Originally uploaded by anna☆morosini
(aspettando che una nevicata copra i dolori, le ansie, le paure e i disastri emozionali di una giovane donna dispersa tra le vie di una città così tremendamente bella).
Originally uploaded by anna☆morosini
(aspettando che una nevicata copra i dolori, le ansie, le paure e i disastri emozionali di una giovane donna dispersa tra le vie di una città così tremendamente bella).
“vedi gioia, noi siamo qui perchè ci sono i folletti di babbo natale…i folletti sono qui, vero signorina???”
(sguardo complice della signora)
“…i follet…”
“I FOLLETTI DI BABBO NATALE CHE GUARDANO I REGALI DEI BAMBINI SIGNORINA”
e che cazzo.
io che pensavo a un’iniziativa del comune di torino.
è proprio vero: dopo una certa età non le capisaci più, certe trovate creative.
benchemeno a natale
a volte la musica parla più delle immagini.
torino a volte la puoi spezzettare in spettro ottico.
a volte la puoi guardare sotto una luce strobo.
altre volte, semplicemente la devi vivere.
finalmente oggi dopo settimane ho ritrovato l’amore per questi dedali di palazzi, le montagne innevate in lontananza e i grandi viali.
l’ho respirata e sapeva di inverno e di sole.
così scostante e così bella.
Nebbie di qui
Ci avvolgono
Come titoli di coda
Su storie a lieto fine
Vivere qui, insieme a te
Nel freddo, stringerti
Negli anni, stringerti.
e nebbia fu.
sui murazzi.
su via garibaldi.
su via cernaia.
e freddo in via vanchiglia.
ma continuo a stringerti, fortunatamente, al mio petto.
(da ascoltare seduta sulle rive di un fiume a te caro.)
the negatives are added but it’s not enough
and if you know the feeling you’ll get beaten up
your voice was carried away.
yeah.
jaw line strong
word swollen tongue
and you can fight off style
you can fight off time
I don’t want to talk about it
here comes our friend the winter
tried to walk to town but
oh I got so lost
can you just answer me
answer me this
can i just sit here and watch the sky?
don’t you know that life can move so slow?
there isn’t any space for love anymore.
and if you know the feeling than you need to go
to the furthest place from your house
stand there a while
make sure you’re broke
and watch the birds fly round
just like the first time
we put leaves upon these tracks
there’s ? deliverance here
reassure reassure me that life won’t leave me behind
the sun is the dates and forges
summer thoughts are deadlines
deadlines
non so perchè sono finita qui ai murazzi, anzi si. per incontrare giacomo che è a torino.
e che ora sta ballando e cantando Vasco Rossi insieme a questa tizia che mi scivola addosso ogni due minuti, e mi fa rovesciare il coctkail tra le mani.
me le sento appiccicose e sporche, inizio ad alterarmi. se continua a urtarmi mi metto a urlare.
giuro, mi metto a urlare.
e dove sono gli altri? ho scritto almeno un quarto d’ora fa di venire da Giancarlo e nessuno ancora si vede.
ah no eccole.
peccato, che non mi considerino.
perchè non sono rimasta a ballare anni 60? perchè faccio sempre la scelta sbagliata?
un altro scossone, un energumeno struscia ripetutamente una flaccida appendice sul mio culo.
mi fa schifo.
mi stanno facendo schifo tutti, questi anonimi volti deformati da risa e alcol, questi corpi che si urtano tra di loro barcollanti.
non me ne rendo conto, ma sono completamente immobile.
immobile in mezzo alla pista.
il mio sguardo cerca qualcosa, ma la mia mente parla chiaro: qui non sei tra amici.
la mascella cade, rimango per lunghissimi secondi atterrita, bocca aperta, lo stesso pensiero che mi tartassa.
fino a che una mano spunta tra la folla e mi intima di uscire fuori.
-hai lo sguardo strano, che hai?
ancora non riesco a parlare, mi limito a guardarlo e balbettare aria. sono ancora atterrita, ma stavolta non dal terrore.
forse non è vero che non sei tra amici, non credi?
sorrido, lui ancora li a fissarmi.
grazie.
dopo un weekend del genere, è l’unica canzone possibile.
tra le tante sentite.
sono le undici e ventitrè
due novembre.
domani torno a piacenza e mi sentirò come una straniera a casa.
rimane il sottofondo di questa canzone che mi lascia un sapore di ricordo agrodolce in bocca e negli occhi.
non posso parlarne. ma parla di persone che si sono conosciute appena, chissà dove. chissà quando.ma forse si sono trovate, e forse sono rimaste incastrate una negli occhi dell’altra. o forse no.
forse mi sto solo divertendo con voi.
ma rimane la canzone, che è alle ultime note, e una finestra socchiusa non so dove.
forse qui.
i only knew you for a while
i never saw your smile
till it was time to go
time to go away (time to go away)
sometimes its hard to recognise
love comes as a surprise
and its too late
it’s just to late to stay (to late to stay)
[chorus]
we’ll always be together
however far it seems (love never ends)
we’ll always be together
together in electric dreams
because of the friendship that you gave
has taught me to be brave
no matter where i go
i’ll never find a better prize (find a better prize)
though your miles and miles away
i see you everyday
i don’t have to try
i just close my eyes
i close my eyes