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of montreal, skeletal lamping

Posted in cloud la critica, recensioni dischi con i tag , , , , , on 1 Dicembre, 2008 by cloudintheocean

i glitter di Kevin Barnes allieteranno il vostro inverno, rendendolo un inferno

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Arriva un momento nella carriera di un gruppo in cui ci si stabilizza su un suono che fa definire il disco “maturo” ed è così è anche per gli Of Montreal, la cui esperienza decennale è il prodotto della mente contorta e geniale di Kevin Barnes personaggio glitterato stile 80s che sul palco è capace di presentarsi in groppa a un cavallo.

Non fatevi spaventare se il finale della prima traccia di Skeletal Lamping è composta da due minuti di chitarra troppo distorta e accompagnata da un falsetto quasi ultraterreno: è solo l’inizio del delirio psichedelico che Barnes vuole farvi provare, dalla seconda canzone vi sentirete immersi in un mondo colorato e luccicante da cui difficilmente riuscirete a uscirne se non alla fine del disco.

Anche perché la caratteristica di quest’album è quella di eludere la forma canzone per adattare i singoli pezzi ad un tutt’uno musicale, creando l’illusione di un collage di canzoni a se stanti che in realtà sono piccole parti di una stessa .non riesci mai a capire a che punto del disco sei arrivato e continui nell’ascolto cercando un leitmotif, questo è il tratto distintivo di Barnes: spazia da Bowie agli Architecture in Helsinki passando per i Clap your hands say yeah! rivisitati in un nuovo e affascinante suono tutto personale, barocco per quanto può permetterselo saltando dalla batteria ritmata di For our elegant castle al piano di Touched something’s hollow, senza respiro e senza apparente connessione.

Rimangono comunque un paio di canzoni di derivazione Sunladic Twins: Wicked Wisodm e Gallery Piece. Piacevolissime e difficilmente dimenticabili , nonostante manchino un po’ i ritornelli come quello di Heimdalsgate Like a Promethean Curse potete consolarvi con

Ooh, you’ve got such super wicked style
Show it to me baby ,Let me see it baby ,Show me to your baby

Voglio aggiungere una nota sulla soddisfazione di averlo originale: per una volta fate lo sforzo di comprarlo, non ve ne pentirete. Soprattutto coloro che apprezzano i libri pop up e i trompe d’oeil. Il design arzigogolato e pop racchiude l’essenza degli Of montreal, e il non capire come si riesca a richiudere la copertina è un ottimo passatempo durante l’ascolto del disco.

Insomma, se dopo undici anni Barnes è ancora in grado di sbalordire il pubblico, aspetto con ansia il suo prossimo disco. Non vedo l’ora di rimanere ore a cercare di decifrare in che luogo del suo cervello mi sta portando.

e nel frattempo guardatevi il video del singolo Id Engager

canzone del giorno

Posted in canzone del giorno con i tag , , on 3 Maggio, 2008 by cloudintheocean

e anche oggi uina canzone..volevo mettere i tristissimi giardini di mirò. ma poi guardando il sole e il caldo non potevo fare a meno di una canzone estiva, dal video talmente cattivo e pieno di animaletti masochisti che non può non essere guardato almeno una volta.

.la canzone ha un titolo lunghissimo, Wraith pinned to the mist and other games..

loro sono gli Of Montreal. e sono presi bene dalla vita