Archivio per milano

later on

Posted in romanticismi con i tag , , , , , , , , , , on 8 Marzo, 2009 by cloudintheocean

dopo due settimane di inattività in cui ho macinato cosa scrivere, mi ritrovo a non ricordare più cosa volessi dire da principio.

in ogni caso vi farò un sunto della splendida settimana iniziata sabato scorso 28 febbraio, con me che mi tratto bene per una sera e festeggio la fine del mese in modo piacevolissimo.

come dice la loopie d’altronde, la felicità consiste nel circondarsi di cose che ti fanno sentire bene e trovare il tempo per concederti i tuoi interessi.

e marzo inizia anche meglio, se posso permettermelo. domenica ritento per la seconda volta la mostra di magritte (che ,inizio a temere,forse non vedrò mai) con stella, ma la coda ci fa puntare diritte alla rinascente dove all’ultimo piano ci dedichiamo alla ricerca di un presente per la laura, dalla quale siamo state invitate a cena.

non c’è niente di particolare in una serata a casa di un’amica a mangiare cous cous e bere chinotto in bottiglie anni 40, ma la bellezza sta proprio nella tranquillità e nel calore del momento, nella serenità di poter parlare di tutto e di più senza temere giudizi dall’altra parte. anche lasciarsi andare a pettegolezzi.

e ricevere in regalo la maglietta con la citazione: se porti i jeans della rich non hai cuore per apprezzare i death cab for cutie, lascia perdere!!!…favolosa, anche solo per il pensiero che la laura ci ha messo dedizione per confezionarla sia per me che per lei.

il motivo di questo ritrovo è stato anche il concerto dei Wire, al magnolia.

ora.

datemi dell’ignorante ma i wire non li conoscevo, se non di nome. vedere un magnolia strapieno mi ha fatto porre un paio di domande, e in effetti dopo esserci intrufolate di soppiatto dentro il tendone strabordante di gente ho scoperto che gran parte dei pezzi li sapevo.

della serie: le canzoni che senti ma non sai mai a che gruppo associare. ecco. si, potete insultarmi ora, non mi vergogno. sopratutto se siete tra coloro che volevano seguire il concerto ma hanno desistito per la fila.

sono soddisfatta di poter aver associato gruppo a canzoni, ecco i wire ora hanno un’adepta ion più. contando che alla loro età spaccano i culi e la chitarrista è un pò quel che avrei fatto nella vita se avessi vissuto negli anni 70. anzi, non scherziamo, anche ora, se potessi.

stranamente mi aspettavo di vedere un pò di facce conosciute, ma evidentemente erano tutti al concerto cool e alla moda alla casa 139, dai metronomy. beh, meglio così. essere circondata da veri fans di cinquantanni in giubbotto di pelle e capello ossigenato mi ha fatto pensare che avrei voluto un padre come uno di loro. e forse anche no, per non trovarmelo ai concerti in cui vado.

però niente da dire, stimo chi ama la musica e segue ancora i suoi gruppi preferiti, purtroppo crescere in un’ambiente in cui la musica è considerata uno strumento infernale rumoroso da sfigati non è facile.

soprattutto se ti trovi a pensare che i tuoi genitori siano culturalmente ignoranti per avere un’idea del genere. non saranno mai in grado di apprezzare nessuna forma d’arte, allora.

in ogni caso.

tralasciando un’inizio settimana in cui l’ennesima frase fatta e l’ennesima incapacità di capire un discorso mi fanno definitivamente sbottare e capisco che forse è meglio parlare senza troppi peli sulla lingua, venerdi mi dedico alle mie amiche con un’aperitivo e cena da ale. con solito poker.

nel mentre mi preparo a sabato, al momento in cui sarei sbarcata a bologna di nuovo dopo perlomeno un anno di assenza, rivedere la bella mansarda della marti e il covo, e ritornando alle nostre camminate notturne èper tornare a casa.

e così decidiamo di farlo anche stavolta: covo e ritorno a piedi, tanto ormai è primavera ed è anche piacevole.

per questo mi preparo scarpe comode e vestito comodissimo.

il mio wikipedia musicale filippo mi offre un passaggio all’andata, e per tutto il viaggio rimango al mio solito zitta e imbarazzata dalla timidezza. mi limito ad ascoltare i discorsi domandandomi perchè ancora dovrei essere in soggezione in queste situazione. bah. la cloud che ogni tanto si pone domande stupide.

gli spinto band sono assurdi. non in senso malvagio, parliamoci chiaro. ma assurdi proprio come persone: il chitarrista urlo di munch, il bassista dal sorriso plastico inquietante (che temevo avrei sognato la notte) con la chioma che si muoveva di vita a sè stante.

ma tutto sommato è stato un conerto carino, divertente, loro sono divertenti e scanzonati, il pubblico ha reagito molto entusiasticamente (fin troppo, pensavo non li conoscesse nessuno e invece come al solito mi son trovata vicino ai più esaltati del covo). c’era anche L’aizzatore a quanto ho saputo noto personaggio che aizza la folla quando apprezza molto un live.

sorvoliamo sulla solita sfiga mia e della marti riguardo alle tshirts, e sulla teoria di filippo secondo cui non poteva prendere la maglia dai colori troppo sgargianti perchè ormai trentenne (:D), e passiamo al momeno in cui filippo e simone tornano a casa e io e la marti rifiutiamo il passaggio fermamente convinte della nostra abitudine della passeggiata notturna di 3 km e mezzo per tornare in centro.

alle 2 e 20, 3 cocktails dopo l’inizio della serata, arriva la chiamata di maolo che preso da compassione decide di venirci a prendere al covo…

e noi stavamo per rifiutare il secondo passaggio. probabilmente al 3° rifiuto il karma come minimo avrebbe voluto che venissimo stuprate all’uscita del locale.

quindi accettiamo, un pò a malincuore, ma sinceramente non ce l’avrei mai fatta a reggere il ritorno dopo una giornata di lavoro e un concerto, senza riposarmi un secondo.

saremo vecchei dentro, ma non c’abbiamo più il fisico.

e non siamo nemmeno più le spensierate ragazze che passavano weekend interi a cazzeggiare per le vie di bologna, andando da fabrica e da h&m e la feltrinelli, al marsalino a bere brachetto e poi al covo o a villa serena. e oggi passeggiando per le vie soleggiate ci siamo rese conto che, volenti o nolenti, non potremo più farlo.

malinconia e ritorni a casa.

e promessa di ritornare il prima possibile.

broken relations

Posted in canzone del giorno, live, romanticismi, serate con i tag , , , , , on 1 Ottobre, 2008 by cloudintheocean
port royal live @parco sempione

port royal live @parco sempione

are dreams to come

65 days of static

Posted in meditazioni quotidiane, romanticismi con i tag , , , , on 1 Ottobre, 2008 by cloudintheocean

è il gruppo che sto ascoltando ora. in camera mia, quante volte ho sognato una camera completamente mia anche a milano, mi sentivo sempre in prestito.

come le volte costretta a letto col naso rotto come solo io potevo rompermi, a fissare le tapparelle socchiuse e pensare cosa ci facevo là, sola?

e oggi invece, in questa giornata di sole e ozio, mi ritrovo a fissare i campi deserti dietro casa  e pensare: ma io che ci faccio qui, sola?

perchè ieri, nel profumo berlinese grigio e caldo, è finito tutto. fine dello stress, fine dell’entusiasmo, delle gioie e delle solitudini, con un incrocio di sguardi stonati da un’amarezza personale.

con le mie amiche di produzione, da Princi ma con la testa chissà dove.

perlomeno, la mia non so più dove sia.

e come 4 mesi fa sono di nuovo al punto di partenza.

per poco, poi sarà la svolta definitiva della vita.

non avevo mai apprezzato milano, ma l’ho conosciuta non nel modo disgustoso e montato dei PIg Party, del Rocket e del Plastic. per carità, quel lato lo avevo fin troppon impresso in mente.

mi mancava solo perdermi in una città che ad agosto è vuota, ma che anche affollata ti protegge tra i suoi palazzoni e oggi cerco ancora tra il verde e le distese davanti a me un palazzo alto, una via affollata di gente che non ti considera nemmeno, un tram 29/30 su cui saltare e leggere il mio libro, un tramonto sul naviglio.

ho provato la vita senza la mia famiglia ed è stata una sensazione di quasi libertà mai sentita. mi sentivo una bambina di fronte ai dolci anche solo stando a casa con un amico a chiacchierare, davanti a una cena mal cucinata.

o parlare fino a notte fonda di lavoro, e di ragazzi.perchè alla fine dei conti si parla sempre di amore e amicizia, e quando non c’è amore di lavoro, e quando c’è troppo lavoro.. di sesso.

mi manca via torino alle 7 di sera con i radio dept nelle orecchie e un maglioncino a mo’ di sciarpa. e mi manca corso garibaldi con la panetteria tanto buona e un piccolo giardinetto in cui andavo a rifugiarmi nelle pause durante l’allestimento, fumando una sigaretta e bevendo coca cola.

mi mancherà il teatro Piccolo a ogni ora del giorno e della notte, e la gente che lo affollava, e i fonici che mi rincorrevano a destra e a manca e la musica, quella buona.

e le facce, quelle amiche.

ho solo una grande preoccupazione ora. non riuscire a godermi di nuovo questi frammenti di vita perchè costretta in un mondo profumato di erba appena tagliata.

ho avuto molte soddisfazioni da questo festival, e la gran parte di queste sono state a livello umano.

ciò non toglie che vedere i port royal al sempione alle 3 del mattino mantere il pienone di persone, o risolvere in due ore le problematiche degli afterhours, beh. non voglio essere megalomane, ma sono fiera di me.

e da questo balcone da cui troppo spesso ho sognato di prendere il volo ancora una volta sogno di navigare.

su un mare di legno.

sopra una città grigia e malinconica.

spero a presto.

un agosto a milano

Posted in meditazioni quotidiane, romanticismi con i tag , , on 31 Agosto, 2008 by cloudintheocean

milano.

milano la città trafficata, la città inquinata, la ciità degli stronzi di quelli modaioli e dei grattacieli orribili.

milano la città vuota.

le mie vacanze forzate a milano ad agosto, dove scopro una  città silenziosa, persa nei suoi pensieri e stanca.

quinto piano, un balcone e solo la sigaretta che brucia.

il vicolo dei lavandai alle 4 del mattino.

san babila al tramonto.

il tram riempito solo dalla musica dell’ipod, e da un libro.

la mattina, la finestra e una tazza di latte.

milano che ti fa incazzare.

mialno che ti fa sognare.

milano che si fa spogliare.

anche a Milano c’è il circo

Posted in live, serate con i tag , , , , , , , on 11 Luglio, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache dal Pop Circus

devo ammettere che l’inizio giornata non è dei più esaltanti: mi sveglio stanca e coi maroni girati, e col caldo assurdo di un weekend di inizio luglio non ci penso nemmeno a rispondere NO ad andare nella fresca milano per le 4 di pomeriggio.

ma la line up già scarna poco concede all’abbronzatura: alle 6 suona l’unico gruppo interessante e quindi si fanno su baracca e burattini e si parte per Le jardin au bord du lac.

arriviamo verso le 6 dopo una tappa in autogrill e due birre in lattina dalle marche più improbabili. ovviamente tempo di arrivare a linate erano calde.

costo di ingresso: 20 euro. che cista, ma anche no dato che le long blondes avevano dato forfait da mò.

costo per dissetarsi: 5 euro una birra. che ci sta, ma anche no, dato che a duecento metri il magnolia offre cocktails spezzagambe a soli 5 euri. sempre per non ricordarci del miami.

e 10 euro un cocktail. il che mi porta a ripensare a ciò che ho sopra scritto.

nemmeno l’acqua era consona a tasche di studentesse/stagiste squattrinate.

in ogni caso, decidiamo di evitare di bere a meno che non fosse vitale.

ma parliamo dei concerti.

le those dancing days hanno appena preso la patente probabilmente, e sembrano le sorelle minori delle Au revoir simone. a livello tecnico niente di strabiliante ma lei ha una bella voce, poi sono giovani hanno voglia di fare e soprattutto si nota che le prime a divertirsi sono loro. loro e io e la vale a sentire i commenti degli adolescenti butterati che ne urlavano di ogni. dal ti amo a belle fighe ad altro.

in ogni caso ecco i documenti fotografici di queste giovani donne dalle gambe ancora lisce, che potete trovare come sempre anche qui.

dopo l’unica performance per cui eravamo venute è giunto il momento dello svago:

si mangiano calippo ( a soli 3 euro!)

…si prende una birra deridendomi perchè le presenti nella fotografia sottostante sono tutte ree di essere tornate col loro ex moroso (tranne una che si salva giustificazione: semi-pausa…vero stella????)

ma io NON DESISTO. AH-AH tengo alta la fede delle single in barba a voi felici donne rifidanzate.

e ridendo e scherzando ci perdiamo un paio di gruppi, di cui tra parentesi non ricordo nemmeno il nome.

ma non perdiamo i Good Shoes. il cui cantante sembra il fratello minore di Jack Black. e il chitarrista il fratello minore di un Blur. in sostanza, più che pop circus quesata è una parata di piccoli sosia.

i good shoes iniziano instabili ma poi il concerto si rivela carino. ma tanto io e stella eravamo più impegnate in balletti veramente imbarazzanti durante l’intermezzo di cambio palco, di cui FORTUNATAMENTE non possiedo prove fotografiche.

sul volantino si affermava che verso le 8 ci sarebbe stato un lauto aperitivo che avrebbe saziato tutte le bocche poco capienti degli ossuti indie milanesi.

ma, carramba che sorpresa! quando il cibo è gratis anche le modelle di american apparel mangiano.,

e come se mangiano!

i vassoi si svuotavano con tanta rapidità che abbiamo iniziato a domandarci se non fossero semplici illusioni ottiche provocate dai morsi di zanzara cresciuta nell’idroscalo (che è notoriamente più grande, affamata e infame di una comune zanarina che trovi in provincia).

ma loa stella ha un foglietto su cui ha scritto IL NOME. ovvero, qualcuno che avrebbe dovuto farci diventare vips…ma il biglietto col Segreto non serve, dato che p’er diventare VIP basta soltanto sedersi ad un tavolino ed esclamare: “ah, è già finito tutto!”

che all’improvviso appare un omone il quale, probabilmente affascinato dalla Laura, ci fa portare un vassoio di pasta. solo per noi.

provvedendo ad allontare glialtri avvoltoi agghindati alla Morrisey e company.

ci sentiamo talmente vips da fotografarci e firmarci autografi a vicenda, addirittura a piedi scalzi

un documento della gioia della gaia che parla di argomenti vip al tavolo vip

e così ci troviamo a degustare focaccine alle acciughe e pasta al peperonicno.

maledetti.

cosa non fanno per farti bere.

ma! nonstante la bocca infuocata per almeno un altro quarto d’ora non si beve.

ma arriva anche il momento in cui tutti ci abbandonano per andare a parco lambro a sentire i Pelussje, ma avendo speso 20 euri io e la vale da lì non ci schiodiamo.

almeno i rakes dannazione.

almeno il djset dei New Young Pony Club.

nel mezzo ci incastro un’inverosimile intervista in inglese sul futuro della musica indie a milano…AH-AH! che novità dire che è soltanto una moda per rendersi ridicoli ed imbarazzanti.

le prove viventi pascolavano accanto a me: dal ragazzo imitante madonna alla donna poliziotta sexy (peccato non le si addicesse per nulla anzi), alla straalternativa dai collant strappati (UH_UUUUH) al tizio vestito a modi safari. peccato che il saphary festival fosse duecento metri indietro, al magnolia. e sarebbe stato in ogni caso ridicolo.

non contando insomma la classica sfilata di maschere carnevalesche ascoltiamo i The Rakes, assiema a Patrick (collaboratore esterni) e un suo imabarazzante amico che sapeva soltanto dire “ma tu fumi? fumiamo?” e non si accorge nemmeno che delle inglesi strafatte ubriache gli si lanciavano addosso.

forse la sua unica occasione nella vita per toccare una donna perduta per del fumo. bravo locco.

beh insomma.

i rakes in tutto ciò mi fanno danzare e danzare, e nonostante lui si muova come il sorre, e si vesta esattamente uguale provocandomi spasmi di ilarità acuta, ho apprezzato il live e la simpatia delle sue battute con cui intratteneva noi pubblico saltellante.

e poi aveva una maglia I LOVE CATS per cui gli avrei stretto la mano. vediamo se farà moda tra i rimstai deglianni 80 milanesi

mentre le zanzare banchettano con i miei piedi nonostante una dose di autan portataci da uno stuntman al tavolo fintovip il concerto finisce.

e inizia un’ignobile djset london loves. talmente bello e danzereccio che non aspettiamo nemmeno i new young pony club e scappiamo a casa.

con una domanda in testa: ma circus era per le attrazioni viventi che potevi fotografare ma non toccare?

p.s.sono felice ho ritrovato la mia vena fotografica

ufficio produzione, ufficio appiccicume

Posted in cronache marziane, meditazioni quotidiane con i tag , , , , on 11 Luglio, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache da esterni

si, lo so. mea culpa mi sono assesntata dal mondo virtuale e reale ma per un valido motivo: ho iniziato lo stage a esterni per il Milano Film Festival.

ora.

alzarmi ogni giorno alle 6e mezza per tornare molto spesso alle 11 potrebbe sembrare un suicidio, ma ha i suoi pro: tipo il barista del caffè Oronero. quello che ti fa giornalmente ringraziare di essere nata donna.

di quelli che sai che sono oggettivamente belli e nonostante tu arrivi sudata, assonnata, con 4 borse, struccata e spettinata lui cosa fa? ti fa l’occhiolino. l’occhiolino! e tu ti senti come tutto quel branco di ragazze della Lines seta ultra, nivea satin e compagnia bella che sono sempre splendide e belle e amate da tutti.

si, e poi il caffè costa 0.80 centesimi e le brioches sono buone.

ma tanto tutta la popolazione (credo che anche gli uomini non rimangano indifferenti) non va li per quello.

nemmeno gli animali.

l’altro giorno una bambina con molta nonchalance si è messa a parlare con lui. ah, tesoro..tra dieci anni capirai con che uomo hai avuto a che fare. con uno che potrebbe tranquillamente sostituire il modello della pubblicità D&G, si,proprio quella del macho in costumino bianco (orribile…il costumino.)

ma non ero qui per parlare di questo!

ero qui per parlare delle mie prime tre settimane di lavoro..dopo una settimana sballottata a destra e a sinistra in ogni ufficioche mi ha particolarmente disorientata, ho trovato la mia mubicazione.

il mio posto…l’ufficio sudore e sporcizia!

no a parte gli scherzi, l’ufficio produzione è fichissimo ed è quello che volevo fare fin da quando ho messo piede per il primo colloquio. e, nonostante io mi prenda male per nulla e molto spesso penso di non riuscire a fare nulla di decente nella vita, martedi 24 giugno ho avuto la mia prima soddisfazione.

in realtà ero tesissima e non sapevo nemmeno da che parte girarmi ma ho notato che gli altri facevano affidamento su di me..che roba? ma io ero li solo da due settimane…fortunatamente è andata bene.

e ho trovato anche quei dieci minuti di relax in cui ho sperimentato una tecnica alternativa per ubriacarmi in meno di 5 minuti.

-fatevi prendere ad esterni, possibilmente in ufficio produzione

-il gionro dell’evento sarete troppo presi da qualunque cosa per ricordarvi di mangiare quindi evitate il pranzo e possibilmente anche la cena

-montate l’intero allestimento al primo piano di un palazzo con l’ascensore rotto e due rampre di scale da salire

-non contenti scendete in piazza duomo possibilmente mentre ci sono 38 gradi

-nel momento dell’inaugurazione fate i vip e bevetevi un mojito fatto dal barista che ci metterà rhum bianco e scuro

-fate i vip per la seconda volta e ordinate un bicchiere di vino bianco dal barista Alessandro (si, perchè dopo quel mojito già sarete talmente alle cozze da chiedegli pure come si chiama così lo richiamerete più facilmente)

-scendete in piazza duomo e..divertitevi.

-ah, scusate. non dimenticatevi di smontare tutto poi

però che bello. che bello. ma che soddisfazione!

basta, evito le moine, perchè qui altrimenti mi esalto per niente che il peggio deve ancora arrivare e arriverà tra solo due mesi.

in ogni caso ho anche già testato il riposo in palazzina in sala proiezioni, tanto sono caduta in coma e non mi ricordo se fosse stato comodo o meno, so solo che alle 6 e mezza è suonata una sveglia e non sapevo più come farmela passare.

nel frattempo

*ehm. per problematiche di tempo questo blog fu scritto in ufficio verso le 8, ma poi causa treno abbandonai col proposito di finire. ecco, mi sono dimenticata cosa volevo scrivere.*

non ci sono questo weekend, vado a(l) Miami

Posted in live, serate con i tag , , , , , , , , , , on 10 Giugno, 2008 by cloudintheocean

Cara kate Moss, Glastonbury ci fa un baffo

Che fosse un mese piovoso era risaputo senza bisogno di dilungarsi. che il Miami fosse il primo weekend di giugno era risaputo da quando è stato inventato.

anche che i kobenhavn store iniziassero alle 8 era risaputo da giorni.

e allora mi chiedo. perchè, partendo alle ore 6 coi minuti contati, se ne devono aspettare altri 40 per una amica (di morosa di amico) che non arriva mai? e che si fa andare a prendere dall’altro capo della città facendoci perdere un’ora direi vitale per arrivare quasi in ritardo al concerto? perchè, mi chiedo, la puntualità è così un difetto grave che nessuno ha? comunque, non si sa come, grazie ad ale riusciamo miracolosamente a fare il tragitto autostradale in 20 minuti.

finchè appena entrati a milano (proprio sul cartello Milano km. 0) ci blocchiamo.

AH, LE CODE IN TANGEZIALE!

AH, L’EBREZZA DI ESSERE UNA MILANESE COME TUTTI COLORO CHE CI CIRCONDANO!

ma il cielo vuole che arriviamo all’ingresso del Magnolia alle ore 20.00. seconda canzone appena iniziata, e una corsa nel fango per arrivare sotto il palco. (cosa credete, devo fare le foto io!).

il concerto è stato uno di quelli degni di nota, e nonostante la pioggia che stava iniziando a cadere c’era abbastanza gente.

con gli a classic education è iniziata la nostra ODISSEA NEL FANGO…cosa ci interessa della piega perfetta ai capelli, cosa ci frega delle scarpe bianche, noi siamo donne implacabili e ci divertiamo senza inoprridire al primo capello fuori posto. alla faccia delle fichettine agghindate d’ogni ben di dio.

ma l’assenza di ombrelli si fa comunque sentire e per bere in santa pace ci rifugiamo (come avevano già ben pensato almeno altre 100 perosne) sotto il tendone dei banchetti, rimanendno incastrate a quello della CANE BAGNATO (nome che ben si addiceva alla situazione). abbiamo così modo di conoscere Gabriel Sternberg milanese cantautore, molto cordiale e gentile. e molto bravo. ascoltatevelo dal link please, non ne rimarrete delusi. noi abbiamo apprezzato moltissimo e siamo riuscite anche a fare compreare il cd a simone kstore. bel bottino per gabriel…5 cd in 15 minuti. e dato che ha il cuore d’oro ci ha anche fatto una piccola dedica a testa…secondo me ci ha prese per 3 ubriache moleste, ma credimi gabriel, non è così.

(in ogni caso vedete la foto sottostante: da sinistra: Gabriel, Simone e Gaia)

…non era così.

ma passiamo agli yuppie flu!

gli yuppie flu, grande amore di un paio di anni fa. grande ritorno sul palco, grandi emozioni dei grandi classiconi come Eyes of dazzling bride, Our nature, better than ever…insomma. meravigliosi. peccato per le nuove che non mi hanno entusiasmato. attendo però di sentirle in cd per capire se ero io da un’altra parte o meno.

meg la salto, anche perchè stavo assistendo a fantastiche scenette di cui vi posto il link ad una splendida foto di Ema!. ema, hai ragione, certe cose ci fanno porre fin troppe domande.

ma!

MA!

arriviamo al momento clù (e parla come mangi!) della serata…dopo una sculettante esibizione dei trabant (fighini, mai sentiti dal vivo ma meritano tutta l’attenzione che hanno): i Bloody Beetroots. io e la gaia aspettavamo di saltare scuotere la testa e muovere il braccino da almeno…ah ma cosa dico! è da dicembre che non vedevo l’ora di rivedere Bob Rifo e Tommy! (io cuoro i bloody beetroots).

non so quanto ho saltato, ma il sabato non sentivo le gambe, non so quanto ero scatenata, ma una tipa ci fotografava in continuazione e vorrei sapere dove sono finite quelle foto.

nel tutto arriva Giovanni dei Chewingum a regalarmi il suo cd, grazie…ah! mi dimentico della Tafuzzi records, il cui promoter ha fatto promozione solo credo a 5 persone tra cui me, la vale, la gaia e la marti.

comunque tornando ai Bloody, il djset è stato talmente travolgente che alle ore 4 il magnolia era ancora intasato, e sinceramente non so in quanti fossero all’interno per il reading di Emidio Clementi. alla fien del tutto salto al collo del BoBie dopo mesi di affetto arretrato, è bello rivedere le persone con cui hai lavorato per mesi e a cui ti eri affezionata un bel pò. proimessa di mantenerci di nuovo in contatto, mantenuta!

alle ore 4 e 30 ci troviamo io, Gaia e Laura di fronte all’ex Rolling Stones a mangiare una piadina col sottofondo di Gabriel Stenberg e circondate da centinaia di tamarretti di periferia dall’età media di 16 anni, in canotta e jeans larghi (gli ometti) e reggiseno, tacchi a spillo e culotte (le SIGNORINE).

poi lamentatevi che vi stuprano (scusate ma facevano paura, semrbavano un branco di puttane al palo 110 della tangenziale).

in ogni caso, è stato molto surreale sentire un pianoforte mentre fuori vedevi ragazzini col catenone e bambine strafatte.

Il sabato inizia molto lentamente, di fatto alle 5 stavamo pranzando. ma ero così cotta, così stanca e provata dalla sera prima, e sul Pertini i concerti erano talmente osceni che ben venga andarmene alle 11 con la marti e paolo.

da segnalare: The Calorifer is very hot! veramente HOt! inizio abbastanza lento, ma poi si riprendono e il concerto 8come il disco) è una favola! anche le loro magliette, peccato per l’assenza di taglie consone.

e gli Annie Hall, concerto decisamente migliore delle ultime volte che li ho sentiti!

dopo acquisti vari su banchetti (in particolare i Fake P di cui parlerò a dovere)…si torna a casa. con manicn (my awesome mixtape) ubriaco e molesto che fingeva di suonare il pianoforte sotto il mio naso.

e ripenso all’anno scorso, al festival della musica bella e dei baci, e non posso che mettere anche questa nel cassetto. dei bei ricordi, ovviamente.

adieu Miami, all’anno prossimo

(cara Kate Moss, come vedi non sei l’unica a fare moda nel fango)

i milanesi ammazzano il sabato.. ma anche no

Posted in cloud la critica, meditazioni quotidiane, serate con i tag , , , , , , on 2 Giugno, 2008 by cloudintheocean

ovvero: cronache dall’ultimo weekend fuoriporta

il bello di andare da gaia nei weekend è poter prendere il favoloso tram 29/30, quello vecchio con le panche di legno, quello su cui salgo quando voglio pensare che sarà una bella serata. che il sole su milano la fa sembrare una città e non una metropoli e che la gente che sale e scende da questo trabiccolo è più cordiale e affabile dei businessmen della metro. quanti pensieri in un quarto d’ora di viaggio

poi sapere che si andrà a cena coi colleghi di forchets e la loopie è sempre una sorpresa gradita per me stanca di gente già vista già sentita già …

insomma bando alle ciance.la gaia diventa la mia personal stylist bocciando il mio vestito per un suo outfit -non mettere il reggiseno che ti si vede-. maledetta. però il vwestito mi garba alquanto e decido che questa sera sarò una donna che si stima e si piace.

dopo un tram, un salto in gelateria (con ovvi problemi fisici legati a tacchi e vestito svolazzante) con la loopiearriviamoa destinazione. casa di marco (forchets) è favolosa, a dir poco. come la cena da lui cucinata, al che ho pensato che al mondo esistono uomini in grado ADDIRITTURA di cucinare cose che non siano una pastasciutta!!!ora dico, contatemi gli uomini che preparano un sugo alle arance e pinoli per un roastbeef, non lo so fare nemmeno io!

e il suo monolocale è il propotipo della casa in cui abiterò quando sarò in carriera (quindi tra quanti millenni?), col soppalco con solo il letto. un amore di appartamento in sostanza, lo avrei messo subito su Grazia Casa.

gli altri colleghi dispersi arrivano due ore e una teglia di pomodirni al forno più tardi, e in 7 minuti (conteggiati da una gaia in ipertensione) cenano anche loro, con torta gelato finale.

tanto ai magazzini la serata non era ancora iniziata, per fortuna. altrimenti l’ira di reggiani avrebbe colpito tutti i ritardatari per l’eternità. i soulwax sono i soulwax, bravi live e tutto quanto. ma noi aspettavamo soprattutto il djset dei 2manydjs.

deludente.

non coinvolgente.

si vede che passano per l’italia ogni 3 mesi e non sanno più cosa inventare per dare il colpo di grazia al dancefloor.

troviamo quindi il tempo per deridere i milanesi che vogliono fare i cool a tutti i costi anche a costo di rendersi ridicoli: prendiamo per esempio la crew anni 80 con uomo con jeans al ginocchio e maglia di 10 taglie in più (no, non scherzo), uomo scappato da parrucchiere perchè ancora indossante il telo che ti cacciano addosso e donna -voglioesserefiga- con maglia da basket allacciata in vita da una cintura verniciata. dariella commenta: il prossimo anno tutti coi bigodini fluo…

..da ammirare il coraggio,nonostante tutto.

la domenica devo correre in fretta e furia per prendere il primo treno causa: compleanno della cugina appartenente alla parte di famiglia che non sopporto. ma! essendo noi (gaia doveva tornare a parma) delle grqandi tifose ciclistiche, sapevamo assolutamente che domenica 1 giugno 2008 sarebbe passato IL GIRO D’ITALIA e tutti i mezzi sarebbero stati dirottati dal loro percorso. quindi a piedi ci avviamo in stazione. e così ai miei figli potrò dire di aver assistito al giro d’italia.

ma passiamo alla parte divertente della domenica: il teatralissimo, recitatissimo e montatissimo compleanno della cugina emma, anni 4. organizzato dalla madre elena, anni 40. mentalmente anni 12.

i 3 precedenti anni ho passato almeno 2 delle 4 ore passate in casa elena a domandarmi perchè ci fosse così tanto da mangiare per uno sparuto gruppo di adulti dai 50 in su. effettivamente non avevo mai fatto caso all’assenza di altri bambini, dato che ritenevo che fosse comunque piccola per poter avere gli amichetti del cuore.

il quarto anno appena entrata dalla porta mi rincuoro del fatto che ci sia la solita tavola imbandita di 4 vassoi di salatini, 3 vassoi di bignè, 4 torte oltre la torta di compleanno a due piani. tutto cucinato interamente da mia cugina che si lamenta di nona vere mai tempo per fare nulla.

cioè, non hai tempo per nulla ma hai tempo per costruire una torta di due piani manco fossi la strega di hansel e gretel. ma l’esperienza insegna a non porsi questo tipo di domande in questa sede.

però una domanda me la pongo: a 4 anni una bambina non sarà stanca di vedersi attorniata da ultrasessantenni? se escludiamo me e mia sorella almeno i 3/4 dei banchettanti tra due anni masticheranno con le dentiere.

e via coi discorsi su morti, malati e figlie di nuore di cugini lontani. al che guardo la bambina e penso: ah no, ma lei degli amici li ha. i suoi gatti.

i suoi dieci gatti.

contando che poi i bambini mi fanno un pò paura e li odio quando urlano (cosa che lei fa continuamente), mi sono ricavata un piccolo spazio vitale di 20 cmq accanto al tavolo, dietro la tenda della finestra (non si sa mai che la bambina volesse giocare con me) ma abbastanza vicino alle tartine per poter abbuffarmi come pochi. ma ho bevuto del succo all’ananas, per stare leggera. e anche perchè era l’unica bevanda che scendesse sotto i 20° di temperatura. mai bevuta una coca cola a temperatura ambiente-tropici?

alle 8 vengo salvata dalla vale che mi porta al cinema, ovviamente cosa possono guardare due ragazze singles?

Sex And The City

ovviamente dopo un aperitivo con punto della situazione.

lei in america per un mese, io a londra per 6 mesi.

cosa ne sarà della specialistica?

ma si, l’importante è far carriera.

e last but not least: gli uomini sono tutti degli egoisti. tematica tra l’altro ampliata in modo profondo nel film di Carrie & co. con clichè del marito che tradisce e clichè dell’eterno bambino che non ha le palle di sposarsi.

due ore e mezza sono lunghe, anche perchè la trama non è poi così consistente, si perde un pò di verve delle puntate del serial ma il tutto viene colmato da una serie infinita di vestiti e scarpe firmate.

il lieto fine arriva immancabile e mi infonde grande malinconia. ma allora tutte trovano l’amore perfetto?

sono troppo cinica? io ho smesso anche soltanto di crederci in queste storielle.

però le scarpe di Carrie sono sempre eccezionali.