è la storia di una sera, di quelle sere che hanno il sapore di caldo e zampironi.
di quattro ragazzi che partono in macchina per andare lontano, nemmeno troppo, al di sopra delle valli e delle luci, rincorrendo i propri pensieri. lei conosce poco la strada. guida male, gli altri la distraggono e ridono. l’altra ragazza, quella che non avrebbe dovuto essere li, quella che avrebbe dovuto essere a chilometri di distanza, intenta a mordicchiarsi il pollice e fissare l’infinito. a cosa pensa, lo sa soltanto lei. il biondino si volta, chiede quante sigarette sono rimaste, è necessaria una sosta all’autogrill, sarà una serata breve ma senza tabacco potrebbe rivelarsi insopportabile . il protagonista di questa storia si agita nel sedile posteriore, pensa a lei, è nervoso. non sa se, non sa cosa, medita.i suoi capelli spettinati si contorcono nelle sue emozioni. un dandy dell’età moderna, dall’estro di un genio fatto e finito, afflitto da un così umano sentimento. riesce a sublimarlo bene però, alla luce della luna.
le curve a gomito fanno stringere le mani della ragazza attorno alle ginocchia di lui, ma questione di lunghi momenti. la cascina è già sulla destra. un posto mai visto, entrano i nostri eroi e si guardano intorno pieni di orgoglio dall’essere per una volta estranei, sconosciuti. liberi di dire e fare ciò che vogliono.
lei è là. Lei. avvolta in un drappo bianco fermato da una cintura, i capelli scuri ondeggiano tra fiamme e torce. lui deglutisce. l’ha vista.
troppo tardi. l’ha già preso per mano, la dama che mostra agli ospiti la sua dimora.
i tre si perdono tra facce, bicchieri e voci. la musica è bella, viene voglia di ballare, ma la festa non lo permette. troppi occhi addosso, se provi a muoverti un poco di più. e allora si beve, una birra e anche due. la tensione si scioglie, non si pensa più.
si aprono le danze.
troppe donne- dice la ragazza annodandosi la coda e giocherellando con la cinta del vestitino nero. sobrio quanto basta per cercare di essere sexy.
è un bananeto- il nostro ballerino provetto si scruta attorno sentendosi circondato da troppi membri maschili. e fa girare in tondo l’incosciente vestita troppo quotidiana per non sfigurare tra il tripudio di gonne e spalle scoperte.
le canzoni sono di buon gusto, i ragazzi apprezzano; la più giovane si scioglie la chioma e si lancia saltellando piena di vitalità e divertimento, seguita a ruota da lui e dalla sua camicia a quadri. il timido biondo e l’altra si sciolgono lentamente, birra dopo birra.
non ha più voglia di essere timida, nascosta dai suoi occhiali, la ragazza che si sente sempre a disagio e quindi balla, e canta, e conta i bicchieri che lascia cadere a terra e guarda il dandy e gli passa quello pieno, di bicchiere. e lui guarda altrove e cerca di nasconderlo, e coi suoi occhi interroga gli occhiali di lei per sapere se è davvero ciò che vede lui, al sua musa che parla al doppione di una figurina, così mediocre nella sua camicia bianca e così sciatto nel suo modo di fare.
lei è davvero bella, trascina il suo sorriso seguito dai suoi capelli e dalle pieghe dell’abito tra la folla. inizia a ballare, si lascia guidare in giravolte, il suo occhio truccato sta ridendo tra le spirali della matita nera che scendono sulle guance, volteggia e con lei le sue braccia e le sue mani in cui scorrono cocktails.
lui la fa ballare, lei lo sfiora e un momento dopo è già sfuggita stretta nei suoi stivali così poco estivi e così ben abbinati, e lo lascia sperso e voglioso di un’altra birra. ma sempre continuando a ballare, ora che anche il cavalier biondo cenere si muove tra nuvole di sigarette, che la terza chiede con insistenza. la prima è piena di gioia, attira ragazzi, lei è troppo concentrata sulla musica, o forse capisce che sono tutti troppo squallidi, per lei innamorata del gigante straniero.
non è tardi, per sedersi un pò. è tardissimo in effetti, perdono in fretta il senso del tempo, quasi il cavaliere sente di aver perso oltre al tempo le gambe; ma le ragazze non vogliono smettere. e si ricomincia il turbinio di voci e urla, stavolta sono tutti molesti. un casco di capelli ricci cade addosso alle ragazze, la spingono via,-non capisce nulla è ubriaca-commentano. e ancora e ancora.
un rapido sguardo al dandy e alla sua dama, giusto per vederlo infradiciarsi di birra scagliata dal caso riccio di ubriacatura e molestia, ma in controluce diventa una statua agli occhi della sua -segretamente- amata.
forse è ora di andare- ma dove andate?- gli unici volti conosciuti non li vorrebbero laasciare andare, ma il cavaliere trascina le fanciulle verso l’esterno.
verso il campo in cui la carrozza sta aspettando.
ma non trovano il nostro eroe, è con la sua dama.
i tre rimasti attendono, si sdraiano e l’erba diventa gambe, mani, dita. è da un sacco che non sento l’erba sotto le mani-romantico cavaliere dagli occhi azzurri.
le stelle, quante stelle, cercano le costellazionin. non le trovano. è solo perchè non hai mai trovato il libretto nelle merendine della mulino bianco-afferma la grande dei tre, e rimangono incastrati tra l’erba e il cielo.è così dolce essere cullati che quasi si addormentano, la ragazza che non doveva esserci affonda le dita tra la chioma del cavaliere. soffice, sembra proprio una cane-dichiare la più giovane.
sconosciuti passano accanto, domandano se è tutto ok, noi siamo molto più sobri di voi miei cari-indignata si scosta la coda sull’altra spalla, per poi ricadere tra l’erba. è passata una notte intera, o forse venti minuti quando compare una macchia bianca, a fuoco solo quell’occhio ammaliante così barocco di decorazioni, ma così acquoso.è ubriaca ben si vede, è venuta a riportare alla reatlà i suoi tre puck che dovranno testimoniare la sua bellezza.
ritorno in auto.
il dandy apre il finestrino, urla, ulra alle piante, ai topi, alla luna che dannatamente si era appoggiata al dorso della collina.
in tasca una sigaretta. la dovrà fumare prima che lei parta.
lui, lui non ha mai fumato.
(n.b. i fatti e le persone di questa storia sono reali. peccato, non sapere o non poter sapere chi siano. liberamente tratto dal libro che sto leggendo.e da persone che incroci per strada)