Archivio per ma parliamo di uomini

se lui si fa chiamare rubinetto, evitalo.

Posted in cronache marziane con i tag , , , on 10 Ottobre, 2009 by cloudintheocean

MA PARLIAMO DI UOMINI! tanto per cambiare

avevo 16 anni appena compiuti.

l’età giusta per la prima vacanza da sola con la migliore amica. oh-oooh, che emozione allo stato puro, prendere un treno e per quattro ore di viaggio spipazzare le tue prime sigarette (delle davidoff, comprate perchè il pacchetto ci faceva sentire così grandi) fino a quando la vocetta metallica annuncia che siete arrivate e rivazzurra, beata cittadella bagnata dal mar adriatico e frequentata per la maggior parte del tempo da anziani.

il fatto che in hotel ci fossero effettivamente solo anziani e famigliole felici non ci scoraggia a desistere dal piano che prevede: fare la migliore vacanza del mondo.

la prima sera eravamo già amiche di tutti i baristi dell’unico pub presente a meno di 2 km, il Copacabana. da li a ballare sui tavoli il passo è stato più che istantaneo.

da li a farci notare dagli unici ragazzi del posto, ancora più immediato.

io ai tempi ero davvero timida, ma che dico. terribilmente terrorizzata dalle nuove conoscenze, ma la mia amica no. lei riusciva a tenere banco con tutto e tutti, e quindi era grazie a lei che potevo permettermi di essere avvicinata da esseri umani dell’altro sesso.

con quanta fortuna, a posteriori vi posso dire…davvero poca.

una sera ci stiamo sbronzando in modo alquanto pessimo, trangugiando tequila in ogni salsa possibile, quando si avvicina un ragazzo che inizia a parlarmi.

non capisco un’acca di quel che mi sta dicendo, e non lo vedo. senza eufemismi, non lo riesco proprio a vedere. noto una ombra blaterante che si rivolge ogni tanto a me ogni tanto alla mia amica (ormai pienamente coinvolta in uno scambio di liquidi con l’amico figo di lui). quando mi chiede (e questa espressione è talmente anni 90 che quasi mi commuovo a scriverla) di “andare a fare un giro fuori”, io guardo perplessa la mia amica, nel frattempo salita a ballare sul tavolo.

lei si stacca dalla bocca altrui per farmi un cenno di assenso e dirmi “è carino, dai vai. è davvero carino!”

presa alla sprovvista e ringalluzzita dal sapermi interessante agli occhi di un maschio, decido di uscire.

e si sa coe vanno le cose li fuori. si limona,  in sostanza.

e fin li, tutto bene direi, se non che a un tratto lui inizia:

-lo senti?

io sinceramente ubriaca non capisco il senso della sua domanda, che peraltro lui mi ripropone più e più volte.

e poi:

-senti il pitone? mia mamma doveva cucirmi le mutande apposta da tanto ce l’ho grosso.

lì, lì non ce l’ho più fatta. a ventiquattro anni mi devi venire a dire queste cose?anche se non avevo esperienza alcuna sapevo benissimo cosa devono evitare gli uomini di dire.

scoppio a ridere, di gusto. e più rido e più lui mi domanda cosa ci sia da ridere, che è tutto vero, che lui ha un pitone, un boa, un serpente chilometrico, che da piccolo aveva problemi.

io, sempre ridendo, mi avvio verso l’entrata lasciandolo a mani vuote e palle piene.rientro al pub dalla mia amica e raccontandole l’accaduto iniziamo a ridere spropositatamente.

ma il nostro pitone è un osso duro non crediate. torna al pub la sera successiva e mi trova sobria, intenta a leggere il menù.

quando lo vediamo mi rendo conto del tipo di persona con cui ho avuto a che fare la sera prima e mi nascondo vergognandomi terribilmente. arriva il barista e mi coglie sul fatto. mi spiega che quel ragazzo è un totsle cretino che è soprannominato rubinetto, in quanto idraulico. e che è un personaggio da evitare come la peste.

questo si avvicina al tavolo cominciando sproloqui di ogni genere, e la mia amic borbotta cose come: ma taci pitone dei miei stivali.

lo liquido con un: cricetino, vedi di andartene.non se ne va finchè non arriva un ragazzo (bellissimo) che dice di essere il mio ragazzo. si rivelerà un cretino pure lui, ma questa è un’altra storia.

morale della favola: se un ragazzo si fa chiamare rubinetto, evitatelo.

se un ragazzo comincia dicendo di essere il tuo ragazzo spinto da senso di protezione, evitatelo. probabilmente sta per sposarsi e si sta facendo l’ultima vacanza da single. con la cognata.

ipse dixit, parlando di uomini.

Posted in ipse dixit con i tag , , on 21 Settembre, 2009 by cloudintheocean

alla fine gira che ti rigira i discorsi al mondo sono solo di due tipi.

è una lunga via e ardua per arrivare a non credere un cazzo di quel che ti dice un ragazzo
ma credimi
CI PUOI ARRIVARE

poi un giorno uno ti dirà: sei così interessante non ho mai conosciuto nessuna come te e tu
tu
gli riderai in faccia
per questo mi piaceva ****

Cloud  scrive:
STAVA ZITTO

Cloud  scrive:
e mi guardava
e il guardare sono un altro paio di maniche
almeno
non ha mai detto puttanate
“sei così bella”
“sei così perfetta che non posso stare con te!
“grazie per l’atra sera”
EH PREGO MALATO DI FIGA

CAZZO
Cloud  scrive:
che poi torna a casa

Cloud  scrive:
a pensare alla tipa

Cloud  scrive:
che non si farà mai (che non sei tu!)

ma parliamo di uomini, DI NUOVO!

Posted in cloud la critica con i tag , , , on 14 Settembre, 2009 by cloudintheocean

uomini vs. la tecnologia. di nuovo.

una mia amica oggi mi scrive il seguente sms, che ho deciso di diffondere in quanto utile a farci capire il mondo maschile.

o forse noi siamo così tanto laboriose mentalmente che non ci rendiamo conto che loro dietro alle emoticon proprio non stanno pensando a nulla di tutto ciò?

In quanto studentessa di semiotca ti posso dare una personale interpretazione delle emoticons utilizzate su fb dai ragazzi:

;) ammiccante= voglio farti capire che c’è storia

:)                           = ho cambiato idea e ti voglio solo essere amico

:D                          =sei proprio un imbecille ma mi fai pena quindi faccio l’amicone.

lui gioca tra le ultime due.

ora mi chiedo. se dobbiamo analizzare anche il significato di tutti questi sorrisini per cavarci fuori una risposta da voi, oh uomini, dove andremo a finire? non potete semplicemente parlare e la chiudiamo qui?

e nel caso, se è vera la teoria della mia amica, un paio di persone mi hanno considerato una vera idiota.

di baluba e di oche

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane con i tag , , , , on 27 Maggio, 2009 by cloudintheocean

ma parliamo di uomini, parte quarta. e anche di donne, intanto che ci siamo.

la riflessione parte da una discussione via etere con una delle mie care amiche, argomento: quanto limitata può essere la mente umana maschile?

recidive al fatto che il film “la verità è che non gli piaci abbastanza” dice solo cose vere, passiamo intere ore a domandarci cosa spinga un ragazzo a non chiamare una ragazza per cui egli stesso ha dichiarato interesse.

questa categoria viene da noi definita con l’appellativo di baluba.

questo è un genere di uomo non in grado di chiamare, non in grado di farsi avanti e assolutamente incomprensibile a una qualunque persona di sesso femminile. perchè? semplice, perchè questo spesso vive in un suo mondo che comprende solo raramente lo sbattere contro un paio di tette, e quelle rare volte sono fortuite. lui vorrebbe anche, parliamoci chiaro, ma è molto più comodo stare seduto ed aspettare che ne caschi una dal cielo.

spesso il baluba è una sottocategoria dell’egocentrico, per il quale tutto è dovuto. quindi ringraziate il cielo donne se  state con un baluba egocentrico, siete proprio fortunelle.

-dell’egocentrico cronico però mi dilungherò più avanti.-

non riuscendo a trovare una via d’uscita nell’intoppo baluba, scopro  una cosa alquanto interessante riguardante conoscenti che si uniscono sessualmente di tanto in tanto.eh, ce ne fossero pochi poi!

a parte che scoprire una cosa del genere nel momento delicato della digestione non fa bene, la questione che siamo arrivate a porci è la seguente:

due che in teoria sono perfetti l’uno per l’altra quasi sempre vengono “distratti” o da una oca inutile come la metropolitana in zambia o da uno stronzo senza personalità

vero? VERISSIMO.

uomini, posto il fatto che qualcuno di voi ancora non abbia il cervello a forma fallica, mi rivolgo a voi: avete una ragazzina carina e dolce e le volete bene. ma che bisogno c’è di infilarvi nella topa della prima completa rimbecillita che passa che -non pretendo che conosca la differenza tra raffaello e michelangelo-  non sa nemmeno se i delfini sono pesci o mammiferi o demoni. che bisogno c’è?

e non rispondetemi che la carne è debole, perchè quella è la risposta da rimbecillita cronica.

le ragazze semiquasiintelligenti sono troppo per voi? sono potenziali migliori amiche e donne perfette  ma vi fanno sentire inferiori?

bene, almeno è una risposta ragionata. perlomeno sappiamo che stimate talmente poco la suddetta oca cronica da scoparci in allegria, ma almeno ci lasciate col beneficio del dubbio che chi non vi scopate la stimate tanto da non offenderla a tal umiliazione.

è che -e torno a rivolgermi ai baluba che possono essere capitati in tali situazioni- credetemi: a volte anche le non oche vorrebbero concedersi il lusso di farvi perdere il lume della ragione.

ce la faranno le nostre eroine?

io credo di no.

ma le vie del signore sono infinite.

e comunque sempre zeppe di rincretinite.


ma parliamo di uomini, parte seconda

Posted in cloud la critica, cronache marziane con i tag , , , on 14 Maggio, 2009 by cloudintheocean

la saga delle frasi preferite dal sesso maschile.

quando si inizia ad uscire con un ragazzo, noi fanciulle dovremmo munirci di due cose:

a) un piccolo questionario riguardante lo stato psicofisico dell’interessato e

b) un notebook su cui appuntare le frasi ad memorandum

già. perchè a quanto pare la gazzetta dello sport o quattroruote propinano lo stesso messaggio ai giovani fanciulli: ditele le meglio cose, tanto mal che vada avete fatto al figura dei gentiluomini.

no, dei fessi più che altro.

l’uomo comune persegue un modello stranamente poco variabile che comporta le seguenti fasi:

-partenza in quinta, no sesta perchè avere la mini fa figo, quindi in sesta.

durante questa fase egli è portato a usare espressioni come: Il tuo uomo, relazione

quando tu al momento non sai nemmeno se lo vedrai una seconda di volta, questo già parla di relazione. il massimo di relazione che tu vuoi avere in quel momento è quella col mojito nella tua mano.

ed è anche il momento dei messaggini carini, delle chiamate, e del “quando due persone vogliono vedersi il tempo lo trovano!!”.

che detta da lui, ti fa pensare: tra quant’è che dirà che non si vuole sbattere per venire da me?

non temere, è solo l’inizio della fine.

la seconda fase infatti è quella delle scuse banali:

no sono stanco stasera, no devo andare a vattelapesca per ritirare il golfino di cachemere che il prozio di mio nonno ha fatto fare per la festa della mamma, NON PUOI VENIRE TU?

no.

dannazione quando vi dicono così, mollateli.

mollateli perchè vuol dire che voi valete meno del golfino di finto cachemere. che loro non si vogliono sbattere e soprattutto: la grande relazione del post prima uscita dov’è? nel loro uccello. probabilmente.

ah. poi c’è la serie riguardante le nuove tecnologie: troppo impegnato non ha tempo per scriverti i messaggini carini della prima settimana di nonsesso, ma ha assolutamente tempissimo per cambiare la sua foto di facebook. non ha tempo per chiamarti quando esce dal lavoro perchè è stanco, ma le 5 del mattino per la festa cool le sta comunque facendo.

se avete oltrepassato anche questa fase, mie care. complimenti. avete vinto la prova di resistenza,ma purtroppo non quella dell’amor proprio. difatti dopo la seconda fase ne rimane solo una:

il silenzio.

seguito da te. si, te che chiami perchè, ormai stufa di uscire col tuo telefono (quando si fa sentire) e stufa di fare finta di essere impegnata quando hai troppa gente interessante intorno, vuoi troncare.

troncare per quelle più avanti, tentare di mettere una pezza per le più disperate. la conversazione più o meno si svolge nel seguente modo:

-c’è qualcosa che non va?

-no

-senti, c’è qualcosa che nonv a?

-…beh si però non ne voglio parlare

(pensando: “che senzapalle che sei”)-no adesso ne parli. c’entro io.

-no beh, si cioè. è che
-è che se uno non si fa sentire e non si fa vedere non è interessato, o sbaglio?

-no beh chiariamo, tu sei simpatica, carina, interessantissima, proprio quella che mi piace ma non sono sereno, sono stanco della vita, sono stanco di tutto

(“eccone un altro che ancora non si vuole suicidare e che probabilmente ha digitato “frasi per  donna” su google”)

-ok.

-ma però, insomma. rimaniamo amici?

(BUAHAHAHHAHAHAHAHAHAHA !!!)

-erhm. cosa scusa?

-nono scusa è che…è che…come hai fatto a capire tutto insomma io stavo prendendo tempo, e poi farmi la strada per dirti queste cose in faccia insomma non mi pareva il caso non mi volevo sbattere non avevo voglia

-si senti ci sentiamo eh.

cari ragazzi, dovete avere ben in chiaro questo particolare:

più voi vi ostinate a dire che siamo perfette ma dovete lasciarci, più fate la figura degli imbecilli.

perchè io quando vengo lasciata con queste parole non è che torno a casa e dico: povero ragazzo ha dovuto lasciarmi chissà quali problemi, sono perfetta per lui eppure non possiamo stare assieme.

no.

io vado a farmi un aperitivo e tra una sigaretta e un bicchiere di brachetto sfotto il povero malcapitato e il suo tentativo di passare per uomo maturo che a causa di forze maggiori è impossibilitato a stare con la ragazza dei sogni.

ma a chi la volete da re a bere? credete che a noi piacciano le frasi: rimaniamo amici o sei perfetta? ma che telefilm guardate? un semplice: non mi interessi, scusami ci abbiamo provato ciao. può bastare.

così passerete solo per perfetti malati di mente. soprattutto se per fare ancora più bella figura ci mettete un ti voglio bene finale. infarcito di “lo dico davvero eh.”

la notra reazione sarà una sola: sei il 4° che mi vuole talmente bene da lasciarmi, ed in effetti forse il mollarmi è stata la prova più grande di affetto che potessi dare, grazie per avermi liberato dall’ennesimo malato terminale che vuole solo suicidarsi, GRAZIE!

-ogni riferimento a fatti e persone non è casuale, è frutto di una indagine intensa a suon di spritz al bar mirò di Piacenza.-