ovvero: cronache da un giorno di pausa dal lavoro
ogni anno io e la mia splendida famiglia ce ne andiamo in giornata al mare.
ah, che bello…quanta bucolicità in quest’affermazione, quanta tradizione e valore familiare…
ecco. scordatevelo.
la gita domenicale della famiglia losini assomiglia molto di più ad un’odissea fantozziana, ma senza il ragioner filini.
partenza alle ore 8 e trenta del mattino, destinazione Riva Trigoso. tappa intermedia: Rezzoaglio per focacce e colazione (solo mia e di mia sotrella, i miei genitori considerano ancora l’andare al bar come un’abitudine di prostitue ed ubriaconi).
di solito il percorso comprende anche: mia mamma che viene colta dal terrore nella stradina stretta della val d’aveto, mio padreche effettiamente fa quella strada ai 70 km orari invece che ai 30 consigliati (un giorno o l’altro ci verranno a ripescare insieme alle trote), mia sorella che glielo fa notare continuamente e lui che in risposta sbraita.
ah, che due ore di perfetto relax.
appena sbarchiamo a Riva Trigoso c’è il solito susseguirsi di frasi topiche:
-non troveremo mai posto per mettere le cose
-ah dovrò parcheggiare in cima al monte ah è tardissimo voi che non siete altro ve lo dicevo io di partire prima
-si e adesso dove accosto qua che è tutto a pagamento qua che ci rubano tutti i soldi
e blablablabla via andare finchè le donne di famiglia si trovano in spiaggia (N.B VUOTA nonostante ogni anno si ripeta la solfa del “c’è troppa gente) a piantare l’ombrellone. che ovviamente non andrà bene perchè è 3.4 millimetri troppo angolato verso ovest, per esempio.
dopo altri dieci minuti di vergogna pubblica mi accovaccio cercando di dormire.
ma no, MA NO! perchè una simpatica famiglia corredate di ben TRE figli PICCOLI si piazza, non a dieci, non a 5, ma a 50 CENTIMETRI dal mio sdraio.
ora, io sono una persona solitamente tollerante, ma le urla disgraziate di questo esserino che si ostinava a voler mangaire sassi (nonostante poi piangesse perchè SI FACEVA MALE) e l’odore di cacca misto a borotalco mi fanno impazzire.
non impazzire alla fighetta idiota che alla vista di un bimbo diventa isterica perchè “è tutto bello piccolo paffuto…” NO.
odio i bambini, specialmente gli rulanti, i piangenti e i puzzoni. e questo bambino racchiudeva tutte le categorie.
lo avrei affogato nella sua stessa piscinetta con palma.
N.B. per capire meglio il mio stato d’animo dovrei sottolineare il fatto che Riva Trigoso è il paradiso delle famiglie felici e degli anziani.
-delle famiglie felici con bambini under 6-
mi accontento di alzare al massimo il volume dell’ipod, nonostante questo non allievi l’odore di bimbo che mi arriva alle narici.
presa da un attacco isterico decido di entrare in acqua.
l’unico gionro della mucillaggine e delle onde altissime. alle 9.35 del mattino.
vengo più volte investita da bambini inciambellati e imbracciolati che si divertono un mondo a farsi trasportare dalle onde. non ho nemmeno voglia di fare la faccia storta perchè questi, dopo la puzza terribile dei vicini, mi stanno anche simpatici.anche se mi innaffiano completamente di spruzzi.
tanto c’è caldo.
la giornata trascorre su questa linea, fortunatamente a mezzogiorno la famiglia con bambino urlante e pedante se ne va ( e tornerà troppo tardi per tentare un omicidio) e finalmente giunge la pace.
nel pomeriggio arrivano in spiaggia il branco di adolescenti e il branco di trentenni- tutti uomini e tutti milanesi- che mi allietano il pomeriggio.
i primi per le ragazzine in crisi ormonale tutte prese a discutere del ragazzo fico che ha invitato la ragazza troia alla festa e non loro; i secondi per le emozioni che ogni anno mi sanno regalare: ogni anno si trova sempre il gruppo di businessmen della milano da bere che -non si sa bene perchè- si danno appuntamento in questo luogo dimenticato da dio per parlare del loro circolo di amici che in serie
-scalano l’everest
-vanno al mugello a divertirsi col ferrarino
-vanno a svernare alle bahamas
-vanno in settimana bianca d’estate perchè sono alternativi
ecco. io mi sono sempre domandata: ma che ci fate allora voi, in mezzo a sedicenni con l’acne e bambini puzzolenti, inguainati in costumini a slip discutibili (tanto che sembrate tutti sponsorizzati dalla speedo) a giocare a calcio sulle rive del mar ligure quando i vostri amici come minimo stanno cacciando rinoceronti bianchi in Africa?
prima o poi scoprirò l’arcano.
mentre mia mamma e mio padre ancora discutono se le nuvole all’orizzonte porteranno un temporale o meno, noto che hanno preso il tipico colore dell’italiano medio in vacanza mordiefuggi: rosso ferrari.
o meglio, mio padre sembra molto dotto zoifberg di futurama.
alle ore 5 si riparte, famiglia fantozzi al completo anche come tinta più o meno uniforme. alla volta di podenzano beach.
vi risparmio il viaggio di ritorno, corredato dalle frasi topiche del ritorno:
-c’è traffico, tornano tutti giù a quest’ora
-ah guarda sti motociclisti che superano tutti aaah poi non si devono lamentare degli incidenti
eccetera eccetera ad libitum, finchè non alzo l’ipod e mi addormento.