaggio di ritorno, corredato dalle frasi topiche del ritorno:

-c’è traffico, tornano tutti giù a quest’ora

-ah guarda sti motociclisti che superano tutti aaah poi non si devono lamentare degli incidenti

eccetera eccetera ad libitum, finchè non alzo l’ipod e mi addormento.

i milanesi ammazzano il sabato.. ma anche no

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane, serate con i tag , , , , , , on 2 Giugno, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache dall’ultimo weekend fuoriporta

il bello di andare da gaia nei weekend è poter prendere il favoloso tram 29/30, quello vecchio con le panche di legno, quello su cui salgo quando voglio pensare che sarà una bella serata. che il sole su milano la fa sembrare una città e non una metropoli e che la gente che sale e scende da questo trabiccolo è più cordiale e affabile dei businessmen della metro. quanti pensieri in un quarto d’ora di viaggio

poi sapere che si andrà a cena coi colleghi di forchets e la loopie è sempre una sorpresa gradita per me stanca di gente già vista già sentita già …

insomma bando alle ciance.la gaia diventa la mia personal stylist bocciando il mio vestito per un suo outfit -non mettere il reggiseno che ti si vede-. maledetta. però il vwestito mi garba alquanto e decido che questa sera sarò una donna che si stima e si piace.

dopo un tram, un salto in gelateria (con ovvi problemi fisici legati a tacchi e vestito svolazzante) con la loopiearriviamoa destinazione. casa di marco (forchets) è favolosa, a dir poco. come la cena da lui cucinata, al che ho pensato che al mondo esistono uomini in grado ADDIRITTURA di cucinare cose che non siano una pastasciutta!!!ora dico, contatemi gli uomini che preparano un sugo alle arance e pinoli per un roastbeef, non lo so fare nemmeno io!

e il suo monolocale è il propotipo della casa in cui abiterò quando sarò in carriera (quindi tra quanti millenni?), col soppalco con solo il letto. un amore di appartamento in sostanza, lo avrei messo subito su Grazia Casa.

gli altri colleghi dispersi arrivano due ore e una teglia di pomodirni al forno più tardi, e in 7 minuti (conteggiati da una gaia in ipertensione) cenano anche loro, con torta gelato finale.

tanto ai magazzini la serata non era ancora iniziata, per fortuna. altrimenti l’ira di reggiani avrebbe colpito tutti i ritardatari per l’eternità. i soulwax sono i soulwax, bravi live e tutto quanto. ma noi aspettavamo soprattutto il djset dei 2manydjs.

deludente.

non coinvolgente.

si vede che passano per l’italia ogni 3 mesi e non sanno più cosa inventare per dare il colpo di grazia al dancefloor.

troviamo quindi il tempo per deridere i milanesi che vogliono fare i cool a tutti i costi anche a costo di rendersi ridicoli: prendiamo per esempio la crew anni 80 con uomo con jeans al ginocchio e maglia di 10 taglie in più (no, non scherzo), uomo scappato da parrucchiere perchè ancora indossante il telo che ti cacciano addosso e donna -voglioesserefiga- con maglia da basket allacciata in vita da una cintura verniciata. dariella commenta: il prossimo anno tutti coi bigodini fluo…

..da ammirare il coraggio,nonostante tutto.

la domenica devo correre in fretta e furia per prendere il primo treno causa: compleanno della cugina appartenente alla parte di famiglia che non sopporto. ma! essendo noi (gaia doveva tornare a parma) delle grqandi tifose ciclistiche, sapevamo assolutamente che domenica 1 giugno 2008 sarebbe passato IL GIRO D’ITALIA e tutti i mezzi sarebbero stati dirottati dal loro percorso. quindi a piedi ci avviamo in stazione. e così ai miei figli potrò dire di aver assistito al giro d’italia.

ma passiamo alla parte divertente della domenica: il teatralissimo, recitatissimo e montatissimo compleanno della cugina emma, anni 4. organizzato dalla madre elena, anni 40. mentalmente anni 12.

i 3 precedenti anni ho passato almeno 2 delle 4 ore passate in casa elena a domandarmi perchè ci fosse così tanto da mangiare per uno sparuto gruppo di adulti dai 50 in su. effettivamente non avevo mai fatto caso all’assenza di altri bambini, dato che ritenevo che fosse comunque piccola per poter avere gli amichetti del cuore.

il quarto anno appena entrata dalla porta mi rincuoro del fatto che ci sia la solita tavola imbandita di 4 vassoi di salatini, 3 vassoi di bignè, 4 torte oltre la torta di compleanno a due piani. tutto cucinato interamente da mia cugina che si lamenta di nona vere mai tempo per fare nulla.

cioè, non hai tempo per nulla ma hai tempo per costruire una torta di due piani manco fossi la strega di hansel e gretel. ma l’esperienza insegna a non porsi questo tipo di domande in questa sede.

però una domanda me la pongo: a 4 anni una bambina non sarà stanca di vedersi attorniata da ultrasessantenni? se escludiamo me e mia sorella almeno i 3/4 dei banchettanti tra due anni masticheranno con le dentiere.

e via coi discorsi su morti, malati e figlie di nuore di cugini lontani. al che guardo la bambina e penso: ah no, ma lei degli amici li ha. i suoi gatti.

i suoi dieci gatti.

contando che poi i bambini mi fanno un pò paura e li odio quando urlano (cosa che lei fa continuamente), mi sono ricavata un piccolo spazio vitale di 20 cmq accanto al tavolo, dietro la tenda della finestra (non si sa mai che la bambina volesse giocare con me) ma abbastanza vicino alle tartine per poter abbuffarmi come pochi. ma ho bevuto del succo all’ananas, per stare leggera. e anche perchè era l’unica bevanda che scendesse sotto i 20° di temperatura. mai bevuta una coca cola a temperatura ambiente-tropici?

alle 8 vengo salvata dalla vale che mi porta al cinema, ovviamente cosa possono guardare due ragazze singles?

Sex And The City

ovviamente dopo un aperitivo con punto della situazione.

lei in america per un mese, io a londra per 6 mesi.

cosa ne sarà della specialistica?

ma si, l’importante è far carriera.

e last but not least: gli uomini sono tutti degli egoisti. tematica tra l’altro ampliata in modo profondo nel film di Carrie & co. con clichè del marito che tradisce e clichè dell’eterno bambino che non ha le palle di sposarsi.

due ore e mezza sono lunghe, anche perchè la trama non è poi così consistente, si perde un pò di verve delle puntate del serial ma il tutto viene colmato da una serie infinita di vestiti e scarpe firmate.

il lieto fine arriva immancabile e mi infonde grande malinconia. ma allora tutte trovano l’amore perfetto?

sono troppo cinica? io ho smesso anche soltanto di crederci in queste storielle.

però le scarpe di Carrie sono sempre eccezionali.