Archivio per romanticismi

giungla nord.

Posted in canzone del giorno con i tag , , , , , , on 25 Novembre, 2009 by cloudintheocean

 

Nebbie di qui
Ci avvolgono
Come titoli di coda
Su storie a lieto fine
Vivere qui, insieme a te
Nel freddo, stringerti
Negli anni, stringerti.

e nebbia fu.

sui murazzi.

su via garibaldi.

su via cernaia.

e freddo in via vanchiglia.

ma continuo a stringerti, fortunatamente, al mio petto.

canzone del giorno.

Posted in canzone del giorno, romanticismi con i tag , , , , on 4 Novembre, 2009 by cloudintheocean

il lupo perde il pelo, ma non il vizio.

e quando il vizio si chiama romanticismo, può capitare di rientrare a casa canticchiando canzoni come questa.

sono stata nel paese delle creature selvagge

Posted in meditazioni quotidiane, romanticismi con i tag , , , , , , on 2 Novembre, 2009 by cloudintheocean

e sono rimasta folgorata.

dalla bellezza dei paesaggi, dall’insolenza di un bambino e da una sorella che assomiglia troppo alla mia.e dagli arcade fire.

fotogrammi di una casetta di neve come facevamo da piccoli, i miei amici ed io, regina di un regno dove un gatto celebrava matrimoni ed gli elfi vivevano su un albicocco.

mi ha lasciato un vago senso di ricordo e di malinconia, questo film.

vengo distratta da una passeggiata, per tornare a casa. da una fontana mai vista in una piazza mai frequentata.

- quanto è bello l’autunno, guarda.

e mentre lo dice io mi perdo in altri fotogrammi, in quella fotografia di anni fa. in autunni pieni di speranza e divertimento.

seguono discorsi, perdo i fili mentali di liste che io ho chiesto di fare. mi imbarazzo un pò per la mia memoria accorciatasi negli ultimi tempi.

ma sulla via di casa, in una piazza invece familiare, rivedo quel tappeto di foglie e decido, come una bambina, di correre e sguazzari dentro.

con una sciarpa rossa avvolta intorno, i notwist nelle orecchie, mi fermo a bere dalla famosa fontanella col toro.

ha ragione, l’autunno è davvero bello.

 

questa è una dichiarazione d’amore.

Posted in romanticismi con i tag , , , on 23 Settembre, 2009 by cloudintheocean

(non adatto a un pubblico di cinici come me)

ti ho incontrato 5 anni fa, in inverno.

mi sentivo terribilmente sola e quando ti ho visto sotto quelle luci serali è come se mi avessero sbattuto con la schiena contro un muro.troppo forte, sono rimasta stordita e affascinata.

ero così invasa dal tuo profumo che vagavo per i palazzi antichi come una bambina che vede i suoi regali preferiti sotto l’albero. ero con un altro, ma pensavo solo a te. volevo essere sola. non averlo tra i piedi con le sue banalità. tu mi stavi avvolgendo con troppo calore. ero giovane e non capivo se fosse soltanto una stupida sbandata.

mi hai fatto sentire felice, piena e viva in soli tre giorni.

poi me ne sono andata.

non chiedermi perchè.

ogni anno ti rivedevo, per poche ore, per pochi giorni. ed era sempre lo stesso pugno nello stomaco. passavo giornate intere a fissare la finestra di camera mia e desiderare di essere li abbracciata a te.

ho provato a cercare altrove, ma paragonavo tutto a te, alle nostre passeggiate sotto quei lampioni, ai quei piccoli numeri che crollavano da quel palazzo e alla riva di quel fiume.

così, cinque anni dopo ti rivedo.

non ti conosco affatto,se non per le serate in cui mi porti a ballare fino all’alba o alle mattinate piene di caffè e piedi doloranti; ma è come se avessimo vissuto fianco a fianco fino ad ora.

quando oggi ti ho visto in piazza è stato come la prima volta. mi hai colto di sorpresa. mi cogli sempre di sorpresa. ogni volta che sono sovrappensiero tu sei li, che mi aspetti in lontananza, che mi guardi. che mi sorridi o mi urti.

abbiamo il tempo, adesso.

e ho il tempo per amarti, per incazzarmi con te, per piangere per te e con te, per ridere e per perdermi nel tuo mondo, per camminare in quella strada e tra la nebbia, per fissare il tramonto, per farti sentire le mie canzoni e per conoscere chi ti vive con passione, ma non quanto la mia.e per odiarti. per mandarti affanculo e per dirti quanto sono felice e libera con te. per tornare ogni volta lungo quel fiume a fissare il vuoto e per ubriacarmi ogni volta, per farmi prendere a pugni nello stomaco, per farmi graffiare e per fare l’amore con te.

e per rimanere in silenzio, sempre con te.

e ho paura, paura che mi lasci e che io ti lascerò presto. e quando ti vivo non ne ho abbastanza e quando ti tocco ti toccherei fino a fartim male come fai male al mio cuore,e ogni secondo lo mordo con tutta la mia forza e lo inspiro per non perdermi la sensazione che mi da quel secondo con te.

non so se questo sia amore. ma di sicuro voglio averti.

e voi, sapete di che sto parlando?

later on

Posted in romanticismi con i tag , , , , , , , , , , on 8 Marzo, 2009 by cloudintheocean

dopo due settimane di inattività in cui ho macinato cosa scrivere, mi ritrovo a non ricordare più cosa volessi dire da principio.

in ogni caso vi farò un sunto della splendida settimana iniziata sabato scorso 28 febbraio, con me che mi tratto bene per una sera e festeggio la fine del mese in modo piacevolissimo.

come dice la loopie d’altronde, la felicità consiste nel circondarsi di cose che ti fanno sentire bene e trovare il tempo per concederti i tuoi interessi.

e marzo inizia anche meglio, se posso permettermelo. domenica ritento per la seconda volta la mostra di magritte (che ,inizio a temere,forse non vedrò mai) con stella, ma la coda ci fa puntare diritte alla rinascente dove all’ultimo piano ci dedichiamo alla ricerca di un presente per la laura, dalla quale siamo state invitate a cena.

non c’è niente di particolare in una serata a casa di un’amica a mangiare cous cous e bere chinotto in bottiglie anni 40, ma la bellezza sta proprio nella tranquillità e nel calore del momento, nella serenità di poter parlare di tutto e di più senza temere giudizi dall’altra parte. anche lasciarsi andare a pettegolezzi.

e ricevere in regalo la maglietta con la citazione: se porti i jeans della rich non hai cuore per apprezzare i death cab for cutie, lascia perdere!!!…favolosa, anche solo per il pensiero che la laura ci ha messo dedizione per confezionarla sia per me che per lei.

il motivo di questo ritrovo è stato anche il concerto dei Wire, al magnolia.

ora.

datemi dell’ignorante ma i wire non li conoscevo, se non di nome. vedere un magnolia strapieno mi ha fatto porre un paio di domande, e in effetti dopo esserci intrufolate di soppiatto dentro il tendone strabordante di gente ho scoperto che gran parte dei pezzi li sapevo.

della serie: le canzoni che senti ma non sai mai a che gruppo associare. ecco. si, potete insultarmi ora, non mi vergogno. sopratutto se siete tra coloro che volevano seguire il concerto ma hanno desistito per la fila.

sono soddisfatta di poter aver associato gruppo a canzoni, ecco i wire ora hanno un’adepta ion più. contando che alla loro età spaccano i culi e la chitarrista è un pò quel che avrei fatto nella vita se avessi vissuto negli anni 70. anzi, non scherziamo, anche ora, se potessi.

stranamente mi aspettavo di vedere un pò di facce conosciute, ma evidentemente erano tutti al concerto cool e alla moda alla casa 139, dai metronomy. beh, meglio così. essere circondata da veri fans di cinquantanni in giubbotto di pelle e capello ossigenato mi ha fatto pensare che avrei voluto un padre come uno di loro. e forse anche no, per non trovarmelo ai concerti in cui vado.

però niente da dire, stimo chi ama la musica e segue ancora i suoi gruppi preferiti, purtroppo crescere in un’ambiente in cui la musica è considerata uno strumento infernale rumoroso da sfigati non è facile.

soprattutto se ti trovi a pensare che i tuoi genitori siano culturalmente ignoranti per avere un’idea del genere. non saranno mai in grado di apprezzare nessuna forma d’arte, allora.

in ogni caso.

tralasciando un’inizio settimana in cui l’ennesima frase fatta e l’ennesima incapacità di capire un discorso mi fanno definitivamente sbottare e capisco che forse è meglio parlare senza troppi peli sulla lingua, venerdi mi dedico alle mie amiche con un’aperitivo e cena da ale. con solito poker.

nel mentre mi preparo a sabato, al momento in cui sarei sbarcata a bologna di nuovo dopo perlomeno un anno di assenza, rivedere la bella mansarda della marti e il covo, e ritornando alle nostre camminate notturne èper tornare a casa.

e così decidiamo di farlo anche stavolta: covo e ritorno a piedi, tanto ormai è primavera ed è anche piacevole.

per questo mi preparo scarpe comode e vestito comodissimo.

il mio wikipedia musicale filippo mi offre un passaggio all’andata, e per tutto il viaggio rimango al mio solito zitta e imbarazzata dalla timidezza. mi limito ad ascoltare i discorsi domandandomi perchè ancora dovrei essere in soggezione in queste situazione. bah. la cloud che ogni tanto si pone domande stupide.

gli spinto band sono assurdi. non in senso malvagio, parliamoci chiaro. ma assurdi proprio come persone: il chitarrista urlo di munch, il bassista dal sorriso plastico inquietante (che temevo avrei sognato la notte) con la chioma che si muoveva di vita a sè stante.

ma tutto sommato è stato un conerto carino, divertente, loro sono divertenti e scanzonati, il pubblico ha reagito molto entusiasticamente (fin troppo, pensavo non li conoscesse nessuno e invece come al solito mi son trovata vicino ai più esaltati del covo). c’era anche L’aizzatore a quanto ho saputo noto personaggio che aizza la folla quando apprezza molto un live.

sorvoliamo sulla solita sfiga mia e della marti riguardo alle tshirts, e sulla teoria di filippo secondo cui non poteva prendere la maglia dai colori troppo sgargianti perchè ormai trentenne (:D), e passiamo al momeno in cui filippo e simone tornano a casa e io e la marti rifiutiamo il passaggio fermamente convinte della nostra abitudine della passeggiata notturna di 3 km e mezzo per tornare in centro.

alle 2 e 20, 3 cocktails dopo l’inizio della serata, arriva la chiamata di maolo che preso da compassione decide di venirci a prendere al covo…

e noi stavamo per rifiutare il secondo passaggio. probabilmente al 3° rifiuto il karma come minimo avrebbe voluto che venissimo stuprate all’uscita del locale.

quindi accettiamo, un pò a malincuore, ma sinceramente non ce l’avrei mai fatta a reggere il ritorno dopo una giornata di lavoro e un concerto, senza riposarmi un secondo.

saremo vecchei dentro, ma non c’abbiamo più il fisico.

e non siamo nemmeno più le spensierate ragazze che passavano weekend interi a cazzeggiare per le vie di bologna, andando da fabrica e da h&m e la feltrinelli, al marsalino a bere brachetto e poi al covo o a villa serena. e oggi passeggiando per le vie soleggiate ci siamo rese conto che, volenti o nolenti, non potremo più farlo.

malinconia e ritorni a casa.

e promessa di ritornare il prima possibile.

sweety and snowy day

Posted in romanticismi con i tag , , , on 1 Dicembre, 2008 by cloudintheocean

premettendo che mi spiace, ma per quanto ci proviate non ce la farete a farmi prendere male in questi giorni,  proverò a cercare qualcuno che abbia voglia di sorridere insieme a me.

è stata una settimana intensa, dalla prima nevicata a oggi. nel mezzo tanto sole e tanto freddo. perchè parlo del tempo?

di solito le conversazioni cominciano da qui. quelle banali, però. mentre la neve mi ha accompagnato in un momento di “stato superiore alla contentezza” che ancora non ho battezzato. e quindi lo associo alla neve.

certo, non essendo io una persona normale le cose che mi sucedono devono sempre essere fuori dal comune: tra batterie della macchina che si scaricano dopo 4 ore di musica e un mezzo svenimento proprio dopo che una fighettina mi insulta sono all’ordine del giorno, per persone di un certo calibro…

e ieri sera, sembrerà da stupidi, ma due birre e un film trashissimo sono stati una serata perfetta a dir poco.

nella sua normalità. così come è normale parlare di tutto e di più, scherzare come se ci conoscessimo da trent’anni e se non ci penso mi sembra così naturale e normale.

e la mattina trovare la neve che cade. e io senza ombrello. con un cappellino prestatomi camminare inzuppata nel parco ducale accompagnata dagli explosions in the sky e dai sigur ros.

stamattina anche il mio ipod era ispirato dal meteo.

l’unica nota che mi scorreva nel pomeriggio, di fronte a una tazza di thè però era: cosa ne sarà di noi?

ma mi sono consolata canticchiando una canzoncina…

stella. perdonami per i pacchi di questi giorni, so che mi capisci.

per chiunque abbia storto il naso per il fatto che in questi giorni sono desaparecido, posso solo dire: lasciatemi godere questi giorni. e si, per una volta l’egoista sono io. perchè per una volta voglio fare quello che mi sento io e non quello per cui mi sento in dovere verso qualcuno.