Archivio per idroscalo

anche a Milano c’è il circo

Posted in live, serate con i tag , , , , , , , on 11 Luglio, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache dal Pop Circus

devo ammettere che l’inizio giornata non è dei più esaltanti: mi sveglio stanca e coi maroni girati, e col caldo assurdo di un weekend di inizio luglio non ci penso nemmeno a rispondere NO ad andare nella fresca milano per le 4 di pomeriggio.

ma la line up già scarna poco concede all’abbronzatura: alle 6 suona l’unico gruppo interessante e quindi si fanno su baracca e burattini e si parte per Le jardin au bord du lac.

arriviamo verso le 6 dopo una tappa in autogrill e due birre in lattina dalle marche più improbabili. ovviamente tempo di arrivare a linate erano calde.

costo di ingresso: 20 euro. che cista, ma anche no dato che le long blondes avevano dato forfait da mò.

costo per dissetarsi: 5 euro una birra. che ci sta, ma anche no, dato che a duecento metri il magnolia offre cocktails spezzagambe a soli 5 euri. sempre per non ricordarci del miami.

e 10 euro un cocktail. il che mi porta a ripensare a ciò che ho sopra scritto.

nemmeno l’acqua era consona a tasche di studentesse/stagiste squattrinate.

in ogni caso, decidiamo di evitare di bere a meno che non fosse vitale.

ma parliamo dei concerti.

le those dancing days hanno appena preso la patente probabilmente, e sembrano le sorelle minori delle Au revoir simone. a livello tecnico niente di strabiliante ma lei ha una bella voce, poi sono giovani hanno voglia di fare e soprattutto si nota che le prime a divertirsi sono loro. loro e io e la vale a sentire i commenti degli adolescenti butterati che ne urlavano di ogni. dal ti amo a belle fighe ad altro.

in ogni caso ecco i documenti fotografici di queste giovani donne dalle gambe ancora lisce, che potete trovare come sempre anche qui.

dopo l’unica performance per cui eravamo venute è giunto il momento dello svago:

si mangiano calippo ( a soli 3 euro!)

…si prende una birra deridendomi perchè le presenti nella fotografia sottostante sono tutte ree di essere tornate col loro ex moroso (tranne una che si salva giustificazione: semi-pausa…vero stella????)

ma io NON DESISTO. AH-AH tengo alta la fede delle single in barba a voi felici donne rifidanzate.

e ridendo e scherzando ci perdiamo un paio di gruppi, di cui tra parentesi non ricordo nemmeno il nome.

ma non perdiamo i Good Shoes. il cui cantante sembra il fratello minore di Jack Black. e il chitarrista il fratello minore di un Blur. in sostanza, più che pop circus quesata è una parata di piccoli sosia.

i good shoes iniziano instabili ma poi il concerto si rivela carino. ma tanto io e stella eravamo più impegnate in balletti veramente imbarazzanti durante l’intermezzo di cambio palco, di cui FORTUNATAMENTE non possiedo prove fotografiche.

sul volantino si affermava che verso le 8 ci sarebbe stato un lauto aperitivo che avrebbe saziato tutte le bocche poco capienti degli ossuti indie milanesi.

ma, carramba che sorpresa! quando il cibo è gratis anche le modelle di american apparel mangiano.,

e come se mangiano!

i vassoi si svuotavano con tanta rapidità che abbiamo iniziato a domandarci se non fossero semplici illusioni ottiche provocate dai morsi di zanzara cresciuta nell’idroscalo (che è notoriamente più grande, affamata e infame di una comune zanarina che trovi in provincia).

ma loa stella ha un foglietto su cui ha scritto IL NOME. ovvero, qualcuno che avrebbe dovuto farci diventare vips…ma il biglietto col Segreto non serve, dato che p’er diventare VIP basta soltanto sedersi ad un tavolino ed esclamare: “ah, è già finito tutto!”

che all’improvviso appare un omone il quale, probabilmente affascinato dalla Laura, ci fa portare un vassoio di pasta. solo per noi.

provvedendo ad allontare glialtri avvoltoi agghindati alla Morrisey e company.

ci sentiamo talmente vips da fotografarci e firmarci autografi a vicenda, addirittura a piedi scalzi

un documento della gioia della gaia che parla di argomenti vip al tavolo vip

e così ci troviamo a degustare focaccine alle acciughe e pasta al peperonicno.

maledetti.

cosa non fanno per farti bere.

ma! nonstante la bocca infuocata per almeno un altro quarto d’ora non si beve.

ma arriva anche il momento in cui tutti ci abbandonano per andare a parco lambro a sentire i Pelussje, ma avendo speso 20 euri io e la vale da lì non ci schiodiamo.

almeno i rakes dannazione.

almeno il djset dei New Young Pony Club.

nel mezzo ci incastro un’inverosimile intervista in inglese sul futuro della musica indie a milano…AH-AH! che novità dire che è soltanto una moda per rendersi ridicoli ed imbarazzanti.

le prove viventi pascolavano accanto a me: dal ragazzo imitante madonna alla donna poliziotta sexy (peccato non le si addicesse per nulla anzi), alla straalternativa dai collant strappati (UH_UUUUH) al tizio vestito a modi safari. peccato che il saphary festival fosse duecento metri indietro, al magnolia. e sarebbe stato in ogni caso ridicolo.

non contando insomma la classica sfilata di maschere carnevalesche ascoltiamo i The Rakes, assiema a Patrick (collaboratore esterni) e un suo imabarazzante amico che sapeva soltanto dire “ma tu fumi? fumiamo?” e non si accorge nemmeno che delle inglesi strafatte ubriache gli si lanciavano addosso.

forse la sua unica occasione nella vita per toccare una donna perduta per del fumo. bravo locco.

beh insomma.

i rakes in tutto ciò mi fanno danzare e danzare, e nonostante lui si muova come il sorre, e si vesta esattamente uguale provocandomi spasmi di ilarità acuta, ho apprezzato il live e la simpatia delle sue battute con cui intratteneva noi pubblico saltellante.

e poi aveva una maglia I LOVE CATS per cui gli avrei stretto la mano. vediamo se farà moda tra i rimstai deglianni 80 milanesi

mentre le zanzare banchettano con i miei piedi nonostante una dose di autan portataci da uno stuntman al tavolo fintovip il concerto finisce.

e inizia un’ignobile djset london loves. talmente bello e danzereccio che non aspettiamo nemmeno i new young pony club e scappiamo a casa.

con una domanda in testa: ma circus era per le attrazioni viventi che potevi fotografare ma non toccare?

p.s.sono felice ho ritrovato la mia vena fotografica

non ci sono questo weekend, vado a(l) Miami

Posted in live, serate con i tag , , , , , , , , , , on 10 Giugno, 2008 by cloudintheocean

Cara kate Moss, Glastonbury ci fa un baffo

Che fosse un mese piovoso era risaputo senza bisogno di dilungarsi. che il Miami fosse il primo weekend di giugno era risaputo da quando è stato inventato.

anche che i kobenhavn store iniziassero alle 8 era risaputo da giorni.

e allora mi chiedo. perchè, partendo alle ore 6 coi minuti contati, se ne devono aspettare altri 40 per una amica (di morosa di amico) che non arriva mai? e che si fa andare a prendere dall’altro capo della città facendoci perdere un’ora direi vitale per arrivare quasi in ritardo al concerto? perchè, mi chiedo, la puntualità è così un difetto grave che nessuno ha? comunque, non si sa come, grazie ad ale riusciamo miracolosamente a fare il tragitto autostradale in 20 minuti.

finchè appena entrati a milano (proprio sul cartello Milano km. 0) ci blocchiamo.

AH, LE CODE IN TANGEZIALE!

AH, L’EBREZZA DI ESSERE UNA MILANESE COME TUTTI COLORO CHE CI CIRCONDANO!

ma il cielo vuole che arriviamo all’ingresso del Magnolia alle ore 20.00. seconda canzone appena iniziata, e una corsa nel fango per arrivare sotto il palco. (cosa credete, devo fare le foto io!).

il concerto è stato uno di quelli degni di nota, e nonostante la pioggia che stava iniziando a cadere c’era abbastanza gente.

con gli a classic education è iniziata la nostra ODISSEA NEL FANGO…cosa ci interessa della piega perfetta ai capelli, cosa ci frega delle scarpe bianche, noi siamo donne implacabili e ci divertiamo senza inoprridire al primo capello fuori posto. alla faccia delle fichettine agghindate d’ogni ben di dio.

ma l’assenza di ombrelli si fa comunque sentire e per bere in santa pace ci rifugiamo (come avevano già ben pensato almeno altre 100 perosne) sotto il tendone dei banchetti, rimanendno incastrate a quello della CANE BAGNATO (nome che ben si addiceva alla situazione). abbiamo così modo di conoscere Gabriel Sternberg milanese cantautore, molto cordiale e gentile. e molto bravo. ascoltatevelo dal link please, non ne rimarrete delusi. noi abbiamo apprezzato moltissimo e siamo riuscite anche a fare compreare il cd a simone kstore. bel bottino per gabriel…5 cd in 15 minuti. e dato che ha il cuore d’oro ci ha anche fatto una piccola dedica a testa…secondo me ci ha prese per 3 ubriache moleste, ma credimi gabriel, non è così.

(in ogni caso vedete la foto sottostante: da sinistra: Gabriel, Simone e Gaia)

…non era così.

ma passiamo agli yuppie flu!

gli yuppie flu, grande amore di un paio di anni fa. grande ritorno sul palco, grandi emozioni dei grandi classiconi come Eyes of dazzling bride, Our nature, better than ever…insomma. meravigliosi. peccato per le nuove che non mi hanno entusiasmato. attendo però di sentirle in cd per capire se ero io da un’altra parte o meno.

meg la salto, anche perchè stavo assistendo a fantastiche scenette di cui vi posto il link ad una splendida foto di Ema!. ema, hai ragione, certe cose ci fanno porre fin troppe domande.

ma!

MA!

arriviamo al momento clù (e parla come mangi!) della serata…dopo una sculettante esibizione dei trabant (fighini, mai sentiti dal vivo ma meritano tutta l’attenzione che hanno): i Bloody Beetroots. io e la gaia aspettavamo di saltare scuotere la testa e muovere il braccino da almeno…ah ma cosa dico! è da dicembre che non vedevo l’ora di rivedere Bob Rifo e Tommy! (io cuoro i bloody beetroots).

non so quanto ho saltato, ma il sabato non sentivo le gambe, non so quanto ero scatenata, ma una tipa ci fotografava in continuazione e vorrei sapere dove sono finite quelle foto.

nel tutto arriva Giovanni dei Chewingum a regalarmi il suo cd, grazie…ah! mi dimentico della Tafuzzi records, il cui promoter ha fatto promozione solo credo a 5 persone tra cui me, la vale, la gaia e la marti.

comunque tornando ai Bloody, il djset è stato talmente travolgente che alle ore 4 il magnolia era ancora intasato, e sinceramente non so in quanti fossero all’interno per il reading di Emidio Clementi. alla fien del tutto salto al collo del BoBie dopo mesi di affetto arretrato, è bello rivedere le persone con cui hai lavorato per mesi e a cui ti eri affezionata un bel pò. proimessa di mantenerci di nuovo in contatto, mantenuta!

alle ore 4 e 30 ci troviamo io, Gaia e Laura di fronte all’ex Rolling Stones a mangiare una piadina col sottofondo di Gabriel Stenberg e circondate da centinaia di tamarretti di periferia dall’età media di 16 anni, in canotta e jeans larghi (gli ometti) e reggiseno, tacchi a spillo e culotte (le SIGNORINE).

poi lamentatevi che vi stuprano (scusate ma facevano paura, semrbavano un branco di puttane al palo 110 della tangenziale).

in ogni caso, è stato molto surreale sentire un pianoforte mentre fuori vedevi ragazzini col catenone e bambine strafatte.

Il sabato inizia molto lentamente, di fatto alle 5 stavamo pranzando. ma ero così cotta, così stanca e provata dalla sera prima, e sul Pertini i concerti erano talmente osceni che ben venga andarmene alle 11 con la marti e paolo.

da segnalare: The Calorifer is very hot! veramente HOt! inizio abbastanza lento, ma poi si riprendono e il concerto 8come il disco) è una favola! anche le loro magliette, peccato per l’assenza di taglie consone.

e gli Annie Hall, concerto decisamente migliore delle ultime volte che li ho sentiti!

dopo acquisti vari su banchetti (in particolare i Fake P di cui parlerò a dovere)…si torna a casa. con manicn (my awesome mixtape) ubriaco e molesto che fingeva di suonare il pianoforte sotto il mio naso.

e ripenso all’anno scorso, al festival della musica bella e dei baci, e non posso che mettere anche questa nel cassetto. dei bei ricordi, ovviamente.

adieu Miami, all’anno prossimo

(cara Kate Moss, come vedi non sei l’unica a fare moda nel fango)